Cassago festeggia il 20^ di sacerdozio del suo parroco
Grande festa l'altra sera a Cassago. Il parroco don Giuseppe Cotugno, nella messa celebrata alle ore 20.30, ha ricordato il ventesimo anniversario di sacerdozio. Un appuntamento che si inserisce peraltro nel ricco calendario di iniziative in vista dell'ordinazione del giovane cassaghese Lorenzo Molteni, in programma domattina in Duomo a Milano.

La liturgia di mercoledì sera si è svolta in un’atmosfera di gioiosa devozione che ha accompagnato sia le fasi più solenni dell'eucaristia, come la lettura delle sacre scritture e la consegna del Corpo di Cristo, sia i momenti in cui il religioso ha preso la parola per ricordare il suo ventesimo di sacerdozio e per porgere i suoi più sentiti auguri a don Lorenzo che in quegli istanti si trovava in ritiro spirituale a Rho.

Nel suo discorso il parroco – a Cassago dal 2017, quando era subentrato a don Adriano Valagussa - ha ricordato come ogni occasione possa essere straordinaria per ciascuno e ciascuna dei presenti, per rammentare che la visione cristiana non è una fede a sé stante, bensì un qualcosa ricevuto attraverso il battesimo e tradotto nel dono di appartenere a una comunità nella quale tutti siamo chiamati a trovare il nostro posto.

Don Giuseppe ha poi sottolineato come il cammino di fede si costruisca giorno dopo giorno, tra gesti semplici e relazioni concrete: il saluto al vicino, la preghiera condivisa, il servizio umile reso agli altri.
''La chiesa - ha affermato - ha una missione nel mondo, essere luce per la gente, una luce che trova riflesso in quella di Dio''.

Non poteva mancare il grazie a tutti i parrocchiani che gli sono stati accanto a partire da quel lontano 10 giugno 2006 fino ad oggi, esprimendo particolare gratitudine verso la sua famiglia e gli amici per il sostegno datogli nei momenti di gioia, come in quelli di difficoltà.

''Intendo rileggere questi miei vent'anni per accompagnare Lorenzo nel suo cammino futuro'' ha continuato, richiamando l'episodio biblico in cui si erano confrontati gli eserciti di Amalek e di Israele e in cui Mosè, ormai anziano, si era alzato in preghiera e, mentre pregava, Israele aveva prevalso, ma quando le sue mani erano cadute gli Amaleciti avevano avuto la meglio. A questo proposito don Giuseppe ha osservato che Mosè, pur essendo stanco, aveva ricevuto aiuto: uomini e donne gli avevano sostenuto le braccia per aiutarlo a pregare e a intercedere.

Con questa lettura il sacerdote (affiancato l'altra sera sull'altare dal guanelliano don Renato Bardelli ndr) ha voluto trasmettere il messaggio che è importante essere sostenuti dagli altri nel proprio percorso di preghiera, proprio come era successo a lui vent'anni fa e come sta accadendo adesso al giovane Lorenzo.

''Quando pregate non abbiate paura'' ha detto don Giuseppe, invitando i fedeli a lasciare che la luce e l'amore nella vita si manifestino nei gesti quotidiani, nelle scelte di ogni giorno, nelle opere di carità e nelle attenzioni verso i più fragili.

Il sacerdote ha ricordato che la comunità cristiana non è solo luogo di celebrazione, ma anche laboratorio di corresponsabilità, dove ogni membro è chiamato a contribuire con i propri doni per il bene comune.

Nel corso della celebrazione non sono mancati momenti di intensa partecipazione, molti fedeli hanno infatti colto l’occasione per porgere a don Giuseppe segni di affetto e riconoscenza per il suo ministero tra loro. Anche il sindaco Roberta Marabese ha voluto esprimere il suo ringraziamento per l’operato e l’accompagnamento spirituale che, dice ''ha segnato tappe decisive della vita di molti cittadini''.

Quella di mercoledì sera è stata dunque una liturgia all'insegna dei ringraziamenti che i fedeli hanno voluto porgere all’amato sacerdote, dettosi felice ed emozionato di vedere riunire così tante persone e di sentirsi profondamente riconoscente per poter condividere con la comunità questo momento così importante del suo ministero.

Conclusa la messa solenne la festa ha proseguito con un rinfresco offerto ai fedeli di tutta la parrocchia che hanno ricordato il cammino condiviso con il sacerdote fino a questo momento; il cortile della chiesa si è animato di conversazioni, mentre sui tavoli si scambiavano cibi prelibati preparati per l’occasione.

L’evento si è chiuso con un ultimo saluto e un sentimento condiviso di gratitudine: la comunità ha ribadito così il proprio impegno nel sostenere i sacerdoti per proseguire insieme un cammino di fede fatto di preghiera, servizio e vicinanza.

Alcune immagini della messa di mercoledì sera
La liturgia di mercoledì sera si è svolta in un’atmosfera di gioiosa devozione che ha accompagnato sia le fasi più solenni dell'eucaristia, come la lettura delle sacre scritture e la consegna del Corpo di Cristo, sia i momenti in cui il religioso ha preso la parola per ricordare il suo ventesimo di sacerdozio e per porgere i suoi più sentiti auguri a don Lorenzo che in quegli istanti si trovava in ritiro spirituale a Rho.

Nel suo discorso il parroco – a Cassago dal 2017, quando era subentrato a don Adriano Valagussa - ha ricordato come ogni occasione possa essere straordinaria per ciascuno e ciascuna dei presenti, per rammentare che la visione cristiana non è una fede a sé stante, bensì un qualcosa ricevuto attraverso il battesimo e tradotto nel dono di appartenere a una comunità nella quale tutti siamo chiamati a trovare il nostro posto.

Il parroco con il gruppo delle catechiste
Don Giuseppe ha poi sottolineato come il cammino di fede si costruisca giorno dopo giorno, tra gesti semplici e relazioni concrete: il saluto al vicino, la preghiera condivisa, il servizio umile reso agli altri.
''La chiesa - ha affermato - ha una missione nel mondo, essere luce per la gente, una luce che trova riflesso in quella di Dio''.

Non poteva mancare il grazie a tutti i parrocchiani che gli sono stati accanto a partire da quel lontano 10 giugno 2006 fino ad oggi, esprimendo particolare gratitudine verso la sua famiglia e gli amici per il sostegno datogli nei momenti di gioia, come in quelli di difficoltà.

''Intendo rileggere questi miei vent'anni per accompagnare Lorenzo nel suo cammino futuro'' ha continuato, richiamando l'episodio biblico in cui si erano confrontati gli eserciti di Amalek e di Israele e in cui Mosè, ormai anziano, si era alzato in preghiera e, mentre pregava, Israele aveva prevalso, ma quando le sue mani erano cadute gli Amaleciti avevano avuto la meglio. A questo proposito don Giuseppe ha osservato che Mosè, pur essendo stanco, aveva ricevuto aiuto: uomini e donne gli avevano sostenuto le braccia per aiutarlo a pregare e a intercedere.

Don Giuseppe con i suoi familiari
Con questa lettura il sacerdote (affiancato l'altra sera sull'altare dal guanelliano don Renato Bardelli ndr) ha voluto trasmettere il messaggio che è importante essere sostenuti dagli altri nel proprio percorso di preghiera, proprio come era successo a lui vent'anni fa e come sta accadendo adesso al giovane Lorenzo.

''Quando pregate non abbiate paura'' ha detto don Giuseppe, invitando i fedeli a lasciare che la luce e l'amore nella vita si manifestino nei gesti quotidiani, nelle scelte di ogni giorno, nelle opere di carità e nelle attenzioni verso i più fragili.

Al centro don Renato Bardelli
Il sacerdote ha ricordato che la comunità cristiana non è solo luogo di celebrazione, ma anche laboratorio di corresponsabilità, dove ogni membro è chiamato a contribuire con i propri doni per il bene comune.

Nel corso della celebrazione non sono mancati momenti di intensa partecipazione, molti fedeli hanno infatti colto l’occasione per porgere a don Giuseppe segni di affetto e riconoscenza per il suo ministero tra loro. Anche il sindaco Roberta Marabese ha voluto esprimere il suo ringraziamento per l’operato e l’accompagnamento spirituale che, dice ''ha segnato tappe decisive della vita di molti cittadini''.

Don Giuseppe con il sindaco Marabese e gli assessori Fumagalli e Redaelli
Quella di mercoledì sera è stata dunque una liturgia all'insegna dei ringraziamenti che i fedeli hanno voluto porgere all’amato sacerdote, dettosi felice ed emozionato di vedere riunire così tante persone e di sentirsi profondamente riconoscente per poter condividere con la comunità questo momento così importante del suo ministero.

Conclusa la messa solenne la festa ha proseguito con un rinfresco offerto ai fedeli di tutta la parrocchia che hanno ricordato il cammino condiviso con il sacerdote fino a questo momento; il cortile della chiesa si è animato di conversazioni, mentre sui tavoli si scambiavano cibi prelibati preparati per l’occasione.

L’evento si è chiuso con un ultimo saluto e un sentimento condiviso di gratitudine: la comunità ha ribadito così il proprio impegno nel sostenere i sacerdoti per proseguire insieme un cammino di fede fatto di preghiera, servizio e vicinanza.
I.M.


















