Viganò: con Aido serata per promuovere l'importanza di uno stile di vita sano
Una serata all'insegna della prevenzione, della salute e della solidarietà si è svolta il 17 giugno presso l'agriturismo Teresa delle Fragole di Viganò. L'iniziativa, dal titolo "Le corrette abitudini per uno stile di vita sano", è stata promossa dai gruppi AIDO di Sirtori-Viganò-Barzanò, La Valletta Brianza-Santa Maria Hoè, Cassago Brianza-Barzago-Cremella e dall'AVIS di Besana Brianza, con la collaborazione dei Comuni di Viganò, Sirtori e Barzanò, dello studio di osteopatia di Lucia Vismara e del Polidiagnostico CAB.

Ad aprire l'incontro sono stati Simone Pulici, vicepresidente del gruppo AIDO Sirtori-Viganò-Barzanò, il sindaco di Viganò Fabio Bertarini e il sindaco di Sirtori Matteo Rosa, che hanno portato i saluti istituzionali e sottolineato l'importanza della collaborazione tra associazioni, amministrazioni comunali e realtà del territorio per promuovere la cultura della salute e della donazione.

La serata è iniziata con un aperitivo offerto da Teresa delle Fragole; a seguire, la parte scientifica dell'incontro è stata introdotta da Maurizio Ravasi, presidente del gruppo AIDO Sirtori-Viganò-Barzanò, che ha ricordato il recente percorso di costituzione del gruppo e l'impegno quotidiano nella diffusione della cultura del dono. ''Sul nostro territorio la sensibilità verso la donazione è buona, ma a livello nazionale il numero delle persone in attesa di un trapianto è ancora superiore alla disponibilità di organi'' ha evidenziato.

Il dottor Carlo Stefanoni, biologo nutrizionista, ha aperto gli interventi sottolineando come una corretta alimentazione rappresenti il primo passo verso uno stile di vita sano. ''La dieta non significa restrizione o sacrificio, ma l'adozione di buone abitudini nel lungo periodo'', ha spiegato, evidenziando l'importanza di associare una sana alimentazione ad attività fisica, sonno regolare, adeguata idratazione e relazioni sociali positive.

Partendo dal rapporto tra alimentazione e salute, il dottor Giuseppe Felice, pediatra e allergologo, ha approfondito il ruolo fondamentale del microbiota intestinale definito, sempre più spesso definito il "secondo cervello" dell'organismo, e l’importanza dell'educazione alimentare fin dai primi anni di vita. Prendersi cura del proprio organismo attraverso corrette abitudini quotidiane significa infatti costruire le basi per una vita più sana e, al tempo stesso, rendersi disponibili a gesti di solidarietà come la donazione di sangue, plasma e organi.

L'attenzione si è quindi spostata sulla sicurezza alimentare con l'intervento del dottor Ernesto Longoni, pneumologo e infettivologo, che ha illustrato le principali cause delle tossinfezioni alimentari e le semplici norme di prevenzione da adottare ogni giorno. Dall'igiene delle mani alla corretta conservazione dei cibi, fino alla prevenzione delle contaminazioni crociate, il relatore ha ricordato come la tutela della salute passi anche attraverso una gestione consapevole degli alimenti.

A completare il quadro della prevenzione è stata la dottoressa Anna Longoni, medico di medicina generale, che ha evidenziato il forte legame tra stili di vita e malattie croniche. Patologie cardiovascolari, diabete e tumori possono infatti essere contrastati intervenendo sui fattori di rischio modificabili, a partire proprio dall'alimentazione e dal movimento, definiti ''le due facce della stessa medaglia''.

Il tema del movimento è stato infine approfondito dalla dottoressa Lucia Vismara, osteopata e massoterapista, che ha posto l'accento sull'importanza della postura e dell'attività fisica per il benessere generale della persona. Attraverso osteopatia, massoterapia e ginnastica posturale è possibile mantenere il corpo efficiente, prevenire disturbi legati alla sedentarietà e imparare ad ascoltare i segnali che il nostro organismo ci invia quotidianamente. Significativa la riflessione conclusiva: "Ascolta il tuo corpo quando sussurra, così non dovrai ascoltarlo quando urla".

Dopo gli approfondimenti scientifici, la serata è entrata nel suo momento più intenso e coinvolgente con le testimonianze dirette di donatori, trapiantati e familiari. A fare da filo conduttore ai racconti sono state Roberta Bodega e Clara Pozzi, presidente e vicepresidente del gruppo AIDO intercomunale di Cassago, Barzago e Cremella, che hanno accompagnato il pubblico attraverso tre esperienze capaci di mostrare il volto concreto della donazione.

Il primo a prendere la parola è stato Ivano De Capitani, che ha raccontato la propria esperienza di due trapianti di cuore, affrontati con straordinaria forza di volontà e successivamente narrati anche in un libro. Emozionante anche il racconto di Romana Spreafico, che ha donato un rene al marito affrontando un complesso percorso medico, psicologico e legale, reso possibile dalla forte volontà di aiutare una persona cara.

Infine, Lorena Pennati ha ricordato il marito Mario Panzeri, scomparso improvvisamente ma che aveva espresso il consenso alla donazione degli organi al momento del rinnovo della carta d'identità. Una scelta accolta con convinzione dalla famiglia e vissuta come un gesto di continuità della sua vita.

Nel corso della serata è intervenuta inoltre una rappresentante di AVIS Besana, che ha ricordato l'importanza della donazione di sangue e plasma e la necessità di coinvolgere sempre più giovani nel mondo del volontariato e della solidarietà.

Le conclusioni sono state affidate nuovamente a Simone Pulici, che ha invitato tutti a rivolgere un ideale applauso a chi sceglie di donare A chiudere simbolicamente la serata sono riecheggiate le parole ascoltate durante le testimonianze: ''La vita è un dono legato a un respiro e si deve accettare, condividere e restituire''.

È intervenuta inoltre Enrica Motterlini ricordando come in Italia siano ancora circa 9.000 le persone in attesa di un trapianto a fronte di circa 3.000 interventi effettuati ogni anno.

La serata si è conclusa con la consegna di omaggi ai relatori, realizzati con i prodotti agricoli di Teresa delle Fragole, lasciando nei presenti una consapevolezza condivisa: informazione, prevenzione e solidarietà sono strumenti fondamentali per costruire una comunità più sana, più consapevole e più attenta al valore della vita e della donazione.

L'omaggio ai relatori intervenuti alla serata da parte di Maurizio Ravasi e Simone Pulici di Aido
Ad aprire l'incontro sono stati Simone Pulici, vicepresidente del gruppo AIDO Sirtori-Viganò-Barzanò, il sindaco di Viganò Fabio Bertarini e il sindaco di Sirtori Matteo Rosa, che hanno portato i saluti istituzionali e sottolineato l'importanza della collaborazione tra associazioni, amministrazioni comunali e realtà del territorio per promuovere la cultura della salute e della donazione.

Al centro Ivano De Capitani e Romana Spreafico che hanno offerto la loro testimonianza
La serata è iniziata con un aperitivo offerto da Teresa delle Fragole; a seguire, la parte scientifica dell'incontro è stata introdotta da Maurizio Ravasi, presidente del gruppo AIDO Sirtori-Viganò-Barzanò, che ha ricordato il recente percorso di costituzione del gruppo e l'impegno quotidiano nella diffusione della cultura del dono. ''Sul nostro territorio la sensibilità verso la donazione è buona, ma a livello nazionale il numero delle persone in attesa di un trapianto è ancora superiore alla disponibilità di organi'' ha evidenziato.

La dottoressa Anna Longoni
Il dottor Carlo Stefanoni, biologo nutrizionista, ha aperto gli interventi sottolineando come una corretta alimentazione rappresenti il primo passo verso uno stile di vita sano. ''La dieta non significa restrizione o sacrificio, ma l'adozione di buone abitudini nel lungo periodo'', ha spiegato, evidenziando l'importanza di associare una sana alimentazione ad attività fisica, sonno regolare, adeguata idratazione e relazioni sociali positive.

Partendo dal rapporto tra alimentazione e salute, il dottor Giuseppe Felice, pediatra e allergologo, ha approfondito il ruolo fondamentale del microbiota intestinale definito, sempre più spesso definito il "secondo cervello" dell'organismo, e l’importanza dell'educazione alimentare fin dai primi anni di vita. Prendersi cura del proprio organismo attraverso corrette abitudini quotidiane significa infatti costruire le basi per una vita più sana e, al tempo stesso, rendersi disponibili a gesti di solidarietà come la donazione di sangue, plasma e organi.

Il dottor Ernesto Longoni
L'attenzione si è quindi spostata sulla sicurezza alimentare con l'intervento del dottor Ernesto Longoni, pneumologo e infettivologo, che ha illustrato le principali cause delle tossinfezioni alimentari e le semplici norme di prevenzione da adottare ogni giorno. Dall'igiene delle mani alla corretta conservazione dei cibi, fino alla prevenzione delle contaminazioni crociate, il relatore ha ricordato come la tutela della salute passi anche attraverso una gestione consapevole degli alimenti.

Il dottor Giuseppe Felice
A completare il quadro della prevenzione è stata la dottoressa Anna Longoni, medico di medicina generale, che ha evidenziato il forte legame tra stili di vita e malattie croniche. Patologie cardiovascolari, diabete e tumori possono infatti essere contrastati intervenendo sui fattori di rischio modificabili, a partire proprio dall'alimentazione e dal movimento, definiti ''le due facce della stessa medaglia''.

Il tema del movimento è stato infine approfondito dalla dottoressa Lucia Vismara, osteopata e massoterapista, che ha posto l'accento sull'importanza della postura e dell'attività fisica per il benessere generale della persona. Attraverso osteopatia, massoterapia e ginnastica posturale è possibile mantenere il corpo efficiente, prevenire disturbi legati alla sedentarietà e imparare ad ascoltare i segnali che il nostro organismo ci invia quotidianamente. Significativa la riflessione conclusiva: "Ascolta il tuo corpo quando sussurra, così non dovrai ascoltarlo quando urla".

Dopo gli approfondimenti scientifici, la serata è entrata nel suo momento più intenso e coinvolgente con le testimonianze dirette di donatori, trapiantati e familiari. A fare da filo conduttore ai racconti sono state Roberta Bodega e Clara Pozzi, presidente e vicepresidente del gruppo AIDO intercomunale di Cassago, Barzago e Cremella, che hanno accompagnato il pubblico attraverso tre esperienze capaci di mostrare il volto concreto della donazione.

Il primo a prendere la parola è stato Ivano De Capitani, che ha raccontato la propria esperienza di due trapianti di cuore, affrontati con straordinaria forza di volontà e successivamente narrati anche in un libro. Emozionante anche il racconto di Romana Spreafico, che ha donato un rene al marito affrontando un complesso percorso medico, psicologico e legale, reso possibile dalla forte volontà di aiutare una persona cara.

A destra Enrica Motterlini del direttivo Aido provinciale
Infine, Lorena Pennati ha ricordato il marito Mario Panzeri, scomparso improvvisamente ma che aveva espresso il consenso alla donazione degli organi al momento del rinnovo della carta d'identità. Una scelta accolta con convinzione dalla famiglia e vissuta come un gesto di continuità della sua vita.

I volontari dei gruppi Aido Sirtori Viganò Barzanò e Cassago Barzago Cremella
Nel corso della serata è intervenuta inoltre una rappresentante di AVIS Besana, che ha ricordato l'importanza della donazione di sangue e plasma e la necessità di coinvolgere sempre più giovani nel mondo del volontariato e della solidarietà.

A destra il dottor Carlo Stefanoni
Le conclusioni sono state affidate nuovamente a Simone Pulici, che ha invitato tutti a rivolgere un ideale applauso a chi sceglie di donare A chiudere simbolicamente la serata sono riecheggiate le parole ascoltate durante le testimonianze: ''La vita è un dono legato a un respiro e si deve accettare, condividere e restituire''.

La dottoressa Lucia Vismara
È intervenuta inoltre Enrica Motterlini ricordando come in Italia siano ancora circa 9.000 le persone in attesa di un trapianto a fronte di circa 3.000 interventi effettuati ogni anno.

La serata si è conclusa con la consegna di omaggi ai relatori, realizzati con i prodotti agricoli di Teresa delle Fragole, lasciando nei presenti una consapevolezza condivisa: informazione, prevenzione e solidarietà sono strumenti fondamentali per costruire una comunità più sana, più consapevole e più attenta al valore della vita e della donazione.
G.S.


















