Maturità, Bachelet: chiusa anche la seconda prova, ora gli sforzi si spostano sull'orale

Ad un'ora dalla fine della seconda prova della maturità, il cortile del Bachelet di Oggiono si è riempito di commenti a caldo - perfettamente in linea con la torrida mattina di oggi - tra sollievo, dubbi e calcoli rifatti mentalmente mille volte. Abbiamo raccolto le impressioni di alcuni maturandi dei diversi indirizzi: dal linguistico allo scientifico, dall’AFM allo scientifico sportivo e alle scienze applicate. 
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Federico dal liceo linguistico, racconta che le aspettative non sono state tradite: ''Me l’aspettavo così, il giusto''. Il compito - dice - lasciava spazio ad un’elaborazione personale, toccando temi come le olimpiadi e il disuso della lettura: ''Spero bene''. Per settembre ha già le idee piuttosto chiare: punta a Giurisprudenza.
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Per Stefano, ragazzo dello stesso indirizzo del precedente, la parte più semplice, in particolare, è stata quella relativa alla comprensione, ritenuta ''molto chiara''. La produzione scritta gli è sembrata invece ''un po' confusionaria'' in termini di traccia, ma l’uscita dall’aula è comunque positiva. Da settembre, il progetto è di iscriversi a Scienze della comunicazione alla Statale di Milano.
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Allo scientifico tradizionale, la seconda prova ha riportato al centro la matematica con le sue classiche ''trappole''. Diana giudica l'elaborato ''fattibile'' e ci rivela la presenza di ''una funzione, un integrale e un esercizio sui terremoti che richiedeva l’uso dei logaritmi, oltre a esercizi di probabilità simili agli anni scorsi''. Dopo l’estate vorrebbe tentare l'accesso a Psicologia.
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Diverso il vissuto della sua compagna di classe Elisa, che si descrive ''per niente portata per la matematica''. Parla di un polinomio e di passaggi ''non automatici'', con un procedimento ''composto, basato molto sul ragionamento". Eppure, in mezzo alla fatica, emerge un messaggio che la scuola ha provato a trasmettere: ''Durante l’anno ci hanno insegnato a non andare nel panico''. Per il futuro valuta Scienze naturali, ''magari più avanti''.
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Arrivano dei feedback anche dall'indirizzo sportivo. Per Gioele ''è stata più difficile delle aspettative''. Ha provato a ''fare qualche punto del problema'', ma non nasconde che l’impatto è stato duro. Ora guarda alle graduatorie: il suo obiettivo è Ingegneria della produzione industriale a Lecco.
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Anche per Mattia e Alessandro, sempre dello scientifico sportivo, la parola più rappresentativa è ''tosta'': ''Ci aspettavamo altri esercizi''. La simulazione fatta in precedenza ''era molto più semplice'' e questo ha pesato sul confronto. Per il dopo-maturità, il quadro è ancora aperto: ''Non so ancora cosa farò'', ma l’idea di un percorso in Ingegneria o Economia li attira.
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All’indirizzo AFM, la differenza l’ha fatta soprattutto la struttura della traccia. Arlinda ed Eleonora spiegano che ''la seconda parte poteva essere più facile''. Sul fronte progetti, le strade si separano: c’è chi pensa a ''un anno sabbatico'' e chi pensa a proseguire. 
Manal, invece, era convinta che sarebbe andata peggio: ''Me la aspettavo più difficile'', ma conferma che la seconda parte è stata ''dura''. Il suo obiettivo per settembre è Bicocca, indirizzo Marketing.
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Per finire, dal liceo delle scienze applicate, Alice descrive una prova meno lineare del previsto: ''Me la aspettavo più facile'', anche perché alcune consegne le sono sembrate ''richieste di cose mai fatte e domande poco chiare''. Se i quesiti le sono parsi ''fattibili e simili agli anni scorsi'', i problemi hanno richiesto tempo e resistenza: ''Lunghissimi'', con uno ''studio di funzione'' che ha allungato molto i passaggi. Per il futuro, confessa, è ancora presto per decidere: ''A settembre devo ancora pensarci''.
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Tra chi esce soddisfatto e chi con l’amaro in bocca, dalle voci dei maturandi del Bachelet emerge un elemento condiviso: la seconda prova è stata, per molti, meno ''impossibile'' del temuto, ma anche meno prevedibile del desiderato.
E ora lo sguardo si sposta sull’ultimo passo: l’orale. Nel frattempo, tra università già scelte e percorsi ancora da immaginare, la maturità continua a essere anche questo: un passaggio che misura il presente e mette in moto il futuro.
M.E.
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