Cassago: comunità in festa per il 45mo del gruppo alpini

Il tricolore che sventola sul piazzale, il riflesso delle penne nere e le note della fanfara che hanno svegliato il paese. Questi gli elementi che nella mattinata di domenica 21 giugno hanno invaso le vie di Cassago per celebrare il 45esimo anniversario di fondazione del Gruppo Alpini locale. Un traguardo storico per il sodalizio guidato da Alberto Redaelli, nato ufficialmente il 7 giugno 1981 e divenuto in questi anni una colonna portante e un esempio di solidarietà e sacrificio per l’intera comunità.
In tanti si sono radunati in Piazza Italia Libera, a partire dalle penne nere locali, ma anche di diversi altri gruppi delle sezioni di Monza e di Lecco. Oltre al sindaco di Cassago Roberta Marabese, erano presenti i primi cittadini e alcuni membri dell’amministrazione dei comuni limitrofi, insieme alle delegazioni del Gruppo Volontari Protezione Civile, dell’Associazione Pensionati Cassaghesi, dell’Aido e dell’Associazione S. Agostino APS.
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La cerimonia si è aperta con il tradizionale rito di alzabandiera, accompagnato dalle note dell’Inno d’Italia eseguito per l’occasione dal Corpo Musicale S. Fermo di Cesana Brianza. Un momento di grande solennità e fierezza, che si è concluso con la deposizione di una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti, in memoria di coloro che hanno sacrificato la loro vita per difendere la patria.
Ha dunque preso la parola il capogruppo del sodalizio locale Alberto Redaelli: “Ricordo che 45 anni fa, nonostante non fossi ancora un alpino, quando è stato fondato il gruppo ho vissuto una gioia incredibile. Tutti gli alpini trasmettevano pace e solidità alle loro famiglie e oggi resta quell’indomita fierezza che trasmettiamo alle nuove generazioni. Ringrazio il corpo musicale, i carabinieri in congedo che si stanno occupando della viabilità e tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita di questa manifestazione. Viva gli alpini sempre!”
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Il microfono è poi passato al sindaco Roberta Marabese: “Oggi festeggiamo un grande traguardo associativo e sfruttiamo la ricorrenza per prenderci un momento di riflessione. Sono stati 45 anni significativi, densi di impegno, dedizione e presenza costante nella comunità. I nostri Alpini possiedono un patrimonio di valori che meritano di essere custoditi e tramandati, semplici ma profondi, che trovano espressione nelle attività svolte quotidianamente e lontano dai riflettori. Guardando al futuro auspico che questo sodalizio continui a essere scuola di cittadinanza, capace di coinvolgere anche i più giovani. Viva gli alpini e viva l'Italia!”

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Più duro il discorso formulato dal presidente sezionale di Lecco dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini) Emiliano Invernizzi, il quale ha messo a confronto l’importante sostegno delle penne nere sul territorio italiano con alcune criticità educative odierne: “Ritengo che il senso di appartenenza debba essere totale, ma siamo in una società dove è sempre più difficile trovarlo. L'abbiamo trasmesso ai giovani? Se sì, quanto è stato assorbito da loro? Nella nostra società tutti si tirano indietro ormai, eppure gli alpini stanno cercando di andare in controtendenza e di difendere il senso della patria e della nazione. Invito a cercare di essere emozionati nel fare le cose e ad aiutarci l’un l'altro.”
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È seguito un momento di profonda commozione, durante la lettura dei 64 nomi degli Alpini cassaghesi che hanno “posato il loro zaino a terra”, al servizio del paese e ormai scomparsi, omaggiati con la successiva deposizione di fiori in loro onore. Da Piazza Italia Libera ha quindi preso il via la sfilata per le vie del paese, in un percorso costellato dalle bandiere tricolori che ha visto gli abitanti partecipi insieme ai protagonisti dell’evento. Il corteo, una volta attraversate Via Rimembranze e Via Duca Guido Visconti di Modrone, è giunto presso la chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Brigida per la celebrazione della Santa Messa.
Durante l’omelia don Giuseppe Cotugno ha sottolineato: “Insieme vogliamo rendere grazie per il bene che gli Alpini sono per la comunità e per il paese. Il male nel mondo esiste, così come la presunzione dell’uomo di sostituirsi a Dio e il rischio di disumanizzarci. Per rimanere umani, questa vita bisogna spenderla e sacrificarla. Oggi possiamo rileggere il 45esimo anniversario del nostro gruppo come una storia di alleanza, di pace e di ricostruzione dopo la guerra.”
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Si è chiusa così una mattinata densa di emozioni, che ha confermato quanto il Gruppo Alpini sia, ancora dopo 45 anni, una risorsa e un punto di riferimento insostituibile per tutta Cassago
C.Fu.
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