Molteno: aumenta la TARI, critica la minoranza

Via libera alle tariffe TARI 2026 nel Comune di Molteno con un vivace scontro tra maggioranza e minoranza sull’aumento dell’11% a carico dei cittadini e sul ruolo di Silea nella gestione del servizio.
Il consiglio comunale riunito lunedì 22 giugno ha approvato il nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio di gestione dei rifiuti urbani per il quadriennio 2026-2029 e le relative tariffe TARI per il 2026: entrambi i provvedimenti hanno registrato il voto contrario della minoranza.
A presentare il PEF è stato il consigliere delegato al Bilancio Marcello Casiraghi, che ha richiamato il quadro normativo introdotto dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) con il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti (MTR-3), valido dal 2026 al 2029.
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Da destra l'assessore Sara Brenna, il vicesindaco Guido Anghileri, il segretario Valerio Esposito, l'assessore Andrea Bassani e il consigliere Marcello Casiraghi

Il piano è composto da due macro-voci: da una parte i costi sostenuti da Silea per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, dall'altra quelli direttamente a carico del Comune per servizi quali la pulizia delle strade e lo svuotamento dei cestini pubblici, attività svolte tramite convenzione con il Comune di Garbagnate Monastero e affidate alla società Xanto Srl.
Il valore complessivo del servizio si attesta intorno ai 371 mila euro. Per il 2026 sono previsti circa 209 mila euro di costi variabili e 166 mila euro di costi fissi, con una ripartizione del gettito tra utenze domestiche e non domestiche pari al 60% e 40%. Come previsto dalla normativa, l'intero costo del servizio dovrà essere coperto attraverso il gettito della TARI.
Il dibattito più acceso si è sviluppato durante l'approvazione delle tariffe TARI per il 2026. Casiraghi ha evidenziato che l'incremento dei costi deriva soprattutto dalla componente variabile del servizio, legata alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti e alle attività di pulizia del territorio.
Secondo i dati illustrati in aula, il costo complessivo in un anno passa da circa 335 mila a 371 mila euro, con un aumento particolarmente significativo della componente variabile, salita da circa 142 mila del 2025 a 195 mila euro del 2026. Alle tariffe andranno inoltre aggiunti il tributo provinciale del 5% con gli elementi perequativi introdotti dalla normativa nazionale, per un importo complessivo di 7,60 euro per utenza.
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Il gruppo di minoranza Molteno Bene Comune: da sinistra Giorgio Binda, Giovanni Galimberti, Marco Riva, Domenico Magni

Durissima la posizione del capogruppo di minoranza Giovanni Galimberti, che ha annunciato il voto contrario sia al PEF sia alle tariffe. ''Abbiamo visto un notevole incremento rispetto all'anno scorso, pari a circa il 10%'' ha affermato. ''Questo notevole aumento dei costi non si può andare a trovare esclusivamente nel metodo indicato da ARERA''.
Secondo Galimberti, dagli atti emerge infatti un incremento del gettito richiesto ai cittadini senza un corrispondente miglioramento del servizio. ''Il gettito passa da 335 mila nel 2025 a 371 mila euro di quest’anno, circa l'11% in più. Dagli atti, però, non emerge un ampliamento dei servizi tale da giustificare un aumento di questa portata''.
Il consigliere ha inoltre criticato la gestione di Silea e il percorso intrapreso dalla società partecipata. ''Siamo molto critici sul PEF e sulla direzione che sta prendendo Silea, società che fa utili importanti, ma si parla solo di aumenti e non di miglioramento dei servizi''.
Galimberti ha richiamato il confronto con altri Comuni del territorio: ''Ci sono Comuni come Casatenovo dove è stata introdotta la raccolta settimanale del sacco viola e sono stati ampliati i servizi di spazzamento delle strade. Qui chiedete ai cittadini di pagare di più senza dare più servizi''.
Secondo l'esponente della minoranza, Molteno continua inoltre a registrare performance inferiori alla media del bacino Silea sul fronte della raccolta differenziata: ''Silea oggi ha comunicato il bilancio 2025: il bacino su cui opera ha una media del 75%, mentre Molteno è quasi dieci punti sotto. Se il bacino cresce e il Comune resta indietro, bisogna spiegare l'aumento''.
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Tra i temi affrontati anche la riduzione dei cestini pubblici. ''In un anno ne sono spariti almeno dodici. Togliere i cestini non è una politica ambientale, ma una resa: mettiamo invece cestini più capienti dove si può almeno separare il vetro''.
Galimberti ha espresso una riflessione sul sistema del sacco rosso. ''Siamo davvero davanti a una tariffazione puntuale o soltanto a una distribuzione misurata dei sacchi? La tariffazione puntuale significa che chi produce meno paga meno: non mi risulta che il codice identificativo venga controllato però si misura quanti sacchi vengono ritirati o controllati''.
Il capogruppo di minoranza ha poi allargato il ragionamento al ruolo strategico della società partecipata.''Silea è una società molto solida con un utile netto di 4,4 milioni di euro. L'anno scorso gli utili erano 6 milioni. Perché a Molteno la TARI aumenta dell'11%? La priorità di quest'azienda dovrebbe essere portare avanti il servizio con miglioramento per i cittadini, non l'ampliamento industriale per divenire una multiutility dell’energia''.
Nel suo intervento finale ha ribadito la propria contrarietà: ''Siamo bravi a differenziare eppure la TARI aumenta, ed è un controsenso. Gli amministratori dovrebbero alzare la mano e chiedere una tariffa che copra il servizio per la cittadinanza. Forse si è delegato un po' troppo in questi ultimi 15 anni a questa società. Voterò contrario: aumentano tutte le tasse a Molteno e ora anche questa''.
Il consigliere Giorgio Binda ha sostenuto la posizione della minoranza: ''IMU e IRPEF sono aumentate e la Tari che aumenta ancora: un cittadino deve riversare tutti i costi senza un miglioramento delle sue condizioni di vita. Il Comune non riesce in questo momento a bilanciare queste situazioni''.
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Alle critiche ha risposto il vicesindaco Guido Anghileri, che ha difeso le scelte dell'amministrazione evidenziando l'aumento generale dei costi di gestione. ''Aumentiamo le tasse perché dobbiamo far quadrare i conti: come aumentano i costi delle famiglie, aumentano anche quelli del Comune. Non siamo contenti, ma obbligati per i costi''.
Anghileri ha inoltre posto l'accento sul problema dell'abbandono dei rifiuti e dell'utilizzo improprio dei cestini pubblici. ''È vero che sono stati tolti dei cestini, ma abbiamo trovato persone che scaricavano la pattumiera di casa e noi non possiamo passare le giornate a raccoglierla perché questo comporta dei costi. Se ciascuno si comportasse in maniera civile, avendo un servizio che passa sotto casa e una discarica sempre aperta, non avremmo un lavoro supplementare che lo stradino fa per pulire tutti i rifiuti''. Pur raccogliendo le osservazioni della minoranza sugli aumenti, il vicesindaco ha difeso l'operato di Silea. ''Sono contento che Silea abbia utili perché garantisce un ottimo servizio''.
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Quanto al sistema del sacco rosso, Anghileri ha sottolineato come rappresenti uno strumento per incentivare la raccolta differenziata: ''Il sacco rosso serve per fare una buona raccolta. Se fatta bene la differenziata, abbiamo un aumento della raccolta sul sacco viola. Inoltre, i costi aggiuntivi dei sacchi sono inferiori a quelli dei sacchi acquistati al supermercato. Anche qui non vedo una grossa problematica''.
Casiraghi ha però ricordato la natura societaria dell'azienda: ''Non è corretto dire che Silea non deve fare utili, ma bisogna migliorare il reinvestimento degli utili. Nei fatti è una Spa e divide utili agli azionisti; se il bilancio va in negativo va ripianato con nuove risorse''.
Al termine della discussione, sia il PEF 2026-2029 sia le tariffe TARI 2026 sono stati approvati con il voto favorevole della maggioranza e il voto contrario della minoranza.
M.Mau.
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