Sulla fantomatica moschea non il solito sguaiato ping pong ma un costruttivo confonto
Mi dicono, io non lo frequento, che sul sito "Sei di Oggiono se..." sia scoppiato il finimondo per uno scritto che partendo dal tema della più o meno presunta moschea aveva allargato il quadro a questioni più politiche scivolando poi nella classica quanto sterile contrapposizione del botta e risposta con altri.
Lo scrivo perché su tale argomento mi ero anch'io pubblicamente espresso nel quadro di quello che continuo ritenere un costruttivo confronto.
https://www.casateonline.it/notizie/155504/speculare-sulle-moschee-no-grazie
Rimane, ritengo non solo a mio avviso, la necessità di un civile argomentare che entri anche nel merito di quella che augurabilmente si può ben definire una questione di perlomeno dignitosa convivenza tra culture in parte diverse improntata da un reciproco rispetto.
Ricordiamoci sempre di quei cartelli che anni fa in Belgio orrendamente recitavano all' ingresso di alcuni esercizi: " Vietato ai cani e agli Italiani".
Non volendo tediare (mi rifaccio ai contenuti dei miei 2 precedenti scritti) mi sembra ulteriormente doveroso sottolineare la strumentalità delle motivazioni addotte anche per la raccolta firme avviata domenica. Niente da obiettare, anzi la ritengo condivisibile, la richiesta di chiarezza nel rispetto delle cosiddette norme in tema di conformità alle stesse. Ma tutto ciò alla luce di una evidente connotazione punitiva di quelle varate nel 2015 in Lombardia ( non a caso definite "Anti- moschee") e soprattutto alla più o meno velata speculazione politica a fini elettorali facendo leva sulla paura del diverso così strumentalmente cara a certe forze partitiche peraltro in clamorosa crisi di consenso. E la speculazione è ancor più evidente visto il subentro di esponenti sia regionali che nazionali nel cavalcare l' onda quantomeno di diffidenza nei confronti dei musulmani ( a loro, in tal senso, andrebbe semmai assegnato un premio ippico!).
I motivi per una ben condivisibile esigenza di un' oculata gestione della convivenza li ho già evidenziati in precedenza quindi non mi soffermo ulteriormente. Rilevo soltanto che tali forze se persistono nella volontà più o meno sottilmente discriminatoria si assumono la pesante responsabilità di dividere la Collettività riscaldando gli animi.
Ben altro che una questione pur importante di rispetto di regole peraltro assai discusse e soprattutto discutibili.
Meglio sarebbe un pacato confronto dialettico che veda esprimere le varie significative componenti della Comunità.
PS. Cortese Redazione: Vedo solo ora, dopo avervi inoltrato quest' altro mio scritto, la risposta della consigliera Debora Acerbi. Anticipando sin da ora che ho scritto esclusivamente a titolo personale non mancherò dopo aver letto attentamente il suo scritto di darne ulteriore risposta. Ritengo infatti che il confronto rispettoso è il sale di ogni possibile miglioramento.
Lo scrivo perché su tale argomento mi ero anch'io pubblicamente espresso nel quadro di quello che continuo ritenere un costruttivo confronto.
https://www.casateonline.it/notizie/155504/speculare-sulle-moschee-no-grazie
Rimane, ritengo non solo a mio avviso, la necessità di un civile argomentare che entri anche nel merito di quella che augurabilmente si può ben definire una questione di perlomeno dignitosa convivenza tra culture in parte diverse improntata da un reciproco rispetto.
Ricordiamoci sempre di quei cartelli che anni fa in Belgio orrendamente recitavano all' ingresso di alcuni esercizi: " Vietato ai cani e agli Italiani".
Non volendo tediare (mi rifaccio ai contenuti dei miei 2 precedenti scritti) mi sembra ulteriormente doveroso sottolineare la strumentalità delle motivazioni addotte anche per la raccolta firme avviata domenica. Niente da obiettare, anzi la ritengo condivisibile, la richiesta di chiarezza nel rispetto delle cosiddette norme in tema di conformità alle stesse. Ma tutto ciò alla luce di una evidente connotazione punitiva di quelle varate nel 2015 in Lombardia ( non a caso definite "Anti- moschee") e soprattutto alla più o meno velata speculazione politica a fini elettorali facendo leva sulla paura del diverso così strumentalmente cara a certe forze partitiche peraltro in clamorosa crisi di consenso. E la speculazione è ancor più evidente visto il subentro di esponenti sia regionali che nazionali nel cavalcare l' onda quantomeno di diffidenza nei confronti dei musulmani ( a loro, in tal senso, andrebbe semmai assegnato un premio ippico!).
I motivi per una ben condivisibile esigenza di un' oculata gestione della convivenza li ho già evidenziati in precedenza quindi non mi soffermo ulteriormente. Rilevo soltanto che tali forze se persistono nella volontà più o meno sottilmente discriminatoria si assumono la pesante responsabilità di dividere la Collettività riscaldando gli animi.
Ben altro che una questione pur importante di rispetto di regole peraltro assai discusse e soprattutto discutibili.
Meglio sarebbe un pacato confronto dialettico che veda esprimere le varie significative componenti della Comunità.
PS. Cortese Redazione: Vedo solo ora, dopo avervi inoltrato quest' altro mio scritto, la risposta della consigliera Debora Acerbi. Anticipando sin da ora che ho scritto esclusivamente a titolo personale non mancherò dopo aver letto attentamente il suo scritto di darne ulteriore risposta. Ritengo infatti che il confronto rispettoso è il sale di ogni possibile miglioramento.
Germano Bosisio


















