Missaglia: parla l'infermiera che ha guidato i soccorsi alla baita. ''Serve sensibilizzare sull'importanza di corsi e DAE''

Se uno dei DAE installati dal Comune in collaborazione con alcune realtà economiche del paese si è rivelato fondamentale nelle operazioni che, la scorsa domenica pomeriggio, hanno consentito di tenere in vita un sessantenne colto da malore, altrettanto preziosa è stata la presenza – tra gli invitati – di un'infermiera che ha coordinato e prestato i primi soccorsi sino all'arrivo del personale sanitario.
Abbiamo raccolto la sua testimonianza, che – oltre a fornire una versione precisa e puntuale dell'accaduto – ci consegna un messaggio importante: serve sensibilizzare sempre di più le persone di tutte le età a prendere parte ai corsi di primo soccorso che, in casi come quello capitato nel weekend in baita a Missaglia, possono rivelarsi provvidenziali.
''Quel pomeriggio eravamo tutti felici di festeggiare il pensionamento del nostro amico - ci ha spiegato Stefania - ma improvvisamente suo fratello è caduto a terra e lo scenario è repentinamente cambiato. Corsa subito da lui, ho verificato che fosse incosciente e in arresto cardiaco. A quel punto ho iniziato immediatamente a praticare il massaggio, mentre altri chiamavano il 112 chiedendo l'invio sul posto del personale sanitario'' continua nel suo racconto. ''Abbiamo chiesto ai gestori della baita se ci fosse il DAE e ci hanno spiegato che si trovava proprio lì vicino, accanto alla biblioteca del paese. Così il nipote del festeggiato è corso a prenderlo''. 
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La colonnina di Via Papa Giovanni XXIII dalla quale è stato prelevato il DAE

Intanto l'infermiera, con la collaborazione di altre tre persone invitate alla festa, proseguivano a massaggiare e insuflare aria, senza arrendersi. Attimi di grande tensione, caratterizzati da un indispensabile lavoro di squadra, mosso dalla volontà di salvare la vita alla persona colta da malore.
''Appena mi è arrivato il DAE mi sono "illuminata" perché è fondamentale averlo in questi casi. Alla prima analisi il paziente non era defibrillabile. Siamo quindi andati avanti con la respirazione cardio polmonare'' aggiunge Stefania. ''Alla seconda analisi finalmente il defibrillatore mi ha fatto dare la scarica e la persona ha dato i primi segni di vita. E' stato fantastico''.
Il personale di ambulanza e auto medica, una volta portatosi in posto, ha proseguito le cure del caso con farmaci e rilevazioni varie, trasferendo poi il paziente in ospedale a Vimercate dove si trova ancora ricoverato, fuori pericolo.
''Sono felice di come sia andata, felice di aver avuto intorno persone non esperte che si sono rese utili collaborando in modo efficace'' prosegue l'infermiera, affidando un suggerimento a chi ci amministra, a tutti i livelli. ''Sarebbe utile secondo me sensibilizzare di più le persone a partecipare a corsi di primo soccorso e organizzarne più spesso, ma anche rendere nota la collocazione dei DAE perché, quando meno te lo aspetti può capitare l'urgenza e rendersi utili è bello ed è molto gratificante''.
G.C.
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