A Villa Greppi un pomeriggio dedicato all'arte a 360 gradi

Quello di ieri - sabato 27 giugno - a Villa Greppi è stato un pomeriggio speciale, un momento di festa tutto dedicato all’arte. Negli spazi della dimora monticellese è stata infatti inaugurata la mostra di Davide Maggioni, il meratese che ha partecipato al progetto annuale delle Residenze d'artista e che ha celebrato la conclusione del suo percorso mostrando al pubblico i suoi progetti. Oltre alla personale dal titolo ''Ombra e cenere'' sono state inaugurate quattro installazioni di artisti vicini he hanno partecipato a ''Fermenti culturali'' e che andranno ad arricchire il già ampio patrimonio del Consorzio. 
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Da sinistra l'artista Davide Maggioni, il critico d'arte Simona Bartolena, Lucia Urbano e Marta Comi del Consorzio Brianteo Villa Greppi

''E' una giornata speciale ed è bello vedere così tanti volti sorridenti perché significa che queste opere rincuorano l’anima. Davide Maggioni è stato l’ultimo nostro artista annuale delle residenze e come quelli che l’hanno preceduto ha avuto a disposizione un atelier bellissimo all’interno della vila, uno dei primi spazi che abbiamo recuperato durante il restauro. Quello delle residenze di artista è uno de progetti a cui siamo maggiormente legati, è iniziato durante a presidenza di Marta Comi e sono felice di averlo portato avanti. E’ unico nel suo genere e Villa Greppi ha avuto il merito di crederci sin dall’inizio e poi di continuare a sostenerlo. C’è sempre un po’ di amarezza quando un artista conclude il suo percorso, ma non è mai un arrivederci perché tutti rimangono sempre legati al consorzio'' ha detto la presidente uscente del Consorzio Villa Greppi Lucia Urbano.
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Alle sue belle parole si è unita la vicepresidente Marta Comi che ha mostrato come il progetto delle residenze d’artista sia qualcosa di eccezionale e veramente raro in Lombardia. Tutto è partito dall’idea di riproporre l’attività artistica di Alessandro Greppi e di far rivivere la villa, un obiettivo preciso che ha visto il coinvolgimento di tantissime figure che, dopo il loro passaggio, hanno lasciato sempre una traccia. 
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Il progetto delle residenze d’artista è partito ufficialmente nel 2018 con l’obiettivo di fornire un supporto per gli artisti del territorio e non e mettere a disposizione un vero e proprio atelier per esercitare le propria arte. Un incontro tra territorio e arte in tutte le sue forme, tutti coloro che sono entrati nel progetto nei vari anni si sono lasciati ispirare dal parco di Villa Greppi e da alcune sale per creare delle nuove opere. La residenza è articolata su base bimestrale per coloro che vengono da lontano, come il sudafricano Lwando Dlamini che è stato tra i protagonisti del 2025, ma c’è anche un piano annuale per gli artisti del territorio come nel caso di Davide Maggioni.
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Ieri l’artista meratese, dopo mesi di grande lavoro, ha finalmente potuto mostrare le sue opere a al grande pubblica. Nell’estate scorsa avevamo avuto la possibilità di vedere i progetti in anteprima, entrare nel suo atelier e capire il suo progetto creativo. Alla base della sua poetica c’è la rappresentazione della natura con un particolare studio delle ombre, quasi un’ossessione la sua che l’ha portato a rappresentare in un modo naturale ma anche del tutto astratto ciò che l’ha ispirato nel giardino della villa. Come ci aveva raccontato durante la nostra precedente visita, la prima fase del suo lavoro inizia dall’osservazione del contesto naturale, spesso durante una camminata, fa degli schizzi senza darsi limiti e poi in atelier traspone tutto su tela. 
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''Davide Maggioni è stato il nostro ultimo residente annuale ed ha lavorato tantissimo facendosi ispirare dal parco della Villa. Nella sua poetica c’è un grande legame con la natura e in particolare con l’ombra che produce l’effetto della luce. Ricerca ll confronto tra la natura e il vero, ha una pennellata libera e naturalistica che richiama le tecniche dell’Ottocento, ma al contempo crea qualcosa di assolutamente astratto. Nella sua pittura ci sono diverse anime, Davide non ha paura del colore, ma nemmeno di sottrarsi ad esso, sperimenta, cambia tecniche e materiali mantenendo però il nucleo del progetto. Le sue sculture sono oggetti minimali, ma al contempo vivi, grazie alla tecnica del legno bruciato dello Shou Sugi Ban crea qualcosa di unico riflettendo sull’equilibrio tra decadimento e trasformazione'' ha spiegato la curatrice del progetto Simona Bartolena. La mostra sarà visitabile fino al 5 luglio su appuntamento. 
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Il pomeriggio di visita si è poi spostato nei giardini della Villa dove si è andati alla scoperta delle opere del progetto ''Fermenti culturali'' finanziato da fondazione Cariplo. Tutto è nato con lo scopo di farsi ispirare dal parco e dalla villa per rileggere, attraverso l’arte contemporanea, la storia del Consorzio e la figura del Conte Alessandro Greppi. Sono state presentati 10 progetti, molti creati da artisti legati alla Villa e partecipanti alle precedenti edizioni delle residenze, ieri quattro installazioni di natura completamente diversa l’una dall’altra, sono state mostrate al pubblico. Come un vero e proprio viaggio attraverso la storia, Simona Bartolena ha accompagnato i presenti nel giardino e poi nelle stanze di Villa Greppi. 
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La prima opera è stata Greppi’s sketchbook di Nadia Galbiati, una scultura in metallo che in modo tridimensionale raffigura, una facciata di Villa Greppi. ''Io lavoro molto con il metallo inciso e in quest’opera ho voluto unire la durezza del metallo con una figura morbida e sinuosa. Mi sono lasciata ispirare dai testi del Conte Greppi che racconta il suo profondo legame con la villa ed ho voluto inciderlo nel metallo con la tecnica della morsura. L’idea è che l’opera resista nel tempo, molto probabilmente cambierà colore ma si integrerà ancora di più nel paesaggio''ha raccontato l’artista.
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Nadia Galbiati

Jasmin Prezioso
ha invece realizzato un’opera posizionata al centro del prato composta da una gabbia di colore azzurro e, poco distante un piccolo uccellino del medesimo colore. Con ''Voliera'' ha voluto rappresentare un luogo di riposo e di riflessione, un oggetto ironico e malinconico che racchiude il possibile slancio di ogni esistenza.
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''Quando mi hanno proposto il progetto ho subito pensato alla natura e ai luoghi di riposo – ha spiegato Prezioso – all’interno degli schizzi di Alessandro Greppi ricorreva molto il tema della natura e quindi ho provato ad immaginare le sue camminate nel parco durante l’Ottocento e la necessità di trovare un momento e anche un luogo di ristoro. Nei due mesi che sono stata nella Villa per il progetto delle residenze sono stata sempre accompagnata dagli uccellini e così ho voluto richiamare quei giorni creando una voliera che non è solo una gabbia, ma è un ambiente aperto che accoglie e abbraccia e rappresenta tutti coloro che erano a Villa Greppi come i lavoratori al servizio della famiglia''.
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Jasmine Prezioso

Nell’ala est appena inaugurata di Villa Greppi sono invece ospitate due installazioni che richiamano direttamente il taccuino del conte in particolare consegnano l’effetto delle pagine. Rossana Maggi ha realizzato ''Qui e ora'' trasformando la scrittura del proprietario della villa in un opera d’arte che riflette sul passato ma anche sul nostro tempo.
''Il mio lavoro è partito direttamente dalle pagine del taccuino, ne ho stampata una su una gande tela e con la tecnica del caviardage ho oscurato le parole creando una pagina di segni. L’unica frase che si legge completa e che ho voluto rendere ben visibile con un fascio di luci è “ma alla fine si va senza sapere dove” che racchiude la malinconia del testo. Alessandro Greppi infatti raccontava dei giochi di campagna e del tempo libero, ma spesso consegnava anche un forte velo di malinconia'' ha detto Maggi. 
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Rossana Maggi e Armando Fettolini

Infine Armando Fettolini ha realizzato un’opera che riflette sul disegno ma anche sull’effetto materico della carta. Ne ''La poetica dei taccuini: omaggio ad Alessandro Greppi'' le pagine del taccuino sul quale scriveva Greppi diventano degli strati che raffigurano il paesaggio. Tra le pieghe c’è la figura dell’autore, ma salendo nell’opera si fa largo il paesaggio della Brianza con le montagne e un cielo stellato.
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''Ho lavorato sovrapponendo fogli di carta, un modo per unire la storia del diario e della Villa con quella dell’esistenza universale. Al centro c’è la silhouette del proprietario ma appena sopra di lui c’è la linea blu dell’Adda e poi il Resegone realizzato con della carta velina. Ho voluto inserire quella che è poi una caratteristica tipica delle mi opere ovvero una stella salente, io non aspetto la notte di San Lorenzo per sognare, ma lo faccio tutti i giorni'' ha spiegato l'artista viganese.
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Il pomeriggio a Villa Greppi si è poi concluso con il concerto di Suoni Mobili con l’inedito Flute Quartet formato da Sara Caprioglio, Marcello Crocco, Raffaele Minervino e Roberta Vassallo.
G.M.
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