Oggiono, centro islamico: il tema in consiglio comunale. Narciso risponde ad Acerbi
Il tema dell'associazione culturale islamica insediatasi nelle scorse settimane ad Oggiono, in un capannone ubicato a pochi passi dalla stazione ferroviaria, è stato oggetto di confronto ieri sera in consiglio comunale. A offrire lo spunto per discuterne, è stata l'interrogazione presentata dal consigliere di minoranza Debora Acerbi che in quest'ultimo periodo ha intrapreso diverse azioni – insieme ai colleghi del gruppo – finalizzate a fare chiarezza soprattutto dal punto di vista urbanistico, ritenendo che l'attività esercitata in Viale Vittoria sia quella di una moschea vera e propria.
Nell'illustrare il documento, l'esponente del centrodestra ha spiegato che alla base della scelta di portare il tema all'attenzione dell'assise vi è il forte afflusso di pubblico e l'impatto acustico straordinario registrati sul territorio in concomitanza appunto, con l'evento promosso dall'associazione culturale nel mese di maggio. Oltre all'interrogazione, Acerbi ha spiegato di aver presentato richiesta di accesso agli atti per verificare la regolarità dell'iniziativa citata e la conformità urbanistica del capannone adibito a sede della stessa.
Nell'interrogazione Acerbi ha riformulato al sindaco Chiara Narciso e alla sua Amministrazione, la domanda già posta più volte in queste settimane: se si ritiene l'attuale utilizzo dello stabile conforme alla pianificazione urbanistica vigente (PGT) e se l'afflusso sistematico di persone non configuri un cambio d'uso non autorizzato. E se vi siano in corso verifiche tecniche da parte dell'ufficio sulla sicurezza statica e antincendio dei locali a tutela della pubblica incolumità.

''La documentazione amministrativa e tecnica è già stata evasa e trasmessa nel rispetto dei termini e delle modalità previste dalla legge'' ha esordito Narciso nella sua risposta, precisando che l'associazione con sede legale in Via Leopardi a Oggiono è iscritta al registro del Runts (terzo settore) dal luglio 2022. ''Il capannone costituisce una sede operativa atta allo svolgimento dell'attività istituzionale ordinaria dell'ente e lo statuto certifica che persegue finalità non commerciali ed è legittimato allo svolgimento di attività di interesse generale. A tal proposito si precisa formalmente che l'immobile non si figura quale luogo di culto o attrezzatura religiosa ai sensi della pianificazione urbanistica. L'aggregazione occasionale di associati anche per la preghiera non configura l'automatica trasformazione strutturale in un edificio di culto. Come confermato dalla consolidata giurisprudenza amministrativa la libertà religiosa delle associazioni include la dimensione collettiva e sociale, comprensiva di momenti di studio, partecipazione preghiera che non possono essere considerati come mutamento di uso abusivo. L'immobile è inserito in una zona che il PGT vigente qualifica come D2, aree per attività non residenziali frammiste. Sotto il profilo normativo i locali in cui si svolgono le attività degli enti del Terzo settore sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica. Di conseguenza, l’uso dei locali quale sede operativa risulta normativamente legittimo anche all’interno di un immobile a destinazione produttiva. L'esame della documentazione tecnica – ha aggiunto il sindaco - esclude profili di abusivismo edilizio strutturale: agli atti dell'ufficio risultano regolari pratiche storiche che ne hanno autorizzato la realizzazione e le successive modifiche, garantendone la conformità''.
Nel chiudere la propria risposta, Narciso ha poi spiegato che i recenti lavori di manutenzione straordinaria (consistiti nel rifacimento della copertura e nella ridistribuzione degli spazi interni) sono stati preceduti dalla presentazione di una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia), redatta ed asseverata da un tecnico professionista abilitato. Tale pratica edilizia è tuttora efficace.
''L'Amministrazione comunale tramite i propri uffici continueranno a monitorare l'immobile per garantire che le attività si svolgano nel pieno rispetto della legalità, della sicurezza degli occupanti e senza arrecare pregiudizio al tessuto urbanistico circostante'' ha concluso il sindaco.

Al termine dell'intervento del sindaco l'interrogante ha espresso ''totale insoddisfazione''. ''La risposta la definirei evasiva e scollata dalla realtà, persino superata dagli eventi delle ultime ore'' ha detto Acerbi. ''Mentre lei continua a nascondersi dietro i tecnicismi e a spacciare questa struttura in una semplice associazione, come ha dichiarato anche oggi, la realtà vi smentisce. Se si accede al sito web ufficiale dell'ente non si trova affatto il programma di un centro culturale, ma compare a caratteri cubitali la parola moschea accompagnata dagli orari della preghiera, indicando anche la presenza di una sala per le abluzioni. Che cosa fa un’associazione culturale con una sala destinata al rituale liturgico di purificazione?'' ha aggiunto l'esponente del centrodestra. ''Non si tratta di un elemento ricreativo neutro, ma serve all'esercizio del culto. Questa è una moschea a tutti gli effetti che opera in totale violazione della destinazione urbanistica, in anarchia anche viabilistica il venerdì peraltro, giorno di mercato. Da quel capannone escono in massa auto, moto e pedoni. Sono gli stessi frequentatori della moschea a mettersi in strada e a dirigere il traffico. Io stessa ho assistito alla scena. Dov'era il vostro controllo? Lei ha la responsabilità della sicurezza e della polizia locale e i cittadini in più occasioni si sono ritrovati strade sequestrate''.
Dagli atti, secondo Acerbi, sarebbe emerso anche che nessuna autorizzazione è stata richiesta per l’evento di massa del 27 maggio, Festa islamica del Sacrificio: ''i cittadini sono stati svegliati alle 6 dai richiami del muezzin diffusi con l'altoparlante in totale spregio dei regolamenti sulla quiete pubblica, ma, per il Comune quell’evento non esisteva. La vostra narrazione del ''tutto sotto controllo'' è andata definitivamente in frantumi'' ha aggiunto, ricordando l'arrivo in municipio, negli scorsi giorni, di Digos e Arma dei Carabinieri per gli accertamenti sulla questione e la petizione popolare firmata da circa 900 cittadini. ''Gli unici che fanno finta di non vedere siete voi. Il vostro atteggiamento non è più tollerabile: le leggi devono valere per tutti senza distinzioni''.
Insomma, il botta e risposta di ieri sera non ha fornito elementi nuovi al caso: maggioranza e minoranza restano ancorate alle proprie rispettive (ed opposte) posizioni.
Nell'illustrare il documento, l'esponente del centrodestra ha spiegato che alla base della scelta di portare il tema all'attenzione dell'assise vi è il forte afflusso di pubblico e l'impatto acustico straordinario registrati sul territorio in concomitanza appunto, con l'evento promosso dall'associazione culturale nel mese di maggio. Oltre all'interrogazione, Acerbi ha spiegato di aver presentato richiesta di accesso agli atti per verificare la regolarità dell'iniziativa citata e la conformità urbanistica del capannone adibito a sede della stessa.
Nell'interrogazione Acerbi ha riformulato al sindaco Chiara Narciso e alla sua Amministrazione, la domanda già posta più volte in queste settimane: se si ritiene l'attuale utilizzo dello stabile conforme alla pianificazione urbanistica vigente (PGT) e se l'afflusso sistematico di persone non configuri un cambio d'uso non autorizzato. E se vi siano in corso verifiche tecniche da parte dell'ufficio sulla sicurezza statica e antincendio dei locali a tutela della pubblica incolumità.

Il consiglio comunale riunito ad Oggiono
''La documentazione amministrativa e tecnica è già stata evasa e trasmessa nel rispetto dei termini e delle modalità previste dalla legge'' ha esordito Narciso nella sua risposta, precisando che l'associazione con sede legale in Via Leopardi a Oggiono è iscritta al registro del Runts (terzo settore) dal luglio 2022. ''Il capannone costituisce una sede operativa atta allo svolgimento dell'attività istituzionale ordinaria dell'ente e lo statuto certifica che persegue finalità non commerciali ed è legittimato allo svolgimento di attività di interesse generale. A tal proposito si precisa formalmente che l'immobile non si figura quale luogo di culto o attrezzatura religiosa ai sensi della pianificazione urbanistica. L'aggregazione occasionale di associati anche per la preghiera non configura l'automatica trasformazione strutturale in un edificio di culto. Come confermato dalla consolidata giurisprudenza amministrativa la libertà religiosa delle associazioni include la dimensione collettiva e sociale, comprensiva di momenti di studio, partecipazione preghiera che non possono essere considerati come mutamento di uso abusivo. L'immobile è inserito in una zona che il PGT vigente qualifica come D2, aree per attività non residenziali frammiste. Sotto il profilo normativo i locali in cui si svolgono le attività degli enti del Terzo settore sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica. Di conseguenza, l’uso dei locali quale sede operativa risulta normativamente legittimo anche all’interno di un immobile a destinazione produttiva. L'esame della documentazione tecnica – ha aggiunto il sindaco - esclude profili di abusivismo edilizio strutturale: agli atti dell'ufficio risultano regolari pratiche storiche che ne hanno autorizzato la realizzazione e le successive modifiche, garantendone la conformità''.
Nel chiudere la propria risposta, Narciso ha poi spiegato che i recenti lavori di manutenzione straordinaria (consistiti nel rifacimento della copertura e nella ridistribuzione degli spazi interni) sono stati preceduti dalla presentazione di una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia), redatta ed asseverata da un tecnico professionista abilitato. Tale pratica edilizia è tuttora efficace.
''L'Amministrazione comunale tramite i propri uffici continueranno a monitorare l'immobile per garantire che le attività si svolgano nel pieno rispetto della legalità, della sicurezza degli occupanti e senza arrecare pregiudizio al tessuto urbanistico circostante'' ha concluso il sindaco.

Il capannone di Viale Vittoria al centro della polemica politica
Al termine dell'intervento del sindaco l'interrogante ha espresso ''totale insoddisfazione''. ''La risposta la definirei evasiva e scollata dalla realtà, persino superata dagli eventi delle ultime ore'' ha detto Acerbi. ''Mentre lei continua a nascondersi dietro i tecnicismi e a spacciare questa struttura in una semplice associazione, come ha dichiarato anche oggi, la realtà vi smentisce. Se si accede al sito web ufficiale dell'ente non si trova affatto il programma di un centro culturale, ma compare a caratteri cubitali la parola moschea accompagnata dagli orari della preghiera, indicando anche la presenza di una sala per le abluzioni. Che cosa fa un’associazione culturale con una sala destinata al rituale liturgico di purificazione?'' ha aggiunto l'esponente del centrodestra. ''Non si tratta di un elemento ricreativo neutro, ma serve all'esercizio del culto. Questa è una moschea a tutti gli effetti che opera in totale violazione della destinazione urbanistica, in anarchia anche viabilistica il venerdì peraltro, giorno di mercato. Da quel capannone escono in massa auto, moto e pedoni. Sono gli stessi frequentatori della moschea a mettersi in strada e a dirigere il traffico. Io stessa ho assistito alla scena. Dov'era il vostro controllo? Lei ha la responsabilità della sicurezza e della polizia locale e i cittadini in più occasioni si sono ritrovati strade sequestrate''.
Dagli atti, secondo Acerbi, sarebbe emerso anche che nessuna autorizzazione è stata richiesta per l’evento di massa del 27 maggio, Festa islamica del Sacrificio: ''i cittadini sono stati svegliati alle 6 dai richiami del muezzin diffusi con l'altoparlante in totale spregio dei regolamenti sulla quiete pubblica, ma, per il Comune quell’evento non esisteva. La vostra narrazione del ''tutto sotto controllo'' è andata definitivamente in frantumi'' ha aggiunto, ricordando l'arrivo in municipio, negli scorsi giorni, di Digos e Arma dei Carabinieri per gli accertamenti sulla questione e la petizione popolare firmata da circa 900 cittadini. ''Gli unici che fanno finta di non vedere siete voi. Il vostro atteggiamento non è più tollerabile: le leggi devono valere per tutti senza distinzioni''.
Insomma, il botta e risposta di ieri sera non ha fornito elementi nuovi al caso: maggioranza e minoranza restano ancorate alle proprie rispettive (ed opposte) posizioni.
G.C.


















