Il ricorso de ''La Nostra Famiglia'' sul contratto è respinto dalla Cassazione
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa della CISL Lecco sulla vicenda giudiziaria relativa all’applicazione del contratto collettivo nazionale ai dipendenti dell’associazione La Nostra Famiglia, precisando sin da ora che lo spazio è a disposizione per eventuali repliche, contributi o precisazioni:
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20616 del 18 giugno 2026, ha definitivamente respinto il ricorso dell’Associazione La Nostra Famiglia, confermando le sentenze del Tribunale di Lecco e della Corte d’Appello di Milano. Si chiude così una lunga vertenza che ha visto riconosciute in tutti i gradi di giudizio le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
La Suprema Corte ha riaffermato un principio di grande rilievo: il datore di lavoro non può recedere unilateralmente da un Contratto Collettivo Nazionale. Il CCNL Sanità Privata doveva quindi continuare ad essere applicato fino al rinnovo dell’8 ottobre 2020, con il conseguente diritto dei lavoratori al riconoscimento delle differenze retributive maturate.
Per CISL FP Monza Brianza Lecco questa pronuncia rappresenta una vittoria di giustizia e di legalità, che conferma il valore della contrattazione collettiva e dell’azione sindacale svolta in questi anni a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Fondamentale è stato anche il lavoro dell’avvocato Moira Zanatta, che ha seguito la vertenza sin dal primo grado, ottenendo il riconoscimento delle ragioni dei lavoratori davanti al Tribunale di Lecco, la successiva conferma in Corte d’Appello e, infine, la definitiva pronuncia favorevole della Corte di Cassazione.
''Questa sentenza costituisce un precedente di grande rilievo per il settore della sanità privata'' ha dichiarato Richard Cabajal, referente Sanità Privata della CISL FP Monza Brianza Lecco. ''La Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale: il contratto collettivo nazionale non può essere disapplicato unilateralmente dal datore di lavoro. È il riconoscimento del lavoro svolto dalle lavoratrici, dai lavoratori, dalla CISL FP e dall’avvocato Moira Zanatta, che in tutti i gradi di giudizio ha saputo difendere con competenza e determinazione le loro ragioni''.
Questa decisione rafforza il valore del Contratto Collettivo Nazionale quale strumento di garanzia dei diritti e rappresenta un importante punto di riferimento per tutto il comparto della sanità privata.
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20616 del 18 giugno 2026, ha definitivamente respinto il ricorso dell’Associazione La Nostra Famiglia, confermando le sentenze del Tribunale di Lecco e della Corte d’Appello di Milano. Si chiude così una lunga vertenza che ha visto riconosciute in tutti i gradi di giudizio le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
La Suprema Corte ha riaffermato un principio di grande rilievo: il datore di lavoro non può recedere unilateralmente da un Contratto Collettivo Nazionale. Il CCNL Sanità Privata doveva quindi continuare ad essere applicato fino al rinnovo dell’8 ottobre 2020, con il conseguente diritto dei lavoratori al riconoscimento delle differenze retributive maturate.

''Questa sentenza costituisce un precedente di grande rilievo per il settore della sanità privata'' ha dichiarato Richard Cabajal, referente Sanità Privata della CISL FP Monza Brianza Lecco. ''La Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale: il contratto collettivo nazionale non può essere disapplicato unilateralmente dal datore di lavoro. È il riconoscimento del lavoro svolto dalle lavoratrici, dai lavoratori, dalla CISL FP e dall’avvocato Moira Zanatta, che in tutti i gradi di giudizio ha saputo difendere con competenza e determinazione le loro ragioni''.
Questa decisione rafforza il valore del Contratto Collettivo Nazionale quale strumento di garanzia dei diritti e rappresenta un importante punto di riferimento per tutto il comparto della sanità privata.


















