Monticello: zecche e guano di piccione segnalati da Ats in un edificio di Casirago. Scatta l'ordinanza

Quindici giorni: è la tempistica che il Comune di Monticello ha concesso al proprietario di un immobile che insiste in Via Risorgimento località Casirago – per provvedere alla pulizia dello stesso, così da ''sanare'' una situazione ritenuta critica sul fronte igienico sanitario. 
Il documento firmato dal sindaco Alessandra Hofmann è diretta conseguenza di una nota inviata da ATS Brianza che a inizio luglio, a seguito di una segnalazione, aveva effettuato un sopralluogo presso l'edificio residenziale, in stato di abbandono. In quella circostanza è emersa la presenza – come si legge nell'ordinanza - ''di consistenti accumuli di guano di piccione, piumaggio, sporcizia e infestazione da zecche, tali da determinare condizioni di degrado igienico-sanitario e potenziale pericolo per la salute pubblica''.
ATS ha infatti rilevato – mettendolo nero su bianco - che ''la presenza di guano, piumaggio e materiali di nidificazione determina l'insudiciamento degli ambienti, favorisce il permanere e la proliferazione dei volatili e può attrarre ulteriori animali opportunisti (quali roditori e zanzare), con conseguente aggravamento delle condizioni igieniche'' non escludendo ''il rischio di problematiche igienico-sanitarie anche di natura infettiva correlate alla presenza dei piccioni e dei relativi parassiti''.
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Via Risorgimento a Casirago dove insiste l'immobile oggetto dell'ordinanza

A questo proposito, considerato che lo stato di abbandono dell'immobile (che qualche anno fa era balzato alla cronaca per il progetto, mai andato in porto, di ospitare richiedenti asilo tramite una cooperativa ndr) e la presenza di guano, nidi, piumaggio, parassiti e materiale organico costituiscono ''un inconveniente igienico-sanitario che richiede un immediato intervento'' e che ''il proprietario dell'immobile è tenuto a mantenere il bene in condizioni tali da non arrecare pregiudizio alla salute pubblica, all'igiene e alla sicurezza'' il sindaco ha firmato un'ordinanza destinata alla società proprietaria dell'immobile attraverso la quale chiede interventi celeri. 
Entro quindici giorni dalla notifica del documento, il privato dovrà effettuare, tramite ditta specializzata, un'accurata pulizia dell'immobile e delle relative pertinenze mediante rimozione di guano, nidi, piumaggio, carcasse e di ogni altro materiale organico o rifiuto presente; eseguire, tramite ditta specializzata e nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela della salute, sicurezza dei lavoratori, tutela ambientale e benessere animale, idonei interventi di disinfestazione e sanificazione finalizzati all'eliminazione di zecche, ectoparassiti e di ogni altro infestante correlato alla presenza dei volatili; adottare tutte le misure necessarie ad impedire il successivo insediamento dei piccioni e di altri volatili, mediante: eliminazione delle condizioni favorevoli alla sosta, nidificazione e riproduzione; manutenzione delle strutture edilizie degradate; installazione di idonei sistemi dissuasori anti-appoggio e anti-atterraggio conformi alla normativa vigente; chiusura stabile di anfratti, cavità, fori, nicchie e altri accessi utilizzati dai volatili; protezione delle aperture dell'edificio (finestre, lucernari, fori di aerazione, canne fumarie e similari) mediante reti o griglie idonee; rimuovere ogni possibile fonte alimentare presente nell'area che possa attrarre piccioli.
Una volta eseguito quanto richiesto, la società dovrà trasmettere – entro cinque giorni – idonea documentazione attestante l'avvenuta esecuzione degli interventi richiesti. In caso contrario sarà l'ente ad occuparsene – stante l'interesse pubblico della questione che avrebbe inevitabili riflessi sul vicinato - chiedendo poi il pagamento delle spese sostenute.
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