Caro Santoro...

Articolo: Church pocket/118. La Fraternità aveva ancora un posto nella Chiesa?

Caro Pietro Santoro
intanto grazie per questo tentativo di spiegazione delle cause e delle caratteristiche di questo scisma, speriamo comunque recuparabile.
Ma da tentativo di cristiano quale cerco di essere mi sorgono perlomeno questi interrogativi:
Le vere differenze mi sembra che stiano più che sulle divergenze ritualistiche, come giustamente anche lei rileva, su una visione diversa dei contenuti del Concilio Vaticano II e le sue Esortazioni nonché Costituzioni con la loro fresca ventata nello Spirito. Mi risulta che questa assise, durata non poco, costituisca la fonte più autorevole e genuina del Magistero Ecclesiale e quindi non aggirabile con motivazioni magari più o meno condivisibili.
Ma soprattutto, non volendosi limitare al solo aspetto liturgico ma considerando l'intera questione del patrimonio della Tradizione, mi sorge una domanda:
Gesù Cristo quale importanza ha riservato alla Tradizione oltre che al ritualismo? Non ne ha fatto spesso oggetto di visione “critica” ( una per tutti: L'uso del sabato) anteponendo le ragioni dell'Umano liberante in Dio a quelle del puro rispetto della tradizione ebraica? Della serie quando sembra prevalere la forma (la Tradizione) alla sostanza (l'Amore) e soprattutto la pretesa di detenere la Verità arroccandosi nella difesa di mentalità e forme che si ritengono irrinunciabili, a costo di compromettere l'unità dei credenti, non possono che derivarne contrapposizioni e lacerazioni.
Speriamo che i cuori e le menti siano comunque aperti all'azione unificante dello Spirito e si pervenga ad una riconciliazione ma il deposito e la custodia della Fede non può che essere nel Magistero Petrino in comunione con tutta la Chiesa.
Lo so le cose sono più complesse come anche da lei evidenziato, ma la sostanza, a mio pur opinabile parere, mi sembra proprio questa.
Cordialmente
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