Casatenovo: alla Fondazione Monzini un pomeriggio di condivisione
In occasione della festa del paese del terzo fine settimana di luglio, la Fondazione Monzini di Casatenovo ha aperto le proprie porte alla cittadinanza per un intenso pomeriggio all'insegna della condivisione, dell'emozione e dell'unione comunitaria. L'iniziativa di quest'anno, intitolata ''Un viaggio nei ricordi e nelle esperienze'', ha coinvolto ospiti, familiari e operatori in un percorso multisensoriale volto a celebrare la vita all'interno della struttura e a presentare le importanti novità che hanno contrassegnato gli ultimi mesi.
A spiegare lo spirito dell'evento sono state le coordinatrici Eleonora Corneo e Silvia Marelli: ''Rispetto allo scorso anno, in cui avevamo scelto un tema specifico, per questa edizione abbiamo preferito strutturare un semplice momento insieme, vissuto in modo profondamente diverso. Veniamo da un anno caratterizzato da grandissimi cambiamenti interni e abbiamo voluto sfruttare questa iniziativa proprio per conoscerci meglio, unirci e far godere ai nostri ospiti un prezioso spazio di socializzazione e vicinanza''.

La principale novità dell'anno è rappresentata dal consolidamento del Centro Diurno Integrato (CDI), che si è andato ad affiancare alle storiche unità d'offerta della Residenza Sanitaria Assistenziale Maria Monzini (RSA) e della Comunità Socio Sanitaria La Mia Casa (CSS). Una riorganizzazione complessa, che ha visto nascere internamente un nuovo staff e sinergie professionali.
''L'unione e la collaborazione tra i diversi servizi ci sono sempre state – hanno precisato le coordinatrici – ma quest'anno molte cose sono cambiate a livello organizzativo e di figure professionali. Il nostro obiettivo principale è stato quello di far nascere queste nuove collaborazioni e gestioni garantendo il massimo benessere degli ospiti, conducendo la transizione in modo così fluido da non far percepire loro i passaggi e i mutamenti interni agli ospiti''. Anche la scelta grafica dell'invito e la documentazione fotografica dell'evento sono state studiate appositamente per trasmettere un forte senso di continuità visiva e ideale con il passato, ponendo l'accento sulla comunicazione interpersonale.
Il filo conduttore della giornata è stata la mongolfiera, un simbolo già utilizzato in passato e dal forte valore simbolico. ''Abbiamo voluto riprendere l'immagine della mongolfiera sia come ideale collegamento con gli anniversari passati, per chiudere idealmente un cerchio, sia per il suo significato intrinseco. La mongolfiera rappresenta il passaggio dal passato verso il nuovo, ma è soprattutto la metafora del viaggio in quanto le storie dei nostri ospiti toccano tutte le età e ogni ruolo vissuto nella società. Ciascuno di loro ha il proprio volo e il proprio viaggio personale da raccontare'' hanno concluso Eleonora e Silvia.

Il sabato pomeriggio si è articolato come un viaggio esperienziale guidato che ha stimolato attivamente i cinque sensi di tutti i partecipanti. L’olfatto è stato solleticato grazie a un tour guidato all'interno dell’orticello della struttura, curato dagli ospiti durante l'anno. La vista è stata rappresentata dalle foto e dai video delle attività quotidiane, creando grande emozione in particolare attraverso gli scatti per l'area RSA, per cui alcune foto sono state volutamente realizzate con un effetto sfuocato con lo scopo di rappresentare visivamente il concetto della demenza e del ricordo che si fa sfumato. L’accompagnamento musicale del gruppo folcloristico I Picétt del Grenta ha permesso l’esplorazione del senso dell’udito, un celebre sodalizio musicale della Brianza che si conferma una presenza fissa e amatissima alla Monzini, capace di trascinare il pubblico con i tradizionali flauti di pan. Infine il gusto e il tatto sono stati stimolati attraverso una ricca e fresca merenda estiva condivisa all'aperto, accompagnata da attività interattive a sorpresa che hanno visto cimentarsi insieme anziani, ragazzi e parenti.

L'evento si è concluso tra gli applausi, i canti popolari e i sorrisi dei tanti presenti, a testimonianza di come la struttura continui a essere un fulcro di accoglienza, unione e calore umano per l'intero territorio casatese, capace di rinnovarsi guardando al futuro senza mai perdere il contatto con le proprie radici e con le preziose storie dei suoi ospiti.
A spiegare lo spirito dell'evento sono state le coordinatrici Eleonora Corneo e Silvia Marelli: ''Rispetto allo scorso anno, in cui avevamo scelto un tema specifico, per questa edizione abbiamo preferito strutturare un semplice momento insieme, vissuto in modo profondamente diverso. Veniamo da un anno caratterizzato da grandissimi cambiamenti interni e abbiamo voluto sfruttare questa iniziativa proprio per conoscerci meglio, unirci e far godere ai nostri ospiti un prezioso spazio di socializzazione e vicinanza''.

La principale novità dell'anno è rappresentata dal consolidamento del Centro Diurno Integrato (CDI), che si è andato ad affiancare alle storiche unità d'offerta della Residenza Sanitaria Assistenziale Maria Monzini (RSA) e della Comunità Socio Sanitaria La Mia Casa (CSS). Una riorganizzazione complessa, che ha visto nascere internamente un nuovo staff e sinergie professionali.
''L'unione e la collaborazione tra i diversi servizi ci sono sempre state – hanno precisato le coordinatrici – ma quest'anno molte cose sono cambiate a livello organizzativo e di figure professionali. Il nostro obiettivo principale è stato quello di far nascere queste nuove collaborazioni e gestioni garantendo il massimo benessere degli ospiti, conducendo la transizione in modo così fluido da non far percepire loro i passaggi e i mutamenti interni agli ospiti''. Anche la scelta grafica dell'invito e la documentazione fotografica dell'evento sono state studiate appositamente per trasmettere un forte senso di continuità visiva e ideale con il passato, ponendo l'accento sulla comunicazione interpersonale.

Il sabato pomeriggio si è articolato come un viaggio esperienziale guidato che ha stimolato attivamente i cinque sensi di tutti i partecipanti. L’olfatto è stato solleticato grazie a un tour guidato all'interno dell’orticello della struttura, curato dagli ospiti durante l'anno. La vista è stata rappresentata dalle foto e dai video delle attività quotidiane, creando grande emozione in particolare attraverso gli scatti per l'area RSA, per cui alcune foto sono state volutamente realizzate con un effetto sfuocato con lo scopo di rappresentare visivamente il concetto della demenza e del ricordo che si fa sfumato. L’accompagnamento musicale del gruppo folcloristico I Picétt del Grenta ha permesso l’esplorazione del senso dell’udito, un celebre sodalizio musicale della Brianza che si conferma una presenza fissa e amatissima alla Monzini, capace di trascinare il pubblico con i tradizionali flauti di pan. Infine il gusto e il tatto sono stati stimolati attraverso una ricca e fresca merenda estiva condivisa all'aperto, accompagnata da attività interattive a sorpresa che hanno visto cimentarsi insieme anziani, ragazzi e parenti.

L'evento si è concluso tra gli applausi, i canti popolari e i sorrisi dei tanti presenti, a testimonianza di come la struttura continui a essere un fulcro di accoglienza, unione e calore umano per l'intero territorio casatese, capace di rinnovarsi guardando al futuro senza mai perdere il contatto con le proprie radici e con le preziose storie dei suoi ospiti.
C.Fu.


















