Casatenovo: don Sergio ricorda il 45° anniversario di sacerdozio
Una chiesa di San Giorgio gremita e una comunità riunita nel segno della gratitudine e della fede. È stata una celebrazione particolarmente intensa quella che ha accompagnato la tradizionale festa del paese - nel terzo fine settimana di luglio - a Casatenovo, resa ancora più significativa dal 45° anniversario di ordinazione sacerdotale di don Sergio Zambenetti, già parroco della Comunità Pastorale Maria Regina di Tutti i Santi e tornato per presiedere la solenne Eucaristia.

La messa, celebrata alla presenza del diacono Gabriele Scarolo, si è aperta con un saluto introduttivo affidato a Daniele Viganò, che ha ricordato il profondo legame tra don Sergio e la comunità casatese. Numerosi i fedeli presenti, che hanno accolto il sacerdote con un lungo e caloroso applauso, segno dell'affetto e della riconoscenza maturati negli anni del suo ministero.


Visibilmente emozionato, don Sergio ha esordito la propria omelia ringraziando il parroco don Massimo Santambrogio e tutta la comunità per l'invito a condividere un anniversario così significativo. Ha poi ricordato come la ricorrenza coincidesse con la festa della Madonna del Monte Carmelo, una presenza che – ha confidato – ha accompagnato tutto il suo cammino sacerdotale.


''Da Monza a Carcano, da Castello Brianza a Luino, fino a Carugate e alla colonia di Montefalcone, la Madonna del Carmine è sempre stata una guida nel mio ministero'' ha spiegato. ''Ma Maria accompagna ogni credente perché indica sempre Cristo, la vera montagna verso cui siamo chiamati a camminare''.


Ripercorrendo la propria vocazione, il sacerdote ha ricordato come fin dall'infanzia, grazie alle suore dell'asilo, abbia imparato a guardare a Maria come colei che conduce a Gesù, centro della vita cristiana. Da qui l'invito ai fedeli a riscoprire il senso della chiamata di Dio, prendendo spunto dalla figura del profeta Samuele, protagonista della prima lettura.


''Viviamo bombardati dalle parole – ha osservato – ma il Signore continua a parlare agli uomini e alle donne e continua a chiamare qualcuno a essere Sua voce. Anche se il mondo sembra allontanarsi da Dio, la lampada del Signore rimane sempre accesa e le chiese restano aperte''.


Un pensiero è andato anche agli anni trascorsi a Casatenovo e, in particolare, alla riapertura della chiesina di Santa Elisabetta per consentire l'adorazione eucaristica perpetua, ricordata come uno dei momenti più significativi del suo ministero nella comunità.


Al centro della riflessione due verbi, che don Sergio ha definito essenziali per ogni cristiano: lasciare e seguire. ''La prima chiamata che tutti abbiamo ricevuto è quella del Battesimo, quando siamo stati chiamati per nome. Poi ciascuno riceve una chiamata particolare, secondo la propria vocazione. La domanda che dobbiamo porci è: che cosa il Signore mi chiede oggi di lasciare per seguirlo più fedelmente?''.


Nel corso dell'omelia il sacerdote ha ricordato anche l'esperienza della Comunità pastorale di Casatenovo, tra le prime della diocesi ambrosiana, definendola ''un'esperienza straordinaria'', capace di diventare un modello per altre realtà ecclesiali.


La celebrazione è proseguita con l'offertorio e la preghiera dei fedeli, accompagnata dai canti del coro parrocchiale, che hanno contribuito a creare un clima di profonda spiritualità e di festa.


Tra i presenti anche le autorità civili del Comune di Casatenovo: il sindaco Filippo Galbiati e gli assessori Daniele Viganò, Gaia Riva e il consigliere Fabio Crippa.


Al termine della celebrazione è stato l'attuale parroco, don Massimo Santambrogio, a rivolgere un sentito ringraziamento a don Sergio. ''In questi 45 anni di sacerdozio hai testimoniato dedizione e cura pastorale. Tante persone conservano nel cuore la tua vicinanza e la tua attenzione''.


A nome della comunità gli è stata quindi donata un'immagine del Buon Pastore, simbolo del servizio e dell'amore con cui ha accompagnato il suo ministero.


Dopo alcuni ulteriori saluti e parole di ringraziamento da parte del festeggiato, la giornata è proseguita nel cortile dell'oratorio con un ricco buffet aperto ai presenti, occasione per condividere un momento di fraternità e festeggiare insieme un traguardo importante nel cammino sacerdotale di don Sergio.

Contributo fotografico di Guglielmo Pennati

Don Sergio Zambenetti
La messa, celebrata alla presenza del diacono Gabriele Scarolo, si è aperta con un saluto introduttivo affidato a Daniele Viganò, che ha ricordato il profondo legame tra don Sergio e la comunità casatese. Numerosi i fedeli presenti, che hanno accolto il sacerdote con un lungo e caloroso applauso, segno dell'affetto e della riconoscenza maturati negli anni del suo ministero.


Visibilmente emozionato, don Sergio ha esordito la propria omelia ringraziando il parroco don Massimo Santambrogio e tutta la comunità per l'invito a condividere un anniversario così significativo. Ha poi ricordato come la ricorrenza coincidesse con la festa della Madonna del Monte Carmelo, una presenza che – ha confidato – ha accompagnato tutto il suo cammino sacerdotale.


''Da Monza a Carcano, da Castello Brianza a Luino, fino a Carugate e alla colonia di Montefalcone, la Madonna del Carmine è sempre stata una guida nel mio ministero'' ha spiegato. ''Ma Maria accompagna ogni credente perché indica sempre Cristo, la vera montagna verso cui siamo chiamati a camminare''.


Ripercorrendo la propria vocazione, il sacerdote ha ricordato come fin dall'infanzia, grazie alle suore dell'asilo, abbia imparato a guardare a Maria come colei che conduce a Gesù, centro della vita cristiana. Da qui l'invito ai fedeli a riscoprire il senso della chiamata di Dio, prendendo spunto dalla figura del profeta Samuele, protagonista della prima lettura.


''Viviamo bombardati dalle parole – ha osservato – ma il Signore continua a parlare agli uomini e alle donne e continua a chiamare qualcuno a essere Sua voce. Anche se il mondo sembra allontanarsi da Dio, la lampada del Signore rimane sempre accesa e le chiese restano aperte''.


Gli amministratori comunali intervenuti alla messa
Un pensiero è andato anche agli anni trascorsi a Casatenovo e, in particolare, alla riapertura della chiesina di Santa Elisabetta per consentire l'adorazione eucaristica perpetua, ricordata come uno dei momenti più significativi del suo ministero nella comunità.


Al centro della riflessione due verbi, che don Sergio ha definito essenziali per ogni cristiano: lasciare e seguire. ''La prima chiamata che tutti abbiamo ricevuto è quella del Battesimo, quando siamo stati chiamati per nome. Poi ciascuno riceve una chiamata particolare, secondo la propria vocazione. La domanda che dobbiamo porci è: che cosa il Signore mi chiede oggi di lasciare per seguirlo più fedelmente?''.


Nel corso dell'omelia il sacerdote ha ricordato anche l'esperienza della Comunità pastorale di Casatenovo, tra le prime della diocesi ambrosiana, definendola ''un'esperienza straordinaria'', capace di diventare un modello per altre realtà ecclesiali.


L'attuale parroco don Massimo Santambrogio
La celebrazione è proseguita con l'offertorio e la preghiera dei fedeli, accompagnata dai canti del coro parrocchiale, che hanno contribuito a creare un clima di profonda spiritualità e di festa.


Tra i presenti anche le autorità civili del Comune di Casatenovo: il sindaco Filippo Galbiati e gli assessori Daniele Viganò, Gaia Riva e il consigliere Fabio Crippa.


Al termine della celebrazione è stato l'attuale parroco, don Massimo Santambrogio, a rivolgere un sentito ringraziamento a don Sergio. ''In questi 45 anni di sacerdozio hai testimoniato dedizione e cura pastorale. Tante persone conservano nel cuore la tua vicinanza e la tua attenzione''.


A nome della comunità gli è stata quindi donata un'immagine del Buon Pastore, simbolo del servizio e dell'amore con cui ha accompagnato il suo ministero.


Dopo alcuni ulteriori saluti e parole di ringraziamento da parte del festeggiato, la giornata è proseguita nel cortile dell'oratorio con un ricco buffet aperto ai presenti, occasione per condividere un momento di fraternità e festeggiare insieme un traguardo importante nel cammino sacerdotale di don Sergio.

Contributo fotografico di Guglielmo Pennati
G.S.


















