Casatenovo: il Comune apre il suo archivio ai visitatori

''Non è la prima volta che allestiamo questa esposizione, a dimostrazione del fatto che essa sa valorizzare la nostra memoria e la nostra identità. L’archivio ci racconta chi siamo''. Con queste parole il consigliere di maggioranza Fabio Crippa ha introdotto la quinta edizione de ''L'archivio si illumina'', la mostra di documenti storici selezionati dall’Archivio Comunale ''Prof. Sandro Pirovano'' inserita nel ricco programma della festa del paese andata in scena sabato 18 e domenica 19 luglio.
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Il consigliere Fabio Crippa (a destra) accoglie i partecipanti alla prima visita guidata

Organizzato dal Comune e dalla Pro Loco con il contributo di Regione Lombardia, si tratta di un appuntamento che, come evidenziato da Giusy Galatà della Cooperativa archivistica e bibliotecaria (CAeB), dal 2022 si è trasformato in un vero e proprio momento di cittadinanza attiva.
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Gli archivi, ha ricordato Galatà, non sono faldoni polverosi ma custodi dei ''racconti di una comunità, di ciò che c'è stato e di ciò che potrà esserci'', capaci di tutelare i diritti, promuovere la democrazia e arricchire la conoscenza della società.
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La mostra di quest'anno si è articolata in tre percorsi guidati da dieci minuti ciascuno, capaci di proiettare i visitatori in epoche e vicende cruciali per la storia locale e nazionale.
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Gabrio Figini

Il primo itinerario, curato da Gabrio Figini, ha offerto una visuale del delicato secondo dopoguerra. Casatenovo andò alle urne per le elezioni amministrative il 7 aprile 1946, in un clima di forte contrapposizione frontale tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, le uniche due liste presenti.
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Suddivisi in quattro sezioni elettorali, i cittadini si trovarono di fronte a schede recanti solo i simboli e non i nomi dei partiti, una scelta dettata dall'analfabetismo dilagante dell'epoca, che comportava la predominanza della forza visiva, riducendo le scritte al minimo.
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Una sfida non semplice, in particolare per le donne, al loro debutto al voto. Pochi mesi dopo, il 2 giugno 1946, i casatesi votarono per l’Assemblea Costituente (con 8 liste in lizza) e per il referendum istituzionale, con risultati in controtendenza rispetto al dato nazionale. Nel paese brianzolo, infatti, la monarchia prevalse nettamente sulla repubblica con 457 voti contro 282 (su 739 voti validi), fotografia di una cittadina all'epoca ancora profondamente legato alla tradizione contadina.
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Lidia Bonolis

Il secondo percorso, guidato da Lidia Bonolis, è stato un omaggio alla dottoressa Graziella Fumagalli, nata nel 1944 e da sempre dedita al sociale. Tra le fondatrici dell’operazione Mato Grosso della Brianza, dopo la laurea si specializzò in chirurgia pediatrica e malattie tropicali. Nel 1989 l'incontro con il Sovrano Militare Ordine di Malta la portò nei paesi in via di sviluppo, fino alla direzione di un ospedale in Somalia, dove venne uccisa nel 1995 mentre prestava servizio nel suo ambulatorio.
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I documenti d'archivio, arricchiti da un ricco materiale fotografico, testimoniano come il Comune abbia voluto preservare la sua memoria. Tra le carte spicca la delibera del consiglio comunale del 20 dicembre 1995 che istituì un premio e una borsa di studio per finanziare i laureati in medicina tropicale operanti in Africa (regolamento poi ampliato anche ai diplomati in discipline sanitarie, attivo ancora oggi).
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Particolarmente suggestiva una lettera inviata da una professoressa giapponese residente in Italia, la quale, colpita dal sacrificio della dottoressa, chiese e ottenne dal Comune di poter donare una stele commemorativa, realizzata dallo scultore Alessandro Anastasio e collocata in Piazza Repubblica.
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Il legame profondo con il Giappone è emerso anche dai documenti relativi all'intitolazione nel 2003 dell'auditorium di Villa Mariani e alla donazione della statua di Atlante che regge il mondo. Inoltre è stata mostrata una lettera ufficiale del sindaco di Hiroshima, testimonianza del fatto che Casatenovo fa parte di ''Mayors for Peace'' l'organizzazione internazionale fondata nel 1982 dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki per la promozione della pace nel mondo.
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L'ultimo itinerario, condotto da Giusy Galatà, ha avuto origine da una tavola in cui sono elencati i casatesi accorsi volontariamente in difesa della patria durante il Risorgimento. Tra i documenti più curiosi spicca un fascicolo legato alla sottoscrizione per l'acquisto di un milione di fucili, promossa da Garibaldi dopo la seconda guerra di indipendenza.
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Giusy Galatà

Il questore Cartellazzi inviò una nota a Casatenovo, allegando l'avviso del vicino comune di Merate per partecipare alla colletta. L'appello fu accolto e, tramite l'atto del notaio Bonanomi, vennero raccolte tra pubblico e privati ben 300 lire, una cifra importantissima per l'epoca. Eppure a pagina 2 si legge che la colletta fu improvvisamente sospesa senza conoscerne il motivo e, nonostante le autorità sollecitarono la consegna delle 300 lire già raccolte, la somma non arrivò mai a destinazione, lasciando un piccolo mistero irrisolto.
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Sempre dal registro dei volontari è emersa la figura di Giovanni Giovenzana. Un fascicolo a lui dedicato testimonia una pratica democratica interna all'esercito dell'epoca secondo la quale i soldati eleggevano i propri superiori per garantire che i capi godessero della massima fiducia delle truppe. Su 112 aventi diritto, votarono in 62 e Giovenzana ottenne ben 59 preferenze.
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La mostra si è chiusa idealmente con il documento celebrativo del primo anniversario dell'Unità d'Italia. Per l'occasione, Casatenovo indisse una grande festa comunitaria con un coro in chiesa alla presenza di tutte le autorità e una lotteria con in palio agnelli riservata ai militari.
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Un evento solenne, motivato con parole che risuonano attuali ancora oggi, ovvero nessun avvenimento meritava di essere celebrato quanto quello che riassumeva in sé le tre più grandi conquiste di un popolo: la libertà, l'unità e l'indipendenza.
C.Fu.
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