Oggiono: le note di Vasco per ricordare Alessandro a dieci anni dalla scomparsa

Ci sono persone che, anche quando se ne vanno, continuano ad abitare i luoghi che hanno amato. Restano nelle strade percorse tante volte, nelle fotografie consumate dal tempo, nelle voci degli amici, nei gesti quotidiani di chi le ha conosciute. Restano soprattutto nelle canzoni, perché la musica ha una memoria diversa da quella degli uomini: non dimentica, non si arrende, torna ogni volta che qualcuno preme un tasto, sfiora una corda, apre la bocca per cantare.
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Per Alessandro Segreto - ragazzo oggionese scomparso nel 2016 in un tragico sinistro nella bergamasca - quella musica aveva il volto e la voce di Vasco Rossi. Era il filo invisibile che lo accompagnava nelle giornate leggere e in quelle più difficili, la colonna sonora delle amicizie, dei viaggi, delle serate trascorse a parlare fino a tardi. Per questo, a distanza di dieci anni dalla sua morte, il modo più naturale per ricordarlo è stato ritrovarsi insieme davanti a un palco, lasciando che le canzoni di Vasco, cantate magistralmente dalla tribute band ''Asilo'', dicessero ciò che spesso le parole non riescono più a esprimere. A rendere il tutto ancor più speciale è stata la presenza di due storici musicisti del Blasco : Andrea Braido, chitarrista e Andrea Innesto detto ''Cucchia'', al sax.
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Alessandro Segreto

È nata così una serata che non è stata soltanto un concerto. È stata una promessa mantenuta, un abbraccio collettivo, una forma di gratitudine. Un tributo pensato per Alessandro, ma capace di parlare a tutti coloro che hanno conosciuto il dolore dell’assenza e, allo stesso tempo, la forza straordinaria dei ricordi. ''Ci son voluti otto anni di sacrifici ed un’anno e mezzo di organizzazione per realizzare tutto ciò - confessa il migliore amico di Ale, Andrea Lanfranchi, primo organizzatore della serata - ma, vista l’enorme quantità di persone accorse all’evento e lo straordinario lavoro svolto da ogni singolo collaboratore, posso finalmente dire che ne è valsa veramente la pena''.
C’erano gli amici di sempre, i familiari, i compagni di tante avventure, ma anche persone che Alessandro non lo avevano mai conosciuto, arrivate da Milano, Padova, Torino; seguaci della band alessandrina e del cantante emiliano uniti dalla medesima passione che il giovane aveva per la sua musica; e così è stato come se anche loro, per una sera, conoscessero Segreto. 
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In mezzo alla folla si respirava un’atmosfera difficile da definire: la volontà di stare insieme, di trasformare il dolore in un gesto condiviso, di dire ad Alessandro che il tempo trascorso dalla sua morte non aveva cancellato la sua presenza, ma nemmeno tolto il sorriso e la voglia di vivere ricordandolo.
Il 2016 è ormai lontano, ma per chi ha voluto bene ad Alessandro quel giorno non appartiene davvero al passato. Ci sono date che si depositano nella memoria con un peso particolare. ''Ale è morto il 25 aprile e quel numero ha continuato a seguirlo - prosegue il miglior amico - poiché Vasco Rossi in persona, il 25 dicembre ha voluto che una targa con la dedica ''Wiva Alessandro'' venisse annessa alla lapide del suo grandissimo fan. Mi ha spiegato che quel Wiva scritto con la ''W'' è la stessa dedica che gli aveva fatto il suo di migliore amico, Massimo Riva, scomparso anch'egli improvvisamente. Per questo motivo la data scelta per la serata-tributo è stata il 25: così tutto trova un senso''.
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Quando le luci si sono abbassate e sul palco si è acceso un maxi schermo la conversazione del pubblico si è spenta quasi immediatamente. Sullo schermo è apparso Alessandro, ritratto in momenti diversi della sua vita: sorridente, insieme agli amici, durante una serata, in una fotografia forse scattata senza particolare importanza e diventata, dopo la sua morte, un frammento prezioso. Le immagini scorrevano senza retorica, accompagnate solo dalla musica e dalle voci delle centinaia di persone presenti.
Alla fine, il momento più atteso e più temuto: ''Albachiara''. Non c’è bisogno di spiegare il ruolo che questa canzone occupa nell’immaginario di generazioni di ascoltatori. Le sue note sono immediatamente riconoscibili, ma quella sera avevano un significato particolare. Non erano soltanto il brano finale o uno dei momenti più emozionanti del concerto. Erano un saluto. Un saluto reso perfetto dai fuochi d’artificio e dalla lieve pioggerella che proprio in quell’istante ha cominciato a scendere, come se Alessandro stesso, piangendo, ci tenesse a dire ''son qui e vi sento''.
Ma non c’era solo Ale quella sera e non è bastata la volontà di Andrea a renderla possibile. ''Il merito della riuscita va tutto alla band ed ai volontari della Pro Loco di Oggiono, che si è presa in carico la responsabilità - non facile - del ristoro e del beverage'' ci tiene a sottolineare Lanfranchi. 
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Presente alla serata anche il sindaco di Oggiono, Chiara Narciso, che è  salita sul palco per ricordare Alessandro e ringraziare anch’essa gli organizzatori ed i volontari.
Il presidente della Pro Loco, Danilo Riva, si è detto ''estremamente orgoglioso delle scelte organizzative prese da Andrea Lanfranchi e dell’operato di tutti i ragazzi che hanno collaborato al successo dell’evento, affrontando un’importante e straordinaria mole di lavoro''.
Una serata, quella del 25, destinata a rimanere negli annali dei maggiori successi delle estati oggionesi, dove si è cantato, mangiato, riso, scherzato, pianto e ricordato.
Una serata durante la quale tutti, in qualche modo, hanno portato con sé la certezza che Alessandro non è stato dimenticato.
E ''ogni volta'' che partiranno le prime note di una canzone di Vasco Rossi, ''ogni volta'' che una voce pronuncerà il suo nome, ''ogni volta'' che qualcuno alzerà gli occhi al cielo dopo aver ascoltato ''Albachiara'', quella sera tornerà a vivere.
Vera Tornaghi
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