Dolzago: arriva don Arfani, vicario oblato. Il parroco don Walter da settembre a Liscate
La notizia, che circolava da settimane, ha trovato l'ufficialità tanto che è stato lo stesso don Walter Brambilla - parroco di Dolzago e Castello Brianza - ad annunciare il proprio trasferimento. Dal prossimo settembre – a distanza di nove anni dal suo arrivo nell'oggionese – lascerà la comunità per approdare a Liscate, in provincia di Milano.
Al suo posto, dal primo ottobre, dovrebbe arrivare don Diego Arfani, già noto nel territorio avendo prestato servizio qualche anno fa al Santuario della Madonna del Bosco di Imbersago e più di recente presso la parrocchia di Lomagna, affiancando don Andrea Restelli nei primi mesi del suo ministero di parroco.
Non si tratta tuttavia di un sacerdote ordinario, diciamo così ma di un vicario oblato. Una figura il cui compito – affidatogli dalla Diocesi – è la cura pastorale di parrocchie ove vi siano situazioni di urgenza o necessità specifiche.
Una circostanza che ha dunque suscitato reazioni e interrogativi tra i fedeli. Don Walter ha espresso il proprio punto di vista in una nota pubblicata sul bollettino pastorale di domenica 26 luglio, manifestando rammarico per il clima venutosi a creare in quest'ultimo periodo.
Nel suo intervento (che si avvale di una metafora animalesca, diciamo così), il sacerdote paragona i parrocchiani a due diverse tipologie di...criceti: da una parte quelli che si accontentano e si adeguano alle situazioni, dall’altra quelli che trovano sempre un motivo per lamentarsi.
Tra gli esempi citati, il religioso riporta alcune critiche ricorrenti: ''Il parroco non ti dà mai retta o fa quello che vuole; le prediche sono troppo lunghe; l’oratorio dove mandare i figli? Sempre meglio quello del paese vicino…''.
''Se anche cambierà a breve il Capofamiglia, la loro attuale soddisfazione incontenibile, si esaurirà presto perché la questione vera non è, né la famiglia che li accoglie né la gabbietta dove devono passare le giornate, ma è la loro ‘piccolezza’ alla quale non guardano mai!'' aggiunge il parroco, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.
In coda all'intervento del sacerdote nel bollettino viene riportato quello di alcuni collaboratori parrocchiali, schierati in difesa del loro ''pastore''. Nel contributo viene lamentata l’assenza di risposte da parte dei vertici ecclesiastici alle ripetute richieste di chiarimento sulla decisione di trasferire don Walter. Una notizia comunicata a quest'ultimo a inizio giugno, senza però indicazioni ulteriori.
''Abbiamo più volte e da più parti, chiesto un incontro di persona. Risultato: nessuna risposta ufficiale, nessun incontro concesso per cercare di avere almeno un chiarimento. Perché così poca sensibilità nei confronti della gente che, con diritto, chiede semplicemente legittime spiegazioni?''.
Se l’incarico di responsabile di una comunità pastorale ha durata ordinaria di nove anni, termine che don Walter ha raggiunto proprio nel corso del 2026, resta però aperto l’interrogativo sulla scelta di affidare la gestione a un vicario oblato anziché nominare un nuovo responsabile che possa proseguire nel solco tracciato dal parroco uscente.
Una circostanza – quella relativa all'arrivo, annunciato a inizio luglio, di don Arfani - che ha suscitato ''interpretazioni infondate, giudizi gratuiti, chiarimenti non richiesti anche da chi, collaboratore accolto da tanti anni, dovrebbe avere il buon senso di non sparare sentenze definitive che mettono solo in cattiva luce la Chiesa, la Parrocchia e chi con impegno sta lavorando'' proseguono i collaboratori nel loro intervento, definendosi ''nauseati da tanto chiacchiericcio'' e ''sconcertati da tanta indifferenza e poco rispetto per la persona''.
Un trasferimento dunque, quello di don Walter, che sta suscitando rumore. Tra comunicati, prese di posizione e richieste di chiarimento, la vicenda sembra non essere ancora finita.
Al suo posto, dal primo ottobre, dovrebbe arrivare don Diego Arfani, già noto nel territorio avendo prestato servizio qualche anno fa al Santuario della Madonna del Bosco di Imbersago e più di recente presso la parrocchia di Lomagna, affiancando don Andrea Restelli nei primi mesi del suo ministero di parroco.

Al centro don Walter Brambilla
Non si tratta tuttavia di un sacerdote ordinario, diciamo così ma di un vicario oblato. Una figura il cui compito – affidatogli dalla Diocesi – è la cura pastorale di parrocchie ove vi siano situazioni di urgenza o necessità specifiche.
Una circostanza che ha dunque suscitato reazioni e interrogativi tra i fedeli. Don Walter ha espresso il proprio punto di vista in una nota pubblicata sul bollettino pastorale di domenica 26 luglio, manifestando rammarico per il clima venutosi a creare in quest'ultimo periodo.
Nel suo intervento (che si avvale di una metafora animalesca, diciamo così), il sacerdote paragona i parrocchiani a due diverse tipologie di...criceti: da una parte quelli che si accontentano e si adeguano alle situazioni, dall’altra quelli che trovano sempre un motivo per lamentarsi.
Tra gli esempi citati, il religioso riporta alcune critiche ricorrenti: ''Il parroco non ti dà mai retta o fa quello che vuole; le prediche sono troppo lunghe; l’oratorio dove mandare i figli? Sempre meglio quello del paese vicino…''.
''Se anche cambierà a breve il Capofamiglia, la loro attuale soddisfazione incontenibile, si esaurirà presto perché la questione vera non è, né la famiglia che li accoglie né la gabbietta dove devono passare le giornate, ma è la loro ‘piccolezza’ alla quale non guardano mai!'' aggiunge il parroco, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.
In coda all'intervento del sacerdote nel bollettino viene riportato quello di alcuni collaboratori parrocchiali, schierati in difesa del loro ''pastore''. Nel contributo viene lamentata l’assenza di risposte da parte dei vertici ecclesiastici alle ripetute richieste di chiarimento sulla decisione di trasferire don Walter. Una notizia comunicata a quest'ultimo a inizio giugno, senza però indicazioni ulteriori.
''Abbiamo più volte e da più parti, chiesto un incontro di persona. Risultato: nessuna risposta ufficiale, nessun incontro concesso per cercare di avere almeno un chiarimento. Perché così poca sensibilità nei confronti della gente che, con diritto, chiede semplicemente legittime spiegazioni?''.

Don Diego Arfani
Se l’incarico di responsabile di una comunità pastorale ha durata ordinaria di nove anni, termine che don Walter ha raggiunto proprio nel corso del 2026, resta però aperto l’interrogativo sulla scelta di affidare la gestione a un vicario oblato anziché nominare un nuovo responsabile che possa proseguire nel solco tracciato dal parroco uscente.
Una circostanza – quella relativa all'arrivo, annunciato a inizio luglio, di don Arfani - che ha suscitato ''interpretazioni infondate, giudizi gratuiti, chiarimenti non richiesti anche da chi, collaboratore accolto da tanti anni, dovrebbe avere il buon senso di non sparare sentenze definitive che mettono solo in cattiva luce la Chiesa, la Parrocchia e chi con impegno sta lavorando'' proseguono i collaboratori nel loro intervento, definendosi ''nauseati da tanto chiacchiericcio'' e ''sconcertati da tanta indifferenza e poco rispetto per la persona''.
Un trasferimento dunque, quello di don Walter, che sta suscitando rumore. Tra comunicati, prese di posizione e richieste di chiarimento, la vicenda sembra non essere ancora finita.


















