Coldiretti: picchi fino a 39° e le stalle finiscono sotto stress
Ventilatori accesi, doccette refrigeranti in funzione e abbeveratoi sorvegliati continuamente: nelle stalle delle province di Como e Lecco scattano le contromisure contro la nuova ondata di caldo, mentre le previsioni indicano per la seconda parte della settimana un deciso aumento delle temperature, con picchi locali che nelle aree di pianura e della Brianza potranno raggiungere i 38-39 gradi.
È quanto evidenzia Coldiretti Como Lecco di fronte a una fase meteorologica che si annuncia particolarmente impegnativa per le aziende agricole. Le temperature sono attese in forte crescita da giovedì, con i valori più elevati tra Bassa Comasca, Brianza e Meratese: le previsioni indicano punte intorno ai 37-38 gradi e, secondo alcuni modelli, localmente fino a 39. A pesare sarà anche il mancato raffrescamento durante la notte, con minime che in diverse aree potranno rimanere sopra i 24-25 gradi.
''Per gli allevamenti giornate di questo tipo significano un impegno continuo per garantire il benessere degli animali» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi. ''Il problema cresce quando alle temperature molto elevate durante il giorno si sommano notti calde, perché anche le strutture hanno meno possibilità di disperdere il calore accumulato. Le aziende sono attrezzate e intervengono con ventilazione, acqua e sistemi di raffrescamento, ma è evidente che fenomeni così intensi comportano maggiori consumi, costi e attenzione''.
Le bovine da latte sono particolarmente sensibili allo stress termico. La loro fascia climatica ottimale si colloca indicativamente tra 22 e 24 gradi: con l'aumentare delle temperature gli animali riducono l'assunzione di alimento, aumentano fortemente il consumo di acqua e può diminuire la produzione di latte. Nei periodi più caldi un singolo capo può arrivare a bere fino a 140 litri d'acqua al giorno, circa il doppio rispetto ai periodi più freschi. Per questo nelle stalle entrano in funzione ventilatori, doccette e sistemi di nebulizzazione, mentre le razioni vengono distribuite e calibrate per favorire l'alimentazione nelle ore meno calde.
''Il caldo ha un impatto diretto sull'organizzazione quotidiana delle imprese'' aggiunge il direttore di Coldiretti Como Lecco Luciano Salvadori. ''Crescono il fabbisogno idrico e quello energetico proprio nel momento in cui l'intero territorio deve fare i conti con una disponibilità d'acqua sempre più delicata. Il punto oggi è tenere insieme benessere animale, continuità produttiva e gestione di una risorsa idrica che questa estate sta mostrando segnali di forte sofferenza''.
L'ondata di caldo arriva infatti mentre resta critica la situazione del Lario. Dopo gli interventi sulla regolazione delle portate delle ultime settimane, il livello del lago è tornato a diminuire: le rilevazioni riportate nelle ultime ore lo collocano attorno a 26 centimetri sotto lo zero idrometrico, con una percentuale di riempimento scesa all'8,8%. Gli afflussi risultano estremamente ridotti rispetto alle uscite, in un quadro che conferma la scarsità della risorsa disponibile.
La tendenza era già evidente nei giorni precedenti: il 24 luglio il livello rilevato all'idrometro di Malgrate era sceso a -23 centimetri e la persistente scarsità degli afflussi aveva portato al sostanziale esaurimento della riserva disponibile, determinando un'ulteriore riduzione dell'erogazione dal lago e una limitazione al 40% delle portate derivate attraverso i canali rispetto ai valori di concessione.
Al quadro si aggiungono le precipitazioni molto contenute di luglio: nel Comasco il quantitativo accumulato dall'inizio del mese si attesta attorno ai 47 millimetri. Caldo persistente, elevata evaporazione e assenza di precipitazioni significative aumentano così l'attenzione anche sulle colture, soprattutto nelle aree di pianura, dove il fabbisogno irriguo rimane elevato.
''Le prossime giornate saranno un banco di prova importante'' conclude Salvadori. ''La priorità nelle stalle è proteggere gli animali, ma parallelamente occorre seguire con estrema attenzione l'evoluzione delle riserve idriche. Agricoltura e zootecnia dipendono dalla disponibilità d'acqua e questa fase dell'estate rende evidente quanto sia strategico poterla gestire in modo efficiente proprio nei momenti di maggiore necessità''.
È quanto evidenzia Coldiretti Como Lecco di fronte a una fase meteorologica che si annuncia particolarmente impegnativa per le aziende agricole. Le temperature sono attese in forte crescita da giovedì, con i valori più elevati tra Bassa Comasca, Brianza e Meratese: le previsioni indicano punte intorno ai 37-38 gradi e, secondo alcuni modelli, localmente fino a 39. A pesare sarà anche il mancato raffrescamento durante la notte, con minime che in diverse aree potranno rimanere sopra i 24-25 gradi.
''Per gli allevamenti giornate di questo tipo significano un impegno continuo per garantire il benessere degli animali» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi. ''Il problema cresce quando alle temperature molto elevate durante il giorno si sommano notti calde, perché anche le strutture hanno meno possibilità di disperdere il calore accumulato. Le aziende sono attrezzate e intervengono con ventilazione, acqua e sistemi di raffrescamento, ma è evidente che fenomeni così intensi comportano maggiori consumi, costi e attenzione''.
Le bovine da latte sono particolarmente sensibili allo stress termico. La loro fascia climatica ottimale si colloca indicativamente tra 22 e 24 gradi: con l'aumentare delle temperature gli animali riducono l'assunzione di alimento, aumentano fortemente il consumo di acqua e può diminuire la produzione di latte. Nei periodi più caldi un singolo capo può arrivare a bere fino a 140 litri d'acqua al giorno, circa il doppio rispetto ai periodi più freschi. Per questo nelle stalle entrano in funzione ventilatori, doccette e sistemi di nebulizzazione, mentre le razioni vengono distribuite e calibrate per favorire l'alimentazione nelle ore meno calde.
''Il caldo ha un impatto diretto sull'organizzazione quotidiana delle imprese'' aggiunge il direttore di Coldiretti Como Lecco Luciano Salvadori. ''Crescono il fabbisogno idrico e quello energetico proprio nel momento in cui l'intero territorio deve fare i conti con una disponibilità d'acqua sempre più delicata. Il punto oggi è tenere insieme benessere animale, continuità produttiva e gestione di una risorsa idrica che questa estate sta mostrando segnali di forte sofferenza''.
L'ondata di caldo arriva infatti mentre resta critica la situazione del Lario. Dopo gli interventi sulla regolazione delle portate delle ultime settimane, il livello del lago è tornato a diminuire: le rilevazioni riportate nelle ultime ore lo collocano attorno a 26 centimetri sotto lo zero idrometrico, con una percentuale di riempimento scesa all'8,8%. Gli afflussi risultano estremamente ridotti rispetto alle uscite, in un quadro che conferma la scarsità della risorsa disponibile.
La tendenza era già evidente nei giorni precedenti: il 24 luglio il livello rilevato all'idrometro di Malgrate era sceso a -23 centimetri e la persistente scarsità degli afflussi aveva portato al sostanziale esaurimento della riserva disponibile, determinando un'ulteriore riduzione dell'erogazione dal lago e una limitazione al 40% delle portate derivate attraverso i canali rispetto ai valori di concessione.
Al quadro si aggiungono le precipitazioni molto contenute di luglio: nel Comasco il quantitativo accumulato dall'inizio del mese si attesta attorno ai 47 millimetri. Caldo persistente, elevata evaporazione e assenza di precipitazioni significative aumentano così l'attenzione anche sulle colture, soprattutto nelle aree di pianura, dove il fabbisogno irriguo rimane elevato.
''Le prossime giornate saranno un banco di prova importante'' conclude Salvadori. ''La priorità nelle stalle è proteggere gli animali, ma parallelamente occorre seguire con estrema attenzione l'evoluzione delle riserve idriche. Agricoltura e zootecnia dipendono dalla disponibilità d'acqua e questa fase dell'estate rende evidente quanto sia strategico poterla gestire in modo efficiente proprio nei momenti di maggiore necessità''.


















