Missaglia, il Coro Brianza si esibisce al Monastero e lancia un appello: ''unitevi a noi''
Ultima fatica prima della pausa estiva per il Coro Brianza che lo scorso sabato 25 luglio si è esibito - a partire dalle ore 20.30 - presso il Monastero di Santa Maria della Misericordia, in una serata che ha visto salire sul palco dell'ex chiesa anche il Coro Alpino Lecchese.

Ad aprire le danze, o in questo caso è meglio dire i canti, è stato il padrone di casa Paolo Redaelli, sindaco di Missaglia, che ha ringraziato il pubblico per la presenza e dato il benvenuto ai coristi.

''Siamo molto orgogliosi di ospitare all0interno del nostro Monastero dei gruppi canori importanti per il nostro territorio, anche perché qui l’acustica è ottimale'' ha detto l'amministratore, ricordando l’evento di BriUp tenutosi ad inizio luglio durante il quale la chiesa sconsacrata aveva già dato prova della propria capacità di risonanza del suono.

Il primo cittadino – presente alla serata con la vice, Donatella Diacci, ha infine evidenziato la bellezza di un luogo che ormai è diventato la punta di diamante del paese. ''Il Monastero è uno spazio meraviglioso che stiamo cercando di preservare e di valorizzare. Speriamo di potere continuare ad aprirlo al pubblico''.

I primi a salire sul palco sono stati gli esponenti del Coro Brianza diretto da Andrea Brivio con il proprio repertorio, il cui legame con il territorio emerge attraverso narrazioni e tradizioni alpine: ''La leggenda della Grigna'' interpreta la genesi delle cime di Lecco attraverso il mito di una guerriera, un cavaliere e una sentinella pietrificati, mentre ''Montagne montagne'' descrive la bellezza dei pascoli valtellinesi attraverso il malinconico stile popolare lombardo. A questi si affianca ''I radis'', un omaggio alla Brianza che richiama la nostalgia per i luoghi dell'infanzia e il valore delle proprie radici familiari.

Il coro - presieduto da Giorgio Sironi - ha inoltre affrontato temi legati al dramma della guerra e alla vita di confine con ''Joska la rossa'' che narra la vicenda di una donna russa e la sofferenza dei soldati italiani dispersi durante la ritirata sovietica, mentre ''La ballata del soldato'' si focalizza sul tema della separazione e della promessa d'amore. La ''Ninna nanna del contrabbandiere'' riflette invece sulla fatica e sulla preghiera intima per la protezione della famiglia.

Infine, l'esecuzione di "La Valle" – versione di ''My way'' proposta dal coro - ha completato la selezione con un richiamo al panorama musicale internazionale.

Al termine dell'esibizione Brivio ha lanciato un appello ai presenti: ''Cantare insieme dà tantissima soddisfazione, eppure si fa sempre più fatica a trovare chi sia interessato al mondo del coro. Spero ci possano essere altre persone che possano unirsi a noi".

Spazio dunque al Coro Alpino Lecchese. Guidato dal giovane maestro Francesco Bussani e con Paola Pozzi come presidente, la formazione è una storica realtà corale fondata nel 1951 presso l'Oratorio San Luigi di Lecco da un gruppo di appassionati di canto e montagna.

Durante la serata i coristi hanno reso omaggio alla figura di Walter Orsatti, corista fondatore e autore di diversi testi entrati nel repertorio ufficiale del gruppo, tra cui il brano ''Che sera'' cantato durante l’esibizione assieme ad altri brani come ''Ella la va in filanda'' e ''Santa Maria della neve''.

I due cori si sono uniti per un’ultima esibizione, interpretando la celebre canzone ''Io Vagabondo'' dei Nomadi dopo la quale il pubblico ha espresso la propria approvazione con un lungo applauso prima di dirigersi verso il rinfresco offerto per l’occasione.

La serata ha quindi confermato l’importanza di eventi che valorizzino le tradizioni corali e le storie del nostro territorio continuando ad unire generazioni diverse. Del resto la musica continua ad essere un potente strumento di incontro sociale e di memoria collettiva.

Il Coro Brianza
Ad aprire le danze, o in questo caso è meglio dire i canti, è stato il padrone di casa Paolo Redaelli, sindaco di Missaglia, che ha ringraziato il pubblico per la presenza e dato il benvenuto ai coristi.

''Siamo molto orgogliosi di ospitare all0interno del nostro Monastero dei gruppi canori importanti per il nostro territorio, anche perché qui l’acustica è ottimale'' ha detto l'amministratore, ricordando l’evento di BriUp tenutosi ad inizio luglio durante il quale la chiesa sconsacrata aveva già dato prova della propria capacità di risonanza del suono.

Al centro il sindaco Paolo Redaelli
Il primo cittadino – presente alla serata con la vice, Donatella Diacci, ha infine evidenziato la bellezza di un luogo che ormai è diventato la punta di diamante del paese. ''Il Monastero è uno spazio meraviglioso che stiamo cercando di preservare e di valorizzare. Speriamo di potere continuare ad aprirlo al pubblico''.

I primi a salire sul palco sono stati gli esponenti del Coro Brianza diretto da Andrea Brivio con il proprio repertorio, il cui legame con il territorio emerge attraverso narrazioni e tradizioni alpine: ''La leggenda della Grigna'' interpreta la genesi delle cime di Lecco attraverso il mito di una guerriera, un cavaliere e una sentinella pietrificati, mentre ''Montagne montagne'' descrive la bellezza dei pascoli valtellinesi attraverso il malinconico stile popolare lombardo. A questi si affianca ''I radis'', un omaggio alla Brianza che richiama la nostalgia per i luoghi dell'infanzia e il valore delle proprie radici familiari.

Il coro - presieduto da Giorgio Sironi - ha inoltre affrontato temi legati al dramma della guerra e alla vita di confine con ''Joska la rossa'' che narra la vicenda di una donna russa e la sofferenza dei soldati italiani dispersi durante la ritirata sovietica, mentre ''La ballata del soldato'' si focalizza sul tema della separazione e della promessa d'amore. La ''Ninna nanna del contrabbandiere'' riflette invece sulla fatica e sulla preghiera intima per la protezione della famiglia.

Infine, l'esecuzione di "La Valle" – versione di ''My way'' proposta dal coro - ha completato la selezione con un richiamo al panorama musicale internazionale.

Il Coro Alpino Lecchese
Al termine dell'esibizione Brivio ha lanciato un appello ai presenti: ''Cantare insieme dà tantissima soddisfazione, eppure si fa sempre più fatica a trovare chi sia interessato al mondo del coro. Spero ci possano essere altre persone che possano unirsi a noi".

Spazio dunque al Coro Alpino Lecchese. Guidato dal giovane maestro Francesco Bussani e con Paola Pozzi come presidente, la formazione è una storica realtà corale fondata nel 1951 presso l'Oratorio San Luigi di Lecco da un gruppo di appassionati di canto e montagna.

La presidente Paola Pozzi
Durante la serata i coristi hanno reso omaggio alla figura di Walter Orsatti, corista fondatore e autore di diversi testi entrati nel repertorio ufficiale del gruppo, tra cui il brano ''Che sera'' cantato durante l’esibizione assieme ad altri brani come ''Ella la va in filanda'' e ''Santa Maria della neve''.

I due cori si sono uniti per un’ultima esibizione, interpretando la celebre canzone ''Io Vagabondo'' dei Nomadi dopo la quale il pubblico ha espresso la propria approvazione con un lungo applauso prima di dirigersi verso il rinfresco offerto per l’occasione.

La serata ha quindi confermato l’importanza di eventi che valorizzino le tradizioni corali e le storie del nostro territorio continuando ad unire generazioni diverse. Del resto la musica continua ad essere un potente strumento di incontro sociale e di memoria collettiva.
I.M.


















