Villa Greppi: in attesa del nuovo CdA, Lucia Urbano ripercorre il suo mandato di presidente

Il Consorzio Brianteo Villa Greppi si prepara a rinnovare il proprio Consiglio di Amministrazione. E' giunto infatti a scadenza naturale il mandato della presidente Lucia Urbano che, insediatasi al vertice dell'ente culturale con sede a Monticello sul finire del 2022, si prepara a cedere il testimone. Non si sa (ufficialmente) ancora a chi, per la verità: le interlocuzioni tra i sindaci dei comuni soci e le province di Monza e Lecco vanno avanti ormai da qualche settimana. In attesa della ''quadra'' definitiva sui nomi che andranno a comporre il CdA (che si preannuncia fortemente rinnovato rispetto a quello odierno ndr) abbiamo voluto porre qualche domanda alla presidente uscente, ripercorrendo con lei alcuni dei passaggi che hanno caratterizzato - su più fronti - questo mandato, condotto insieme alla vice Marta Comi e ai consiglieri Michele Faglia, Cristiano Puglisi e Raffaele Cesana. 
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Lucia Urbano

-Sono passati diversi anni da quando è iniziata la sua avventura nel CdA di Villa Greppi. Come è cambiato il Consorzio e in che stato lo lascia?
Sono entrata a far parte del CdA nel 2015, dal 2022 in veste di presidente, trovando un ente profondamente diverso da quello che è oggi. Per la componente culturale, c’è stato un incremento considerevole sia nella quantità e nella tipologia di iniziative -basti pensare all’introduzione di ''Tracce della storia'', del Festival europeo e delle ''Residenze d’artista'', e ci sarebbero molti altri esempi- sia nella qualità delle iniziative stesse, grazie alla decisione di incaricare per ogni settore culturale e formativo un professionista cui affidare la direzione scientifico/artistica.
Nel 2025 abbiamo realizzato oltre 270 eventi per un pubblico di oltre 40.0000 partecipanti! Risultati che sono il frutto di un lungo percorso, intrapreso fin dal 2016, ed ottenuti anche grazie al rinnovamento dell’immagine del Consorzio attraverso un restyling del sito internet, della grafica e dei canali social, costantemente aggiornati dall’addetta stampa: un rafforzamento della comunicazione esterna indispensabile per promuovere adeguatamente gli spazi recuperati e l’attività culturale. 
Abbiamo lavorato per rendere più appetibili le iniziative del Consorzio anche per i giovani, con proposte organizzate da loro stessi e coinvolgendo le scuole del territorio, ad esempio con i ''Tavoli di Villa Greppi'' e con visite guidate e laboratori ad hoc.
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Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, oggi sono fruibili il seminterrato del Granaio, il giardino all’italiana e il piano terra dell’ala est, oltre ai numerosi interventi di messa in sicurezza del parco. I nuovi recuperi hanno ampliato notevolmente le possibilità di utilizzo del compendio, non solo per le attività culturali e formative del Consorzio, ma anche per eventi di amministrazioni, associazioni del territorio e privati.
Per realizzare tutto questo è stata strategica l’introduzione di due figure esperte in bandi, che ci hanno aiutato a ottenere, solo dal 2023 ad oggi, un finanziamento per cultura e recupero immobiliare di circa 1.700.000 €.
Importante anche l’introduzione della possibilità per Comuni non consorziati di convenzionarsi per fruire delle iniziative culturali, che ha portato al convenzionamento di Arcore e Sirone.
Quindi si, direi che il Consorzio è cambiato molto negli ultimi anni e rimane una istituzione vitale del territorio.
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-Negli anni siete stati ''accusati'' di organizzare eventi culturalmente ''troppo elevati'', quasi di nicchia. Come risponde a questa critica, tenendo conto anche del lavoro svolto in questi ultimi anni?
Credo si tratti di una critica ormai ampiamente superata, se non ricordo male riferita a un palinsesto musicale quasi esclusivamente incentrato sulla musica classica. In questi ultimi anni, grazie ad una direzione della Scuola di musica del Consorzio innovativa e sensibile nel recepire le indicazioni del Consorzio e del pubblico, accanto a concerti classici -sempre bellissimi e apprezzati- sono state proposte anche musiche del ‘900, folk, jazz, e molto altro ancora. Peraltro, nei concerti di musica classica i brani sono sempre accompagnati da spiegazioni che permettono di comprenderli e gustarli anche da parte di un pubblico meno esperto.
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Riguardo ad altre rassegne, a titolo puramente esemplificativo, le conferenze di storia hanno riguardato argomenti con impatti sull’attualità e sono state tenute da divulgatori formati per parlare al grande pubblico, ''Iterfestival'' ha visto la partecipazione di autori quali Albanese, Ruffini, Galliano, che non mi sembrano propriamente ''di nicchia''. 
Spesso poi abbiamo introdotto la possibilità di cenare o fare un aperitivo prima di un’iniziativa, per renderla ancora più partecipata e piacevole, come nel caso del cinema all’aperto in corso in queste settimane. 
Comunque il progressivo aumento negli anni del numero di partecipanti alle varie iniziative penso sia la dimostrazione migliore che il Consorzio non propone eventi ''di nicchia''.
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-Come sono stati i rapporti con i colleghi del CdA e con gli amministratori dei comuni soci?
Naturalmente in questi anni ci sono state anche divergenze di opinione e valutazioni differenti sulle scelte da intraprendere, come è normale che sia per un ente complesso come il Consorzio, ma in generale il clima di lavoro è stato collaborativo.
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-Guardando a questi anni, cosa le ha dato maggiore soddisfazione? E cosa invece ricorda con più dispiacere? C'è qualche obiettivo che avreste voluto perseguire ma non siete riusciti a raggiungere?
Grandi soddisfazioni mi sono arrivate dal pubblico dei nostri eventi: in questi anni ho visto tantissime persone, spesso gli stessi assessori o sindaci, visibilmente contente al termine di un concerto, o molto coinvolte da uno spettacolo o da una conferenza, non c’è quasi iniziativa al termine della quale non sia stata avvicinata da qualcuno che desiderasse ringraziare.
Su un piano più istituzionale, sono contenta sia stato completato il processo di revisione statutaria, un passaggio complesso e delicato che però ha permesso, tra le altre cose, di mantenere il supporto della Provincia di Monza (che come il Comune di Sirtori aveva annunciato il recesso dall'ente, tornando poi sui propri passi ndr). 
Mi dispiace invece che il dialogo iniziato con alcuni Comuni del territorio interessati alle nostre proposte culturali non abbia portato a un loro convenzionamento prima del termine del nostro mandato. 
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-Cosa le mancherà del Consorzio e di questa esperienza?
Certamente mi mancherà far parte di una squadra motivata in cui dipendenti, collaboratori, volontari e direttori scientifici lavorano con dedizione e competenza per la Villa e per la promozione della cultura in Brianza.

-Cosa augura (e che consiglio si sente eventualmente di dare) al suo successore e a tutto il CdA?
Auguro al nuovo CdA di lasciarsi contagiare dal fascino di Villa Greppi, proseguendo a lavorare con impegno e lungimiranza perché il Consorzio continui a rappresentare un riferimento culturale per il territorio. Riguardo ai consigli, sono certa non ne avranno bisogno!
G.C.
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