Dolzago/Castello: quasi 300 ragazzi coinvolti nell'oratorio estivo

Si è conclusa con una grande serata di festa l’edizione 2026 dell'oratorio estivo della Comunità pastorale di Dolzago e Castello Brianza. Il ''Campo dell’amicizia'', ispirato al tema ''Bella fra'', ha coinvolto complessivamente circa 290 bambini e ragazzi, registrando la partecipazione più alta degli ultimi anni.
Le attività sono iniziate il martedì immediatamente successivo alla chiusura delle scuole e sono continuate per cinque settimane, suddivise nei due oratori della comunità pastorale: a Castello Brianza hanno partecipato i ragazzi di quinta elementare e prima media, mentre a Dolzago sono stati accolti i bambini più piccoli, dalla prima alla quarta elementare.
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Alcune immagini scattate durante le cinque settimane di oratorio estivo

L'avvio dell’esperienza non è stato semplice. La notizia del trasferimento del parroco don Walter Brambilla aveva infatti rischiato di gettare un'ombra sull'inizio dell’oratorio estivo, generando dispiacere e malumore. A prevalere, però, è stata l'energia e la gioia contagiosa dei bambini.
''L’entusiasmo dei più piccoli ha fatto passare in secondo piano la notizia e lo scontento - racconta Riccardo Luvini, responsabile di oratorio,  sottolineando come l'esperienza estiva abbia consentito, anche quest’anno, di vivere gli oratori con continuità e partecipazione''.
La macchina organizzativa si è messa in moto già nel mese di febbraio, un lavoro lungo e impegnativo, reso possibile dalla collaborazione tra sacerdoti, responsabili, famiglie, volontari e adolescenti. ''Gli obiettivi e i valori devono essere alti e rappresentare un grande esempio per tutti, questo è il principio che ha guidato la preparazione del progetto'' affermano gli organizzatori.
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Nel corso delle settimane non sono mancati momenti delicati. In particolare, all’interno del gruppo dei più grandi si sono verificati alcuni episodi di tensione affrontati tempestivamente dal sacerdote e dal capo animatore.
''Ai ragazzi è stata data la possibilità di collaborare con gli animatori e di sentirsi più protetti - spiega Riccardo, elogiando la soluzione trovata dal parroco - una scelta che ha permesso di trasformare una situazione difficile in un'occasione di responsabilizzazione, ascolto e inclusione''.
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Il programma ha previsto quattro gite principali, durante le quali i ragazzi hanno passeggiato per luoghi come il Sentiero del Viandante che si snoda lungo la sponda lecchese del Lago di Como, o come la classica Piana di San Tomaso, a Valmadrera, tutte svolte serenamente e senza particolari difficoltà. Una delle novità più significative di quest’anno ha riguardato la gita conclusiva: al posto della tradizionale escursione di tre giorni in montagna, i partecipanti hanno avuto come destinazione il mare.
Tra le attività più apprezzate c’è stato anche il luna park organizzato dagli animatori. Gli stand, allestiti già dal fine settimana, proponevano tutti i classici  giochi di una fiera di paese: freccette, pesca a sorpresa, golf, la ruota della fortuna, ecc.
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''Considero questo momento uno dei più apprezzati, perché è diverso dai classici giochi che organizziamo e forse anche più stimolante'' racconta Elena Corti, una delle animatrici al suo terzo anno di servizio all’oratorio di Dolzago.
Ogni partecipante ha ricevuto una scheda sulla quale raccogliere i punteggi ottenuti durante la mattinata o il pomeriggio. Al termine, tutti i bambini hanno ricevuto un premio ed i più fortunati hanno addirittura portato a casa un pesciolino rosso. 
Molto partecipato anche il mercatone, dove i bambini hanno potuto acquistare numerosi premi utilizzando i ''campus'' accumulati grazie alle vittorie ottenute nei giochi organizzati durante le settimane.
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Un ruolo centrale è stato svolto dagli animatori adolescenti, protagonisti di un repentino percorso di crescita. ''Gli animatori hanno dimostrato un processo di maturazione evidente lungo tutto il percorso e si sono dimostrati molto più responsabili di quanto la loro età richiedesse'' sottolineano il loro responsabile.
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Per molti di loro, l’oratorio estivo non è soltanto un impegno, ma un’esperienza capace di lasciare un segno profondo. ''Per me l’oratorio è un modo per mettermi in gioco e per spendere il mio tempo facendo qualcosa di bello per me e per gli altri, rendendomi oltretutto felice'' racconta l’animatrice Elena Corti,  e aggiunge: ''la più grande soddisfazione è vedere la felicità con cui i bambini, dopo i primi giorni, entrano in oratorio la mattina e il sorriso con cui ci salutano la sera, quando, un po’ stanchi e frastornati, chiudiamo i cancelli''.
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Il ''Campo dell’amicizia'' si è concluso con la serata delle Olimpiadi dell'oratorio, alla quale hanno partecipato anche i sindaci di Dolzago e Castello Brianza  - Paolo Lanfranchi e Aldo Riva - don Walter, gli animatori, il responsabile dell’oratorio e numerosi genitori, che hanno organizzato e gestito stand gastronomici e di bevande, musica, canti e balli, in un clima di festa che ha coinvolto l’intera comunità.
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Un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: le mamme e le donne impegnate nella gestione del bar e della segreteria, i volontari che si sono occupati delle pulizie, il gruppo cucina di Castello e quello di Dolzago con la ''storica'' cuoca Enrica Corti; continuando con il Gruppo Alpini di Dolzago, che ogni settimana ha offerto il pranzo a tutti i partecipanti nel parco adiacente alla loro baita, e i genitori che si sono improvvisati manutentori.
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''Grazie anche alle famiglie che hanno scelto di affidare i propri bambini all’oratorio, e alla Polisportiva di Castello Brianza per la disponibilità degli spazi, a chi ha messo a disposizione i pullman per le gite e a tutte le persone che, pur non potendo partecipare direttamente, hanno accompagnato il progetto con la preghiera'' tiene a sottolineare Luvini.
Un riconoscimento è stato rivolto inoltre alle amministrazioni comunali, che hanno sostenuto le iniziative, e agli animatori, senza i quali le attività non avrebbero potuto svolgersi.
Al di là dei numeri e delle attività organizzate, l’oratorio estivo ha rappresentato un’esperienza educativa e umana destinata a rimanere nella memoria dei partecipanti.
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''Non si tratta solo di intrattenere i bambini per cinque settimane all’anno - racconta Lidia Mauri, animatrice - ma di lasciare loro qualcosa: un bel ricordo dell’esperienza e un modello da seguire. Il desiderio è che, un giorno, quei bambini possano tornare in oratorio come animatori - continua - allora tutti i nostri sforzi e i nostri insegnamenti saranno ripagati perché nessuno sceglie di intraprendere questo percorso senza aver avuto prima un buon esempio''.
E proprio in questo si trova il significato più autentico dell’esperienza: ''Il sorriso di un bambino, quello sguardo che ti cerca tra la fila degli animatori che ballano, la fiducia che ripongono in te. Queste sono le vere motivazioni per cui vado all’oratorio'' conclude poi l’animatrice dolzaghese.
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Un impegno oneroso, durante il quale ''non sono mancati momenti di fatica - ci spiega Chiara Pirola, altra giovane volontaria - ma proprio questi ci hanno aiutato a crescere e a rafforzare il gruppo, rendendo ancora più belli i momenti di condivisione e di gioia'', ma che lascia gli animatori e gli organizzatori con la consapevolezza di aver contribuito a costruire qualcosa di importante, grazie al quale ''abbiamo imparato a conoscerci, scoprendo aspetti e capacità che non credevamo di possedere; rafforzando così vecchi legami e creandone di nuovi'' termina l’animatrice.
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Gli organizzatori non si sono ancora espressi in dichiarazioni per l’anno prossimo, rimanendo in attesa di conoscere il tema che verrà scelto dagli organismi diocesani di pastorale giovanile e, inutile negarlo, anche di  capire ciò che accadrà con la partenza di Don Walter e l’arrivo di don Diego Arfani; ma portando comunque avanti la certezza che anche il prossimo anno, a febbraio, si faranno trovare pronti per una nuova avventura tutta da vivere.
V.T.
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