Casatenovo, concessione del nido comunale: confronto in consiglio

Dell'asilo nido di Cascina Levada si è tornati a discutere nel tardo pomeriggio di giovedì, in consiglio comunale a Casatenovo, chiamato ad esprimersi sulla scelta della modalità di gestione della struttura per la prima infanzia, particolarmente apprezzata dalle famiglie del territorio.
Ad illustrare la delibera è stata l'assessore ai servizi alla persona Enrica Baio, che ha ripercorso l'iter sin qui condotto e già riferito in commissione alla presenza dell'assistente sociale e del segretario comunale. La relazione prodotta spiega infatti le motivazioni tecniche e giuridiche che hanno guidato l'Amministrazione in questa partita, in vista della gara per l'affidamento del nido ''che sarà gestita nella massima trasparenza dalla SUA della Provincia di Lecco''.
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L'assessore Enrica Baio

Baio ha spiegato come la modalità scelta sia quella della concessione del servizio a terzi, giudicata la più idonea alla realtà di Casatenovo. Del resto risulta impossibile per il Comune gestire autonomamente il servizio con personale interno e anche le altre due formule – società miste pubblico-private e società in house – sono state escluse poiché ritenute non percorribili.
Il nuovo contratto avrà durata di tre anni: prevista una proroga tecnica, scelta ritenuta di buon senso per evitare interruzioni nel percorso di cresscita dei piccoli. La capacità ricettiva del nido è pari a 30 posti (con un incremento potenziale di ulteriori 6), l'apertura è prevista per 11 mesi l'anno per 40 ore settimanali secondo tre formule: tempo pieno, prolungato e parziale.
''Vigileremo sul rispetto degli standard educativi, sul menu e sui protocolli di igiene'' ha aggiunto Baio, specificando il ruolo di vigilanza di un comitato di partecipazione istituito attraverso l'ultimo regolamento. ''L'obiettivo primario è l'abbattimento dei costi per le famiglie con Isee fino a 25mila euro. Ci sarà un monitoraggio costante sull'attività del prossimo operatore''.
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Aperto il dibattito è stato Angelo Perego di CasateSi a prendere la parola. Pur condividendo la scelta della modalità di gestione, l'esponente della minoranza ha ricordato come in virtù dell'adeguamento del contratto dei dipendenti rispetto al precedente bando, il piano economico della concessione preveda circa 80mila euro in più. ''Ci sarà una ricaduta sulle rette e sulla competitività. Se il nido ha un costo più alto degli altri del territorio, rischiamo un problema più grande. Con venti iscritti la struttura non sta in piedi e un aumento di spesa può pesare sulle famiglie. Sono temi da tenere sott'occhio, così come i bonus per i nuclei più deboli''.
Sulla questione si è espresso anche Gaetano Caldirola. ''Per l'Amministrazione è un obbligo applicare il nuovo contratto di lavoro'' ha detto il consigliere di maggioranza. ''Sui posti nido sappiamo che la richiesta che arriva anche dall'Europa è quella di aumentarli, ed è un obiettivo che ci stiamo ponendo anche noi. Crediamo che questi servizi siano necessari per le famiglie: è vero, i bambini diminuiscono, ma ci sono esigenze specifiche. La competizione va fatta sul livello educativo e delle proposte, una guerra per i costi non aiuta nessuno''.
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Angelo Perego di CasateSi

''Sono d'accordo, monitoriamo la situazione. E' un servizio apprezzato ma c'è anche questo tema da tenere presente perchè ne va della sostenibilità del nido'' ha ribattuto Perego, mentre il sindaco Filippo Galbiati – in chiusura di dibattito - ha ricordato la necessità di applicare il nuovo contratto di lavoro a tutela dei lavoratori. ''Si guadagna troppo poco nelle professioni che si occupano della persona e non è giusto'' ha detto, evidenziando poi la lista d'attesa che in questi anni si riempiva facilmente a Levada, e quindi la necessità di aumentare la capacità della struttura e più in generale del territorio in considerazione di un servizio decisamente richiesto.
Chiusa la discussione, la delibera è stata approvata all'unanimità.
G.C.
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