Colle B.za: Manzoni segnala nuove criticità sull'antenna. La maggioranza tira dritto

Argomento ancora acceso quello dell’impianto di telecomunicazioni 5G in località Ravellino che, ormai sembra ufficiale, sorgerà a Colle Brianza nelle vicinanze del cimitero comunale.
Il tema è emerso nuovamente nel corso dell’ultimo consiglio comunale, quando la minoranza di Marco Manzoni ha chiesto chiarimenti al primo cittadino Tiziana Galbusera, durante le comunicazioni di quest'ultima al termine dell’incontro.
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Il capogruppo di minoranza Marco Manzoni

''Riteniamo ci siano delle criticità tecniche rispetto alla locazione'' ha affermato l'esponente dell'opposizione, riferendosi a quanto approvato recentemente dalla Giunta comunale. Infatti, il 10 luglio è avvenuta una svolta nel percorso per l’installazione. Non più, almeno in questa fase, il contratto preliminare di diritto di superficie già votato a maggio (con una durata di 30 anni e un corrispettivo di 65.000 euro), bensì un indirizzo per la stipula di una locazione temporanea dell’area comunale a favore di INWIT S.p.A., finalizzata all’avvio del sito. La deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile per l’urgenza legata alle scadenze del finanziamento pubblico. La scelta è stata adottata dall’Amministrazione in quanto, secondo quanto riportato negli atti, INWIT non ha sottoscritto il preliminare per mancato accordo su clausole di manleva e sul rilascio di fideiussioni. La posizione della società sarebbe emersa in modo chiaro solo in una call di aggiornamento a giugno, a circa un mese e mezzo dalla deliberazione di maggio, e non tramite una comunicazione formale preventiva.
Di qui la scelta della Giunta del 10 luglio: revocare la delibera n. 63 limitatamente all’approvazione dello schema di preliminare e impartire un nuovo indirizzo basato sulla locazione transitoria dell’area, così da consentire l’installazione, la messa in esercizio e la gestione iniziale dell’impianto senza perdere le finestre temporali del Piano Italia 5G.
Tra le indicazioni principali figurano un canone autonomo per l’intera durata della locazione, distinto dal prezzo del futuro diritto di superficie e non compensabile con esso oltre che la restituzione pro quota della sola parte di canone non maturata, qualora la locazione cessi anticipatamente per la stipula del diritto di superficie. La Giunta si riserva inoltre di sottoporre al Consiglio comunale entro un anno, se ne resteranno i presupposti, la proposta di costituzione del diritto di superficie. In altri termini, la locazione è presentata come fase strumentale e non come assetto definitivo.
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Questo è il motivo per cui sul canale ''noantennacolle'' sono stati recentemente pubblicati dei post polemici rispetto l’avvio dei lavori, riconducendoli a una settimana fa, esattamente al 24 luglio. L’ex sindaco Danilo Colombo, massimo esponente del ''movimento'', dichiara tramite un post sulla medesima pagina che ''la mia parte l’ho fatta. Ho combattuto con documenti, leggi, diffide, accessi agli atti. Ho avuto la schiena dritta - e continua affermando che - Chi ha taciuto è complice. Chi ha vigilato porta la sua responsabilità. Chi tace acconsente''.
Ad ogni modo, il parere di regolarità tecnica risulta essere favorevole. Più cauto quello contabile della responsabile Elena Scaccabarozzi, espresso l’8 luglio: il provvedimento ha riflessi sulla situazione economico-finanziaria e sul patrimonio dell’Ente, ma la transitorietà della locazione è rilevabile solo nelle intenzioni dell’amministrazione, mentre il contratto si configura come locazione di durata novennale, senza riferimenti espliciti alla temporaneità. Il canone, secondo lo stesso parere, risulta in linea con i valori di mercato, seppure al minimo. Viene però segnalata l’assenza di garanzie fideiussorie a tutela del mancato incasso dei canoni e del mancato ripristino dell’immobile. Di qui l’invito ad attivare tutte le misure di vigilanza previste dalla legge.
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Il giorno successivo, 9 luglio, il segretario comunale Manuela Verdone ha depositato osservazioni di assistenza giuridico-amministrativa. La valutazione di convenienza e opportunità resta in capo agli organi politici e ai responsabili tecnici, ma il parere mette a fuoco diverse criticità del percorso. In particolare, la rimodulazione negoziale non sarebbe nata da una nuova scelta autonoma del Comune, bensì dalla sopravvenuta indisponibilità di INWIT a firmare il testo con le clausole di tutela richieste dall’Ente. Il mutamento è intervenuto in tempi stretti, dopo che l’Amministrazione aveva già formalizzato l’indirizzo sul diritto di superficie. Verdone sottolinea che una rappresentazione più tempestiva della posizione di INWIT avrebbe consentito valutazioni istruttorie e alternative con maggiore anticipo.
La locazione temporanea può essere strumento utile per dare subito disponibilità giuridica dell’area, ma solo se il contratto resta chiaramente obbligatorio, temporaneo e strumentale, e non sostitutivo della successiva decisione consiliare sul diritto di superficie. Secondo le osservazioni, andrebbero definiti con precisione la durata effettiva e le condizioni di cessazione, il passaggio dalla locazione all’eventuale diritto di superficie, le conseguenze della mancata approvazione consiliare, gli obblighi di rimozione, ripristino e rilascio dell’area, il regime economico della locazione rispetto al futuro corrispettivo trentennale, nonché le garanzie e le responsabilità su realizzazione, gestione e smantellamento dell’impianto. “Il rischio - si legge - è che le modifiche richieste da INWIT e recepite nella proposta attenuino il collegamento tra fase locatizia e fase reale, rendendo meno coerente l’atto rispetto alle sue stesse premesse, basate proprio sulla natura transitoria dell’operazione”.
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Il sindaco Tiziana Galbusera e gli assessori Massimo Pirola e Maurizio Perego

Nonostante le osservazioni, la Giunta ha ritenuto prevalenti le ragioni di interesse pubblico: l'impianto è considerato infrastruttura necessaria per migliorare la copertura di telecomunicazioni sul territorio, opera di pubblica utilità e intervento inserito nel Piano Italia 5G. Quanto fatto fin ora dall’Amministrazione è stato pertanto sbloccare la fase operativa con la locazione.
Restano aperti alcuni snodi politici e contrattuali. Il primo è la tenuta della transitorietà: se il testo finale non legherà in modo netto locazione e futura costituzione del diritto reale, l’operazione rischia di assomigliare a una locazione ordinaria di lungo periodo più che a una fase ponte. Il secondo, portato anch’esso all’attenzione in sede di ultimo consiglio dalla minoranza di Manzoni, riguarda le garanzie: canoni, ripristino dell’area e ripartizione dei rischi restano punti sensibili per la tutela del patrimonio comunale.
Nel frattempo, con la delibera del 10 luglio, Colle Brianza ha scelto di non interrompere il percorso del 5G a Ravellino, accettando un cambio di strumento giuridico per non far scivolare via le scadenze del PNRR.
M.E.
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