Cibo, Coldiretti Como Lecco: ''Servono regole contro ultraformulati e marketing nocivo''
Rendere il cibo sano la scelta più semplice, attraverso etichette chiare, una maggiore tutela dei bambini dal marketing aggressivo e misure capaci di scoraggiare il consumo dei prodotti più dannosi. È quanto afferma Coldiretti Como Lecco dopo le indicazioni rilanciate dall’Organizzazione mondiale della sanità nel nuovo Rapporto delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare e la nutrizione.
«Le indicazioni dell’Oms confermano una battaglia che Coldiretti porta avanti da tempo: difendere il diritto dei cittadini a conoscere ciò che portano in tavola e contrastare la diffusione degli alimenti ultraformulati, soprattutto tra i più giovani» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi. «Nei nostri territori esiste una rete diffusa di aziende agricole, mercati contadini e agriturismi che può offrire un’alternativa concreta, fondata su prodotti riconoscibili, stagionali e legati all’origine».
Tra le misure indicate figurano l’etichettatura sulla parte anteriore delle confezioni, la tassazione dei prodotti considerati dannosi per la salute e la protezione dei minori dalle campagne pubblicitarie che favoriscono il consumo di alimenti ad alto contenuto di zuccheri, grassi e sale.
Per Coldiretti è però essenziale che i sistemi di informazione nutrizionale offrano dati completi e comprensibili, senza penalizzare singoli ingredienti naturali o produzioni tradizionali attraverso valutazioni eccessivamente semplificate. Occorre considerare la qualità complessiva degli alimenti, il grado di trasformazione, le quantità consumate e il ruolo dei diversi prodotti all’interno della dieta.
«Non si può mettere sullo stesso piano un alimento agricolo riconoscibile e un prodotto industriale composto da lunghe liste di ingredienti, additivi, aromi e sostanze ottenute attraverso processi complessi» osserva il direttore di Coldiretti Como Lecco, Luciano Salvadori. «La trasparenza deve partire dall’origine delle materie prime e dal metodo di produzione, aiutando le famiglie a compiere scelte consapevoli».
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ricordato che le diete sane costituiscono il fondamento della salute e devono essere economicamente accessibili a tutti. Un obiettivo che passa anche dall’educazione alimentare nelle scuole, dal sostegno alle filiere corte e dalla presenza di prodotti freschi e di stagione nelle mense pubbliche.
Le province di Como e Lecco possono contare su un patrimonio agricolo diversificato, che comprende allevamenti, produzioni lattiero-casearie, miele, ortaggi, piccoli frutti, cereali e vino. Una rete produttiva distribuita tra pianura, aree collinari, territori lacustri e montagna che, secondo Coldiretti, può contribuire concretamente alla diffusione di modelli alimentari più equilibrati, sostenendo al tempo stesso l’economia locale e la tutela del paesaggio.
Il rapporto, realizzato da Fao, Ifad, Unicef, Programma alimentare mondiale e Oms, evidenzia che la fame nel mondo è diminuita per il terzo anno consecutivo, pur mantenendo profonde differenze tra le diverse aree geografiche. Ai conflitti si aggiungono gli effetti degli eventi climatici estremi, dell’aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti e della riduzione degli aiuti pubblici allo sviluppo.
«La sicurezza alimentare riguarda anche i nostri territori» conclude Trezzi. «Difendere l’agricoltura significa garantire disponibilità di cibo, qualità, tracciabilità e un prezzo equo tanto per chi produce quanto per chi acquista».
«Le indicazioni dell’Oms confermano una battaglia che Coldiretti porta avanti da tempo: difendere il diritto dei cittadini a conoscere ciò che portano in tavola e contrastare la diffusione degli alimenti ultraformulati, soprattutto tra i più giovani» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi. «Nei nostri territori esiste una rete diffusa di aziende agricole, mercati contadini e agriturismi che può offrire un’alternativa concreta, fondata su prodotti riconoscibili, stagionali e legati all’origine».
Tra le misure indicate figurano l’etichettatura sulla parte anteriore delle confezioni, la tassazione dei prodotti considerati dannosi per la salute e la protezione dei minori dalle campagne pubblicitarie che favoriscono il consumo di alimenti ad alto contenuto di zuccheri, grassi e sale.
Per Coldiretti è però essenziale che i sistemi di informazione nutrizionale offrano dati completi e comprensibili, senza penalizzare singoli ingredienti naturali o produzioni tradizionali attraverso valutazioni eccessivamente semplificate. Occorre considerare la qualità complessiva degli alimenti, il grado di trasformazione, le quantità consumate e il ruolo dei diversi prodotti all’interno della dieta.
«Non si può mettere sullo stesso piano un alimento agricolo riconoscibile e un prodotto industriale composto da lunghe liste di ingredienti, additivi, aromi e sostanze ottenute attraverso processi complessi» osserva il direttore di Coldiretti Como Lecco, Luciano Salvadori. «La trasparenza deve partire dall’origine delle materie prime e dal metodo di produzione, aiutando le famiglie a compiere scelte consapevoli».
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ricordato che le diete sane costituiscono il fondamento della salute e devono essere economicamente accessibili a tutti. Un obiettivo che passa anche dall’educazione alimentare nelle scuole, dal sostegno alle filiere corte e dalla presenza di prodotti freschi e di stagione nelle mense pubbliche.
Le province di Como e Lecco possono contare su un patrimonio agricolo diversificato, che comprende allevamenti, produzioni lattiero-casearie, miele, ortaggi, piccoli frutti, cereali e vino. Una rete produttiva distribuita tra pianura, aree collinari, territori lacustri e montagna che, secondo Coldiretti, può contribuire concretamente alla diffusione di modelli alimentari più equilibrati, sostenendo al tempo stesso l’economia locale e la tutela del paesaggio.
Il rapporto, realizzato da Fao, Ifad, Unicef, Programma alimentare mondiale e Oms, evidenzia che la fame nel mondo è diminuita per il terzo anno consecutivo, pur mantenendo profonde differenze tra le diverse aree geografiche. Ai conflitti si aggiungono gli effetti degli eventi climatici estremi, dell’aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti e della riduzione degli aiuti pubblici allo sviluppo.
«La sicurezza alimentare riguarda anche i nostri territori» conclude Trezzi. «Difendere l’agricoltura significa garantire disponibilità di cibo, qualità, tracciabilità e un prezzo equo tanto per chi produce quanto per chi acquista».


















