Rogoredo: la ''Pizzeria del Don'' raccoglie il solito successo
Tra i profumi delle pizze appena sfornate, il via vai dei volontari e le tavolate gremite di persone, anche quest'anno la Pizzeria del Don si è confermata uno dei simboli della Fiera Zootecnica di San Gaetano a Rogoredo di Casatenovo. Un appuntamento ormai immancabile che, in occasione della manifestazione, ha riportato l'oratorio a essere un luogo di incontro, convivialità e solidarietà, richiamando numerosi residenti e visitatori provenienti anche dai comuni limitrofi.

Dietro ai fornelli e tra i tavoli si sono alternati circa 40-45 volontari di tutte le età, accomunati da un unico obiettivo: sostenere l'oratorio e la parrocchia attraverso il ricavato dell'iniziativa.
Quella della Pizzeria del Don è una storia che affonda le proprie radici ormai da diversi decenni. Nata tra gli anni Ottanta e Novanta come piccolo punto ristoro all'interno della fiera, aveva un obiettivo preciso: raccogliere fondi per contribuire alla ristrutturazione della scuola dell'infanzia della frazione.
La sua storia è indissolubilmente legata a don Luigi Corti, storico parroco di Rogoredo, dotto il cui impulso è nata e cresciuta la Pizzeria del Don, diventando negli anni uno dei simboli della Fiera di San Gaetano. Ancora oggi il suo ricordo accompagna ogni edizione della manifestazione: il logo della Pizzeria del Don raffigura infatti una simpatica caricatura del sacerdote, riprodotta sulle tovagliette dei tavoli e sulle magliette dei volontari, quasi a testimoniare che don Luigi continua idealmente a essere presente accanto a chi porta avanti questa tradizione.

''All'inizio avevamo soltanto un piccolo chiosco con alcuni forni elettrici, nei quali preparavamo le pizze'' racconta Marina Sironi, da anni tra le anime dell'iniziativa.
Con il passare del tempo, però, il progetto è cresciuto fino a trasformarsi in un vero e proprio ristorante-pizzeria capace, negli anni di maggiore affluenza, di servire anche 1.600 pasti in una sola serata, ospitato sotto il grande tendone della fiera.
Negli ultimi anni, complice il naturale ricambio generazionale e la difficoltà nel reperire nuovi volontari, la manifestazione ha assunto dimensioni più contenute, trasferendosi negli spazi dell'oratorio.
''Ci siamo ridimensionati – spiega Sironi – ma continuiamo a registrare una grande partecipazione. Anche se oggi in oratorio non ci sono altre attrazioni oltre al ristorante, tante persone continuano a venire perché conoscono il nostro lavoro e sanno che tutto il ricavato viene destinato al mantenimento e alla ristrutturazione dell'oratorio e della parrocchia''.
I fondi raccolti permettono infatti di sostenere gli interventi di manutenzione programmati. ''Quest'anno dovremo affrontare alcuni lavori di imbiancatura e continuare a far fronte alle spese sostenute negli ultimi anni, anche grazie all'aiuto ricevuto dalle altre parrocchie''.

La pizza continua a essere il simbolo della manifestazione. Negli anni il menù si è progressivamente ampliato fino a comprendere primi piatti, lasagne, specialità di carne e di pesce, dolci e l'immancabile trippa, da sempre legata alla tradizione della festa di San Gaetano. La preparazione delle pizze è resa possibile anche grazie alla preziosa collaborazione di Stefano ed Elisabetta della pizzeria Mon Amour di Rogoredo, ai quali i volontari rivolgono un sentito ringraziamento per la disponibilità e il sostegno che, anno dopo anno, permettono di portare avanti questa tradizione. Tra le novità dell'edizione 2026 ha fatto inoltre il suo debutto la torta nera, preparata direttamente dalle volontarie.
Fondamentale è il contributo delle nuove generazioni. Mentre gli adulti si occupano della cucina e dell'organizzazione, gli adolescenti impegnati come animatori dell'oratorio estivo si dedicano al servizio ai tavoli e alla raccolta delle ordinazioni, vivendo così un'importante esperienza di collaborazione e responsabilità.
Il lavoro, però, non si limita ai giorni della festa. ''Ci sono settimane di preparazione – racconta Marina – dall'allestimento degli spazi alla cucina. È impegnativo e ogni anno diciamo che sarà l'ultima volta... ma poi la soddisfazione che ci regala la gente ci convince sempre a ricominciare''.
Accanto alla ristorazione continua inoltre a riscuotere grande successo lo "Svuota Armadi", mercatino solidale dove è possibile acquistare abiti, calzature e oggetti usati al prezzo simbolico di due euro. Tutto il materiale proviene dalle donazioni dei cittadini e l'intero ricavato viene destinato, come quello della pizzeria, ai lavori dell'oratorio.

Un'iniziativa semplice, ma capace di coinvolgere l'intera comunità e di trasformare una festa patronale in un'occasione concreta di solidarietà. Per Rogoredo, la Pizzeria del Don non rappresenta soltanto un punto di ristoro, ma una tradizione che si rinnova ogni anno grazie all'impegno di decine di volontari e al sostegno di una comunità che continua a ritrovarsi attorno alla stessa tavola. Un luogo dove, tra una pizza, un sorriso e tante mani al lavoro, continua a vivere lo spirito di don Luigi e di una comunità che ha fatto della condivisione la propria forza.

Dietro ai fornelli e tra i tavoli si sono alternati circa 40-45 volontari di tutte le età, accomunati da un unico obiettivo: sostenere l'oratorio e la parrocchia attraverso il ricavato dell'iniziativa.
Quella della Pizzeria del Don è una storia che affonda le proprie radici ormai da diversi decenni. Nata tra gli anni Ottanta e Novanta come piccolo punto ristoro all'interno della fiera, aveva un obiettivo preciso: raccogliere fondi per contribuire alla ristrutturazione della scuola dell'infanzia della frazione.



''All'inizio avevamo soltanto un piccolo chiosco con alcuni forni elettrici, nei quali preparavamo le pizze'' racconta Marina Sironi, da anni tra le anime dell'iniziativa.
Con il passare del tempo, però, il progetto è cresciuto fino a trasformarsi in un vero e proprio ristorante-pizzeria capace, negli anni di maggiore affluenza, di servire anche 1.600 pasti in una sola serata, ospitato sotto il grande tendone della fiera.


''Ci siamo ridimensionati – spiega Sironi – ma continuiamo a registrare una grande partecipazione. Anche se oggi in oratorio non ci sono altre attrazioni oltre al ristorante, tante persone continuano a venire perché conoscono il nostro lavoro e sanno che tutto il ricavato viene destinato al mantenimento e alla ristrutturazione dell'oratorio e della parrocchia''.



La pizza continua a essere il simbolo della manifestazione. Negli anni il menù si è progressivamente ampliato fino a comprendere primi piatti, lasagne, specialità di carne e di pesce, dolci e l'immancabile trippa, da sempre legata alla tradizione della festa di San Gaetano. La preparazione delle pizze è resa possibile anche grazie alla preziosa collaborazione di Stefano ed Elisabetta della pizzeria Mon Amour di Rogoredo, ai quali i volontari rivolgono un sentito ringraziamento per la disponibilità e il sostegno che, anno dopo anno, permettono di portare avanti questa tradizione. Tra le novità dell'edizione 2026 ha fatto inoltre il suo debutto la torta nera, preparata direttamente dalle volontarie.




Accanto alla ristorazione continua inoltre a riscuotere grande successo lo "Svuota Armadi", mercatino solidale dove è possibile acquistare abiti, calzature e oggetti usati al prezzo simbolico di due euro. Tutto il materiale proviene dalle donazioni dei cittadini e l'intero ricavato viene destinato, come quello della pizzeria, ai lavori dell'oratorio.

Un'iniziativa semplice, ma capace di coinvolgere l'intera comunità e di trasformare una festa patronale in un'occasione concreta di solidarietà. Per Rogoredo, la Pizzeria del Don non rappresenta soltanto un punto di ristoro, ma una tradizione che si rinnova ogni anno grazie all'impegno di decine di volontari e al sostegno di una comunità che continua a ritrovarsi attorno alla stessa tavola. Un luogo dove, tra una pizza, un sorriso e tante mani al lavoro, continua a vivere lo spirito di don Luigi e di una comunità che ha fatto della condivisione la propria forza.
G.S.


















