Monticello: LRH dà il via al consolidamento del Torrione, un simbolo per il territorio
A Monticello hanno preso il via negli scorsi giorni i lavori – gestiti e finanziati da Lario Reti Holding (LRH), società che si occupa del servizio idrico integrato in provincia di Lecco – presso il serbatoio pensile Torrione, in Via Sirtori. Il cantiere, allestito a pochi passi da scuola dell'infanzia e municipio, è finalizzato ad un consolidamento della struttura, vero e proprio simbolo per la comunità.
Edificato in epoca fascista, come si evince chiaramente dallo stile, la storia del Torrione risale dunque ai primi anni del Novecento, anche se le informazioni risultano frammentarie e quasi inesistenti sui libri dedicati al territorio. Per ricostruirla ci siano affidati ai ricordi dei monticellesi, in particolare a quelli di Renato Ornaghi, notoriamente appassionato di storia locale.
''A mio avviso si tratta della torre piu bella ed elegante della Brianza, se non della Lombardia. Quel che ricordo da bambino è che la scritta ANNO XIII - che indicava il tredicesimo anno dell’Era Fascista - venne sostituita durante il primo restauro con MCMXXXV (1935) che conserva la data di costruzione, ma elimina il riferimento al regime'' ci ha detto Ornaghi.

Dal punto di vista architettonico il Torrione conserva tutti i caratteri del razionalismo italiano, richiamando la Casa del Fascio del comasco Giuseppe Terragni a Como o il palazzo comunale di Lissone progettato ancora una volta da Terragni con Carminati (già Casa del Fascio e Casa del Popolo). Eppure l'acquedotto monticellese non è un simbolo politico in sé: rappresenta piuttosto il linguaggio architettonico degli anni Trenta.
Nata come infrastruttura tecnica, è diventata una sorta di ''campanile laico'' del paese, identificando da molti chilometri di distanza – insieme alla chiesa di Sant'Agata - Monticello come uno degli skyline più riconoscibili della Brianza collinare. Peraltro da una terrazza posta sulla sommità del Torrione è possibile scorgere un panorama mozzafiato, quello citato a più riprese da Stendhal nei suoi scritti.

''Ricordo inoltre quando ero consigliere comunale ai tempi del sindaco Vittorio Cazzaniga: negli anni in cui si iniziavano a montare antenne telefoniche, molte compagnie posero gli occhi su quella struttura, per posizionarci ripetitori. Vittorio ebbe l’accortezza e la preveggenza di salvaguardarne l'aspetto, che sarebbe stato deturpato da antenne e parabole varie. Una scelta sicuramente oculata''.
I lavori di consolidamento, iniziati sul finire del mese di luglio e portati avanti da un'impresa con sede a Cremeno, termineranno entro l'autunno (il cronoprogramma è stimato in 96 giorni ndr). La spesa per l'intervento ammonta invece a 100mila euro.
Il Comune – che si è chiaramente interfacciato con LRH – ha predisposto la chiusura del parcheggio posto ai piedi della struttura, che per ragioni di sicurezza non sarà fruibile sino alla conclusione del cantiere.
''Ringrazio Lario Reti Holding che ha predisposto la manutenzione del manufatto, un segno distintivo per Monticello. La messa in sicurezza era fondamentale'' le parole del sindaco Alessandra Hofmann. ''Una volta sistemato mi piacerebbe poterne approfondire la storia e condividerla con i cittadini, magari attraverso visite guidate''.

Il cantiere allestito in Via Sirtori
Edificato in epoca fascista, come si evince chiaramente dallo stile, la storia del Torrione risale dunque ai primi anni del Novecento, anche se le informazioni risultano frammentarie e quasi inesistenti sui libri dedicati al territorio. Per ricostruirla ci siano affidati ai ricordi dei monticellesi, in particolare a quelli di Renato Ornaghi, notoriamente appassionato di storia locale.
''A mio avviso si tratta della torre piu bella ed elegante della Brianza, se non della Lombardia. Quel che ricordo da bambino è che la scritta ANNO XIII - che indicava il tredicesimo anno dell’Era Fascista - venne sostituita durante il primo restauro con MCMXXXV (1935) che conserva la data di costruzione, ma elimina il riferimento al regime'' ci ha detto Ornaghi.

Dal punto di vista architettonico il Torrione conserva tutti i caratteri del razionalismo italiano, richiamando la Casa del Fascio del comasco Giuseppe Terragni a Como o il palazzo comunale di Lissone progettato ancora una volta da Terragni con Carminati (già Casa del Fascio e Casa del Popolo). Eppure l'acquedotto monticellese non è un simbolo politico in sé: rappresenta piuttosto il linguaggio architettonico degli anni Trenta.
Nata come infrastruttura tecnica, è diventata una sorta di ''campanile laico'' del paese, identificando da molti chilometri di distanza – insieme alla chiesa di Sant'Agata - Monticello come uno degli skyline più riconoscibili della Brianza collinare. Peraltro da una terrazza posta sulla sommità del Torrione è possibile scorgere un panorama mozzafiato, quello citato a più riprese da Stendhal nei suoi scritti.

''Ricordo inoltre quando ero consigliere comunale ai tempi del sindaco Vittorio Cazzaniga: negli anni in cui si iniziavano a montare antenne telefoniche, molte compagnie posero gli occhi su quella struttura, per posizionarci ripetitori. Vittorio ebbe l’accortezza e la preveggenza di salvaguardarne l'aspetto, che sarebbe stato deturpato da antenne e parabole varie. Una scelta sicuramente oculata''.
I lavori di consolidamento, iniziati sul finire del mese di luglio e portati avanti da un'impresa con sede a Cremeno, termineranno entro l'autunno (il cronoprogramma è stimato in 96 giorni ndr). La spesa per l'intervento ammonta invece a 100mila euro.

''Ringrazio Lario Reti Holding che ha predisposto la manutenzione del manufatto, un segno distintivo per Monticello. La messa in sicurezza era fondamentale'' le parole del sindaco Alessandra Hofmann. ''Una volta sistemato mi piacerebbe poterne approfondire la storia e condividerla con i cittadini, magari attraverso visite guidate''.
G.C.


















