Circolo Alpi, Gandaloglio: il progetto per la nuova vasca minaccia l'habitat naturale
Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo le nostre pesanti critiche sul progetto, per il quale proprio ieri, 6 agosto, la Regione ha pubblicato la comunicazione per l'avvio degli espropri per la realizzazione delle opere previste [vedasi Nota (*), in calce].
A nostro giudizio, nel piano per la realizzazione della vasca sul Gandaloglio non emergono precise valutazioni sulla necessaria salvaguardia dell'equilibrio ecologico dei torrenti e del territorio interessato, essendo il progetto basato solo su aspetti idraulici.
Stiamo parlando di un progetto i cui costi stanno diventando sempre più onerosi per le casse pubbliche (arrivando probabilmente a superare i 10 milioni di euro!), e il cui corretto funzionamento idraulico non è così certo, a partire dall'opera di presa, ovvero della cosiddetta paratia per 'costringere' le acque di piena del Gandaloglio a confluire nel canale artificiale verso la vasca di laminazione.

Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo la richiesta di sospendere e rivedere l'intero progetto. Le cui opere - per la parte già realizzata - hanno finora comportato un danno ecologico sulle aree umide della piana agricola tra la zona della Redaella e la Poncia. Parliamo in particolare della costruzione delle piste di accesso alla futura vasca, di cui l'ultima pista realizzata ha cancellato l'area umida in località Rettola al confine con Sirone. Proprio qui - in questi giorni - stanno posando un 'tombotto' in cemento [vedasi foto allegate], che determinerà un'ulteriore cementificazione del torrente "Fosso dei Pascoli", che in precedenza era in connessione diretta con l'area umida ora scomparsa!
Il resto delle opere da realizzare - tra cui la citata paratia - potrebbero altrettanto avere una pesante ripercussione sull'equilibrio ecologico del Gandaloglio, il cui alveo deve invece rimanere il più naturale possibile, ovvero senza alcun intervento di artificializzazione!
Non ha alcuna logica che le Amministrazioni e il Parco Valle Lambro - per le opere di rispettiva competenza - non tengano nella giusta considerazione gli aspetti naturalistici, ma si basino solo e unicamente sui dati idraulici.

Lo ripetiamo ancora una volta: gli effetti dannosi derivanti dalle esondazioni naturali dei torrenti, sono spesso la diretta conseguenza della pesante cementificazione operata nei decenni passati. Sia sugli argini dei torrenti stessi, cosa avvenuta ad esempio nella zona industriale del Peslago - in cui il Gandaloglio è costretto a scorrere tra le recinzioni in cemento - e nel tratto che da Sirone va verso Molteno, fino alla confluenza con il torrente Bevera sotto la soletta della ex Segalini. E poi la pesante cementificazione del territorio, in quelle che fino a 40- 50 anni fa erano zone di esondazione naturale del Gandaloglio e invece ora sono occupate da case e capannoni, come ad esempio al Mognago di Oggiono.
Ecco questi sarebbero gli ambiti su cui intervenire per ridare naturalità ai corsi d'acqua: rinaturalizzare gli argini dei torrenti e favorire le esondazioni sui prati residui, senza la necessità di nessuna opera quali chiuse, paratie, arginature in cemento, vasche e relative piste di accesso, ecc..
E poi è necessario intervenire sulla pianificazione urbanistica dei Comuni, cancellando ogni e qualsiasi previsione di futura edificazione sul suolo naturale.
Invece paradossalmente le Amministrazioni e il Parco preferiscono agire a suon di ruspe, cemento, arginature artificiali, spendendo inutilmente milioni di euro di fondi pubblici per interventi idraulici, senza oltretutto la certezza della loro efficace funzionalità idraulica!
NOTA (*) : In data 6 agosto 2026 sul sito della Regione Lombardia è stata pubblicata la "Comunicazione relativa all’avvio del procedimento amministrativo finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità degli interventi previsti dalla Variante N. 1 al Progetto Esecutivo “Area di laminazione delle piene del Torrente Gandaloglio e altri nei Comuni di Oggiono, Sirone e Annone (LC)”. (https://www.regione.lombardia.it/attivita-istituzionali/area-di-laminazione-delle-piene-del-torrente-gandaloglioavviso-di-avvio-procedimento-per-dichiarazione-di-pubblica-utilit-,-urgenza-e-indifferibilitdegli-interventi-della-variante-n1) .
A nostro giudizio, nel piano per la realizzazione della vasca sul Gandaloglio non emergono precise valutazioni sulla necessaria salvaguardia dell'equilibrio ecologico dei torrenti e del territorio interessato, essendo il progetto basato solo su aspetti idraulici.
Stiamo parlando di un progetto i cui costi stanno diventando sempre più onerosi per le casse pubbliche (arrivando probabilmente a superare i 10 milioni di euro!), e il cui corretto funzionamento idraulico non è così certo, a partire dall'opera di presa, ovvero della cosiddetta paratia per 'costringere' le acque di piena del Gandaloglio a confluire nel canale artificiale verso la vasca di laminazione.

Un paio di immagini dei lavori in corso tra Oggiono e Sirone
Come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ribadiamo la richiesta di sospendere e rivedere l'intero progetto. Le cui opere - per la parte già realizzata - hanno finora comportato un danno ecologico sulle aree umide della piana agricola tra la zona della Redaella e la Poncia. Parliamo in particolare della costruzione delle piste di accesso alla futura vasca, di cui l'ultima pista realizzata ha cancellato l'area umida in località Rettola al confine con Sirone. Proprio qui - in questi giorni - stanno posando un 'tombotto' in cemento [vedasi foto allegate], che determinerà un'ulteriore cementificazione del torrente "Fosso dei Pascoli", che in precedenza era in connessione diretta con l'area umida ora scomparsa!
Il resto delle opere da realizzare - tra cui la citata paratia - potrebbero altrettanto avere una pesante ripercussione sull'equilibrio ecologico del Gandaloglio, il cui alveo deve invece rimanere il più naturale possibile, ovvero senza alcun intervento di artificializzazione!
Non ha alcuna logica che le Amministrazioni e il Parco Valle Lambro - per le opere di rispettiva competenza - non tengano nella giusta considerazione gli aspetti naturalistici, ma si basino solo e unicamente sui dati idraulici.

Lo ripetiamo ancora una volta: gli effetti dannosi derivanti dalle esondazioni naturali dei torrenti, sono spesso la diretta conseguenza della pesante cementificazione operata nei decenni passati. Sia sugli argini dei torrenti stessi, cosa avvenuta ad esempio nella zona industriale del Peslago - in cui il Gandaloglio è costretto a scorrere tra le recinzioni in cemento - e nel tratto che da Sirone va verso Molteno, fino alla confluenza con il torrente Bevera sotto la soletta della ex Segalini. E poi la pesante cementificazione del territorio, in quelle che fino a 40- 50 anni fa erano zone di esondazione naturale del Gandaloglio e invece ora sono occupate da case e capannoni, come ad esempio al Mognago di Oggiono.
Ecco questi sarebbero gli ambiti su cui intervenire per ridare naturalità ai corsi d'acqua: rinaturalizzare gli argini dei torrenti e favorire le esondazioni sui prati residui, senza la necessità di nessuna opera quali chiuse, paratie, arginature in cemento, vasche e relative piste di accesso, ecc..
E poi è necessario intervenire sulla pianificazione urbanistica dei Comuni, cancellando ogni e qualsiasi previsione di futura edificazione sul suolo naturale.
Invece paradossalmente le Amministrazioni e il Parco preferiscono agire a suon di ruspe, cemento, arginature artificiali, spendendo inutilmente milioni di euro di fondi pubblici per interventi idraulici, senza oltretutto la certezza della loro efficace funzionalità idraulica!
NOTA (*) : In data 6 agosto 2026 sul sito della Regione Lombardia è stata pubblicata la "Comunicazione relativa all’avvio del procedimento amministrativo finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità degli interventi previsti dalla Variante N. 1 al Progetto Esecutivo “Area di laminazione delle piene del Torrente Gandaloglio e altri nei Comuni di Oggiono, Sirone e Annone (LC)”. (https://www.regione.lombardia.it/attivita-istituzionali/area-di-laminazione-delle-piene-del-torrente-gandaloglioavviso-di-avvio-procedimento-per-dichiarazione-di-pubblica-utilit-,-urgenza-e-indifferibilitdegli-interventi-della-variante-n1) .
Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


















