Il cassaghese Crippa ricorda don Mazzi, mancato da poco
''Ci siamo incontrati una sola volta, ma è bastato per percepirne subito la straordinaria grandezza''. Con queste parole Armando Crippa, presidente dell’associazione Cassago chiama Chernobyl, ha voluto rendere omaggio a don Antonio Mazzi, scomparso lo scorso 31 luglio all’età di 96 anni. Sacerdote carismatico e ideatore della Fondazione Exodus per il recupero dei giovani con problemi di dipendenza, don Mazzi ha dato vita a diverse iniziative educative e sociali in tutto il mondo e ha partecipato a molteplici proposte solidali che hanno permesso di raccogliere fondi per restituire dignità e speranza alle persone con fragilità.
Tra i tanti momenti in cui la strada del sacerdote ha incrociato la generosità del territorio brianzolo, c’è stato un incontro che l’associazione cassaghese conserva con affetto: la cena natalizia benefica di dicembre 2008, svoltasi presso la Casupola di Bosisio Parini. Organizzata dall’associazione capitanata da Crippa e dal sodalizio Brianza Classic Team, la serata ha avuto come scopo quello di raccogliere fondi per finanziare la ricostruzione del tetto della scuola professionale di Chernihiv in Ucraina.
''Abbiamo conosciuto proprio qui don Mazzi, grazie a un amico di un componente dell’associazione automobilistica di Bosisio Parini che lo ha invitato – ha raccontato Crippa – Era al corrente delle molte associazioni italiane che organizzavano progetti di accoglienza terapeutica in favore dei bambini di Chernobyl, ma non delle molte altre attività di cooperazione che la nostra associazione portava avanti e ha voluto saperne di più''. Un’occasione conviviale che si è trasformata anche in un importante momento di confronto sulla visione del sostegno umanitario: ''Idealmente don Antonio voleva che i ragazzi fossero seguiti e aiutati nella loro terra d’origine in Ucraina. Allo stesso tempo però era consapevole che il loro arrivo in altre nazioni e in Italia fosse dovuto alle radiazioni, che rendevano quei territori invivibili, e dunque non c’era altra soluzione se non l’accoglienza in terre straniere''.
Una cena che ha visto la partecipazione di diverse associazioni che condividevano insieme a Cassago chiama Chernobyl i progetti d’accoglienza relativi agli oltre 170 bambini ospitati in Italia quell’anno e ad alcuni giovani ucraini che avevano iniziato a frequentare il Politecnico di Milano e l’Istituto Alberghiero di Casargo. Una serata solidale resa indimenticabile anche dall’asta di alcuni oggetti autografati da sportivi famosi come Ibrahimovic, Del Piero, Ronaldinho e Valentino Rossi, la quale ha permesso la raccolta di una somma considerevole destinata al sostegno in terra ucraina.
''È stato l’unico incontro che abbiamo avuto con lui, ma si sono percepiti subito la sua importanza e il suo carisma. Don Mazzi è stato un punto di riferimento per chiunque credesse nel riscatto dei giovani e nel sostegno alle famiglie in difficoltà'' ha concluso Crippa.
Tra i tanti momenti in cui la strada del sacerdote ha incrociato la generosità del territorio brianzolo, c’è stato un incontro che l’associazione cassaghese conserva con affetto: la cena natalizia benefica di dicembre 2008, svoltasi presso la Casupola di Bosisio Parini. Organizzata dall’associazione capitanata da Crippa e dal sodalizio Brianza Classic Team, la serata ha avuto come scopo quello di raccogliere fondi per finanziare la ricostruzione del tetto della scuola professionale di Chernihiv in Ucraina.

La cena promossa nel 2008 con ospite don Mazzi
''Abbiamo conosciuto proprio qui don Mazzi, grazie a un amico di un componente dell’associazione automobilistica di Bosisio Parini che lo ha invitato – ha raccontato Crippa – Era al corrente delle molte associazioni italiane che organizzavano progetti di accoglienza terapeutica in favore dei bambini di Chernobyl, ma non delle molte altre attività di cooperazione che la nostra associazione portava avanti e ha voluto saperne di più''. Un’occasione conviviale che si è trasformata anche in un importante momento di confronto sulla visione del sostegno umanitario: ''Idealmente don Antonio voleva che i ragazzi fossero seguiti e aiutati nella loro terra d’origine in Ucraina. Allo stesso tempo però era consapevole che il loro arrivo in altre nazioni e in Italia fosse dovuto alle radiazioni, che rendevano quei territori invivibili, e dunque non c’era altra soluzione se non l’accoglienza in terre straniere''.
Una cena che ha visto la partecipazione di diverse associazioni che condividevano insieme a Cassago chiama Chernobyl i progetti d’accoglienza relativi agli oltre 170 bambini ospitati in Italia quell’anno e ad alcuni giovani ucraini che avevano iniziato a frequentare il Politecnico di Milano e l’Istituto Alberghiero di Casargo. Una serata solidale resa indimenticabile anche dall’asta di alcuni oggetti autografati da sportivi famosi come Ibrahimovic, Del Piero, Ronaldinho e Valentino Rossi, la quale ha permesso la raccolta di una somma considerevole destinata al sostegno in terra ucraina.
''È stato l’unico incontro che abbiamo avuto con lui, ma si sono percepiti subito la sua importanza e il suo carisma. Don Mazzi è stato un punto di riferimento per chiunque credesse nel riscatto dei giovani e nel sostegno alle famiglie in difficoltà'' ha concluso Crippa.
C.Fu.


















