Missaglia: la storica devozione alla Madonna Assunta e la visita del Beato Schuster nel 1946

A Missaglia è tutto pronto per l'attesa visita dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che domani, 14 agosto, celebrerà alle 18.30 la messa solenne. Una liturgia particolarmente significativa per la comunità, perché coinciderà con l’ottantesimo anniversario dell’incoronazione del simulacro della Madonna Assunta e con la memoria dell’elevazione della chiesa dedicata a San Vittore al titolo di Basilica.
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La statua della Madonna Assunta posizionata sul trono ligneo realizzato da Carlo Origgi

Per l'occasione, l’effige della Vergine è stata tolta dalla nicchia nella quale abitualmente si trova, sopra l’altare maggiore, e collocata più avanti, verso i fedeli. La statua è stata sistemata su un prezioso trono ligneo realizzato dal maestro intagliatore missagliese Carlo Origgi tra il 1920 e il 1925. Un allestimento che assume un valore particolare non soltanto dal punto di vista artistico, ma anche religioso: una circostanza che negli ultimi dieci anni – come hanno ricordato il nipote Giancarlo Mistò e i pronipoti Valeria ed Emanuele – si è ripetuta soltanto in due occasioni.
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Domani pomeriggio, durante la celebrazione presieduta da monsignor Delpini, si rinnoverà anche il rito dell’incoronazione, a ottant’anni esatti da quello celebrato dal beato cardinale Ildefonso Schuster. Era il 14 agosto 1946 quando l’allora arcivescovo di Milano incoronò il simulacro ligneo seicentesco dell’Assunta, risalente al 1646, con un prezioso diadema offerto dalle mamme e dalle spose dei soldati che si trovavano al fronte (le foto sono tratte dall'archivio di Pietro Redaelli ndr).
Quella corona nacque come un vero e proprio voto: un gesto di affidamento alla Madonna e una preghiera perché gli uomini partiti per la guerra potessero tornare a casa. A distanza di ottant’anni, quel gesto verrà ripetuto, rinnovando una tradizione che lega profondamente la comunità di Missaglia alla propria Madonna Assunta.

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Una devozione antica, che affonda le proprie radici ben prima dell’incoronazione del 1946. Alla Vergine vengono da sempre attribuite particolari grazie e uno degli episodi più noti della tradizione mariana missagliese risale al 6 giugno del 1700, festa della Santissima Trinità.
Una fiducia che non si è mai interrotta. Di generazione in generazione, a Missaglia continua a essere tramandato il racconto della benevolenza della Madonna verso la comunità, un sentimento che trova espressione anche nell’inno ufficiale della Basilica: ''Missaglia diletta al grande tuo cuore che d’ogni periglio salvasti o Maria''.
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La devozione all’Assunta accompagna la vita della comunità durante tutto l’anno. Ogni sabato mattina, al termine della messa, viene recitata la preghiera alla Madonna Assunta e particolarmente sentite sono le celebrazioni mariane inserite nel calendario liturgico.
Il momento centrale resta però la Solennità dell’Assunta del 15 agosto. La preparazione entra nel vivo già dal 6 agosto, con la solenne novena che ogni sera, alle 18, propone il Santo Rosario, la preghiera e l’inno all’Assunta, le litanie cantate e la benedizione con la reliquia della Beata Vergine Maria.
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Il 14 agosto è inoltre il giorno dedicato alla Dedicazione della Basilica, celebrata al mattino con l’accensione delle dodici candele sulle dodici colonne sulle quali, nel 1902, il beato Andrea Carlo Ferrari, cardinale e arcivescovo di Milano, aveva posto il segno della croce con il Sacro Crisma. Poi, con la messa solenne della vigilia, prende ufficialmente il via la grande festa del 15 agosto, il cui appuntamento centrale è la celebrazione delle 10, tradizionalmente molto partecipata dai missagliesi.
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La reliquia della Madonna Assunta

Quest'anno però, alla vigilia dell'Assunta ci sarà un momento destinato a rimanere nella memoria della comunità. Ottant'anni dopo la corona posta sul capo della Madonna dalle mani del cardinale Schuster, sarà ancora una volta l’arcivescovo di Milano a presiedere l’incoronazione. Un rito che unisce passato e presente e che, come nel 1946, affida alla Madonna Assunta le attese, le speranze e la vita di un’intera comunità.
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