La ineludibile questione della trattativa Stato-Mafia
Esistono questioni che per la loro strutturale portata non possono essere ignorate, pena lo smarrimento dei valori più importanti per un Popolo.
La vicenda della Trattativa Stato-mafia è indubitabilmente una di queste per il nostro martoriato Paese.
Esiste quella che un certo Pasolini definì con quell'eloquente “ Io so, ma non ho le prove...” ma in questo caso esistono fatti e riscontri inoppugnabili che se non sembrano costituire prove processuali definitive non consentono al contempo di non formulare un giudizio storico. Un giudizio veritiero.
Una discrepanza che se non risolta può minare in radice anche la credibilità stessa di uno Stato e di una buona parte delle sue Istituzioni perché tra l'altro tali commistioni continuano a produrre i propri effetti anche sull'oggi.
Uno Stato che rischia di celebrare i propri eroi ma di dimenticare coloro che li vorrebbero realmente onorare dissipando tutte le ombre sulle loro morti.
Questo articolo del Direttore di Antimafia 2000 ha il pregio ed il coraggio di riassumere in modo lucido le ragioni di quella parte di Italiani che non si rassegna all'oblio falsamente ammantato di giustizia. I toni possono essere più o meno condivisibili ma la sostanza c'è tutta.
Ad ognuno avere l'altrettanto coraggio del confrontarsi con la logica dei fatti e col “fastidio” del non girare la testa dall'altra parte. Solo l'approfondimento e la sensibilità popolare saprà non lasciar soli coloro che instancabilmente continuano a perseguire, a rischio di continue delegittimazioni, anche una verità processuale.
https://share.google/s0dZBmnY1b60b6kFQ
La vicenda della Trattativa Stato-mafia è indubitabilmente una di queste per il nostro martoriato Paese.
Esiste quella che un certo Pasolini definì con quell'eloquente “ Io so, ma non ho le prove...” ma in questo caso esistono fatti e riscontri inoppugnabili che se non sembrano costituire prove processuali definitive non consentono al contempo di non formulare un giudizio storico. Un giudizio veritiero.
Una discrepanza che se non risolta può minare in radice anche la credibilità stessa di uno Stato e di una buona parte delle sue Istituzioni perché tra l'altro tali commistioni continuano a produrre i propri effetti anche sull'oggi.
Uno Stato che rischia di celebrare i propri eroi ma di dimenticare coloro che li vorrebbero realmente onorare dissipando tutte le ombre sulle loro morti.
Questo articolo del Direttore di Antimafia 2000 ha il pregio ed il coraggio di riassumere in modo lucido le ragioni di quella parte di Italiani che non si rassegna all'oblio falsamente ammantato di giustizia. I toni possono essere più o meno condivisibili ma la sostanza c'è tutta.
Ad ognuno avere l'altrettanto coraggio del confrontarsi con la logica dei fatti e col “fastidio” del non girare la testa dall'altra parte. Solo l'approfondimento e la sensibilità popolare saprà non lasciar soli coloro che instancabilmente continuano a perseguire, a rischio di continue delegittimazioni, anche una verità processuale.
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Germano Bosisio


















