Molteno: Sagra di San Rocco, un momento per riconoscersi come comunità
Neppure la pioggia è stata in grado di scalfire il penultimo giorno della Sagra di San Rocco a Molteno. La tradizionale festa, organizzata dalla comunità pastorale dei Santi Martino e Benedetto con la parrocchia di San Giorgio, anche quest’anno ha fatto vivere giornate intense di convivialità, musica e ritrovo all’oratorio di via Stazione.
Il maltempo non ha fermato la partecipazione di volontari, famiglie, giovani e adulti, che fino agli ultimi istanti hanno contribuito a rendere viva una ricorrenza particolarmente sentita dal paese, sapendo reinventare gli spazi dell’oratorio e offrendo a tutti i presenti una cena squisita e… asciutta! Tra cucina, servizio bar, pesca di beneficenza, giochi e momenti di intrattenimento, la sagra si è confermata un appuntamento capace di unire generazioni diverse nel segno della semplicità e dello stare insieme.
A sottolineare il valore della manifestazione è stato anche don Giandomenico Colombo. ''Nonostante le ultime ore di pioggia di questa sera, anche questa edizione ha mantenuto la bella tradizione di San Rocco, con quattro giornate che hanno offerto l’occasione alle persone rimaste a casa ad agosto di ritrovarsi - ha commentato il sacerdote - Qualcuno arriva anche da fuori paese per via dello stile, della familiarità e dell’accoglienza che caratterizza la nostra festa”.
Altro aspetto estremamente positivo, è stata la grande partecipazione dei più giovani. ''Mi ha colpito vedere tanti ragazzi che, invece di essere in viaggio o in spiaggia, hanno scelto di rendere bella questa festa con il proprio impegno e aiuto, insieme agli adulti che da anni si dedicano a creare un momento di serenità per tutti''.
Parole che raccontano bene lo spirito della sagra: non soltanto un programma di appuntamenti, ma un’occasione per riconoscersi come comunità. ''Dare la possibilità di ritrovarsi gratuitamente non è banale oggigiorno - ha concluso don Giandomenico - Sono qui ormai da due anni e mi rendo conto di quanto queste ricorrenze aiutino il volto del paese a ritrovarsi e a riconoscersi. Oggi le relazioni sono l’aspetto più importante: abbiamo bisogno di respirare una bella umanità’’.
Questa sera si vedrà ancora una volta l’oratorio animarsi attorno alla cena, proposta con il fritto misto, alla tradizionale tombolata e all’attesa estrazione dei biglietti vincenti della lotteria. Un finale nel segno della festa popolare, semplice e partecipata, dopo le serate precedenti dedicate alla musica, ai tornei di carte e alle specialità gastronomiche.


















