Casatenovo: messa in chiesina nella ricorrenza di San Rocco

Con il suo caratteristico colore giallo e il campanile in mattoni rossi, la chiesina di Via Castelbarco di Casatenovo è tornata a riempirsi di fedeli in occasione della festa di San Rocco. Nella mattinata di lunedì 17 agosto la comunità casatese si è riunita per la tradizionale celebrazione eucaristica in onore del santo protettore dalle epidemie, con lo scopo di innovare una devozione profonda, le cui radici affondano nei secoli e nel voto contro la peste del 1630.
casatenovo_sanrocco__3_.jpg (557 KB)
I sacerdoti e la famiglia Riva con i ragazzi della CSS La Mia Casa che hanno preso parte alla messa

Un appuntamento annuale che si rinnova nel segno della continuità e della gratuità: per circa cinquant'anni, infatti, è stato Giovanni Riva a prendersi cura del piccolo edificio, occupandosi dei lavori di manutenzione e garantendone l'apertura quotidiana per i tanti devoti. Dopo la sua scomparsa nel 2021 il figlio Gabriele, insieme alla propria famiglia (tra cui la figlia Gaia, amministratrice comunale) e a un gruppo di volontari, ha scelto di raccoglierne il testimone, tenendo la chiesina in ordine e aperta due domeniche al mese.
casatenovo_sanrocco__5_.jpg (644 KB)
Da sinistra don Lorenzo Motta e don Massimo Santambrogio

A presiedere la Santa Messa del mattino è stato don Massimo Santambrogio, affiancato da don Lorenzo Motta. Nel corso della sua omelia, il prevosto ha richiamato il significato profondo della festività: ''Riunirci a celebrare l’eucarestia in questo giorno vuol dire sentirci accomunati dalla stessa valutazione di bontà, riuscita e bellezza della vita di San Rocco. Nella vita ognuno ha i suoi idoli, anche per meriti importanti, come i tanti talenti della nostra Nazionale che hanno gareggiato agli europei appena terminati. Ma riconoscerci sotto il segno della santità significa dire insieme che quel tipo di umanità ci piace e ne siamo orgogliosi, così come spesso siamo tristi nel fare i conti con un'umanità degradata. Sotto il segno di San Rocco siamo riconciliati nell'umanità perché la comunità rifiorirà nel bene''.

Galleria fotografica (20 immagini)

Soffermandosi poi sulla figura del santo pellegrino, il sacerdote ha guidato i fedeli presenti a una riflessione sul cammino della vita e sulla carità operante: ''San Rocco ci consegna la vita come pellegrinaggio. Un atteggiamento non banale, che determina la nostra relazione con le cose, con gli altri e con la storia, portandoci ad allontanarci da forme esagerate di attaccamento per vivere con maggiore leggerezza. Inoltre, San Rocco si è fatto attento agli altri, dimostrandosi coinvolto nel dare di sé quello che ha potuto in termini di attenzione, cura e tempo. La carità non può rimanere solo annunciata e astratta, occorre volersi bene e aiutarsi, con un coinvolgimento profondo''.
casatenovo_sanrocco__7_.jpg (655 KB)
La celebrazione ha rappresentato anche l'occasione per ripercorrere il forte legame storico che lega i casatesi all'edificio posizionato lungo la strada che conduce da Santa Giustina alla Biblioteca comunale di Villa Facchi. Come ricorda la scritta sull'architrave d'ingresso, la popolazione si votò a San Rocco durante la peste del 1630 e, a testimonianza di quel drammatico periodo, vi è anche la croce commemorativa ritrovata presso la Cascina Fiume e collocata nel 2006 nel giardinetto adiacente. Anche in occasione di altre epidemie, come durante quella del morbo del colera propagatosi nell'Ottocento, secondo la tradizione orale, il paese affidò la propria protezione al Santo senza registrare vittime.
casatenovo_sanrocco__16_.jpg (539 KB)
All'interno della chiesina è conservato il quadro sopra l'altare che raffigura la Madonna con il Bambino affiancata da San Sebastiano, patrono degli agricoltori, e San Rocco con il fedele cagnolino che la tradizione vuole abbia portato da mangiare al Santo durante la malattia. Un'iconografia cara all'intera comunità, ripresa anche nella volta della chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire e sullo stendardo storico ricamato in oro.
Gabriele Riva, al termine della funzione, ha voluto esprimere profonda gratitudine a chi garantisce la vita del luogo sacro: ''Ci sono alcuni volontari che mi danno una mano ad accudire la chiesina, in primis la mia famiglia, e tra questi in particolare mia moglie Paola. Ringrazio di cuore tutti coloro che si impegnano per tenere vivo questo luogo e per organizzare queste occasioni di festeggiamento insieme''.
casatenovo_sanrocco__22_.jpg (789 KB)
A suggellare il momento religioso è stato infine il bacio alla reliquia del Santo, seguito dalla possibilità per tutti i devoti di visitare la chiesina, sempre aperta, e di recitare insieme il Santo Rosario alle 20.30.
C.Fu.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.