Anche a destra c'è buon senso?
Stupisce che lo scritto sulla sostanziale critica ad un certo “Patriarcato” apparso qualche giorno fa su queste colonne non abbia registrato commenti. https://www.leccoonline.com/notizie/98517/il-patriarcato-non-e-forza-e-il-manifesto-della-crisi-del-maschile
Strano perché gran parte delle affermazioni della sig ra Loredana Colella, dettate come lei sostiene dal buon senso, non solo sono in gran parte condivisibili ma sorprendono perché pur provenendo dal fronte della Destra non fanno mistero di non ritrovarsi nel manifesto Vannacciano. Si potrebbe quindi un po' scherzosamente dire che anche a destra ci può essere del buon senso.
Interessante eppur ironica annotazione questa perché in gran parte delle scelte della “nostra” premier non sembra ravvedersi analogo buon senso.
Basti pensare all'ultima sua “trovata” circa la soppressione di Schengen con la Spagna. Della serie “spariamoci ai piedi” viste le conseguenze esattamente opposte alle dichiarate aspettative di tutela dell'interesse nazionale.
O al “bagno di risorse” dovute all' “esternalizzazione” dei migranti in Albania. Con le parodistiche e un po' comiche sue affermazioni sul “Fun-zio-ne-ran-no!”. E non ci si venga a dire che comunque queste istanze sono oggetto ora di attenta valutazione in Europa, quasi che le voglia far proprie. Infatti risulta semmai evidente di come, in periodi di elezioni in vari Stati, questo escamotage sia usato demagogicamente soprattutto per convenienze di parte. L'esatto contrario di quanto una agguerrita Giorgia sosteneva valesse per se stessa in nome di ideali e motivazioni superiori accampando pure sensibilità sociali (ma dov'è finita la fantomatica Destra Sociale?) ed umanitarie (che fine ha fatto il cosiddetto “Piano Mattei”?).
O la difesa quasi ad oltranza del sottosegretario Delmastro (significativo anagramma quantomeno di maldestro) o della ministra Santa...che'? esempi di “limpida” coerenza con quel Paolo Borsellino a cui continua a dire di essersi ispirata sin dall'origine del suo impegno politico.
Ma lasciando queste “amenità” torniamo all'eloquente e molto articolato scritto, che apprendo essere di una consigliera comunale di FDI a Lecco. Davvero in gran parte condivisibile sia per la sua dettagliata analisi che sviluppa vari delicati aspetti sia per l'equilibrio espositivo che giustamente va all'essenza della questione, malamente invece agitata dal “generale”: da certi preconcetti ci si libera mantenendo quel buon senso che va ben al di là delle mode. Di mio aggiungo solo che la questione ovviamente esiste ma dalle contraddizioni ci si libera non dividendosi sotto varie forme ma semmai unendo le parti migliori di qualunque realtà e che le diversità possono essere un valore arricchente per tutti se si è capaci di adeguatamente comporle nella ineludibile direzione di una miglior giustizia sociale e di una convivenza civile degna di tale nome.
Ma la vera domanda è questa: Non che alcune contraddizioni non si manifestino anche a sinistra ma come l'acculturata consigliera rende conciliabili queste analisi e questi valori con la palese politica discriminatoria in vari settori, a partire da quello etnico, messa in campo dall'area a cui appartiene? Con l'aggravante di soffiare spesso sul fuoco, per evidenti motivi elettorali, proprio su quelle diversità?
Un cordiale saluto
Strano perché gran parte delle affermazioni della sig ra Loredana Colella, dettate come lei sostiene dal buon senso, non solo sono in gran parte condivisibili ma sorprendono perché pur provenendo dal fronte della Destra non fanno mistero di non ritrovarsi nel manifesto Vannacciano. Si potrebbe quindi un po' scherzosamente dire che anche a destra ci può essere del buon senso.
Interessante eppur ironica annotazione questa perché in gran parte delle scelte della “nostra” premier non sembra ravvedersi analogo buon senso.
Basti pensare all'ultima sua “trovata” circa la soppressione di Schengen con la Spagna. Della serie “spariamoci ai piedi” viste le conseguenze esattamente opposte alle dichiarate aspettative di tutela dell'interesse nazionale.
O al “bagno di risorse” dovute all' “esternalizzazione” dei migranti in Albania. Con le parodistiche e un po' comiche sue affermazioni sul “Fun-zio-ne-ran-no!”. E non ci si venga a dire che comunque queste istanze sono oggetto ora di attenta valutazione in Europa, quasi che le voglia far proprie. Infatti risulta semmai evidente di come, in periodi di elezioni in vari Stati, questo escamotage sia usato demagogicamente soprattutto per convenienze di parte. L'esatto contrario di quanto una agguerrita Giorgia sosteneva valesse per se stessa in nome di ideali e motivazioni superiori accampando pure sensibilità sociali (ma dov'è finita la fantomatica Destra Sociale?) ed umanitarie (che fine ha fatto il cosiddetto “Piano Mattei”?).
O la difesa quasi ad oltranza del sottosegretario Delmastro (significativo anagramma quantomeno di maldestro) o della ministra Santa...che'? esempi di “limpida” coerenza con quel Paolo Borsellino a cui continua a dire di essersi ispirata sin dall'origine del suo impegno politico.
Ma lasciando queste “amenità” torniamo all'eloquente e molto articolato scritto, che apprendo essere di una consigliera comunale di FDI a Lecco. Davvero in gran parte condivisibile sia per la sua dettagliata analisi che sviluppa vari delicati aspetti sia per l'equilibrio espositivo che giustamente va all'essenza della questione, malamente invece agitata dal “generale”: da certi preconcetti ci si libera mantenendo quel buon senso che va ben al di là delle mode. Di mio aggiungo solo che la questione ovviamente esiste ma dalle contraddizioni ci si libera non dividendosi sotto varie forme ma semmai unendo le parti migliori di qualunque realtà e che le diversità possono essere un valore arricchente per tutti se si è capaci di adeguatamente comporle nella ineludibile direzione di una miglior giustizia sociale e di una convivenza civile degna di tale nome.
Ma la vera domanda è questa: Non che alcune contraddizioni non si manifestino anche a sinistra ma come l'acculturata consigliera rende conciliabili queste analisi e questi valori con la palese politica discriminatoria in vari settori, a partire da quello etnico, messa in campo dall'area a cui appartiene? Con l'aggravante di soffiare spesso sul fuoco, per evidenti motivi elettorali, proprio su quelle diversità?
Un cordiale saluto
Germano Bosisio


















