Casatenovo: i ragazzi della Fiaccolata accolti a Gorizia
L'esperienza della Fiaccolata promossa dalla Comunità Pastorale di Casatenovo ha ufficialmente preso il via e ieri, martedì 25 agosto, ha conosciuto il suo momento clou. A Gorizia infatti, i giovani partecipanti e gli accompagnatori – guidati da don Lorenzo Motta – sono stati accolti dagli Alpini e dalle autorità locali, alla presenza dell'assessore Chiara Gatta.

Per l'occasione la comitiva casatese è stata raggiunta dal ''suo'' vicesindaco Lorenzo Citterio, che ha voluto portare il saluto dell'Amministrazione, a conferma del sostegno ad un'iniziativa che non punta soltanto a riunire famiglie e ragazzi. Quest'anno infatti, si è voluto accendere i riflettori su una pagina di storia spesso dimenticata: quella delle Foibe. Proprio ieri i casatesi hanno visitato quella di Basovizza: qui è stata accesa la fiaccola. Poi di corsa fino a Gorizia, percorrendo oltre 50 chilometri, prima di incontrare le rappresentanze della città.

''Gorizia è un luogo particolare. È una terra di confine che ha conosciuto le ferite profonde del Novecento: guerre, divisioni, violenze e persecuzioni. Venire qui significa anche confrontarsi con queste ferite e comprendere quanto sia fragile la pace. Per questo credo che la pace si costruisca anche attraverso il ricordo. Non per rimanere prigionieri del passato, ma per conoscerlo, comprenderlo e impedire che le sue tragedie possano ripetersi'' le parole pronunciate da Citterio.
''Ma c’è un altro insegnamento che possiamo portare con noi. La costruzione di una convivenza civile non spetta soltanto allo Stato. Lo Stato ha un ruolo fondamentale, ma una società democratica non può essere costruita semplicemente dall’alto. La convivenza non può essere imposta negando la libertà delle persone: deve essere costruita ogni giorno dai cittadini, nelle comunità, nelle relazioni tra le persone. Ed è proprio questo uno dei grandi insegnamenti della nostra Costituzione: riconoscere i diritti fondamentali della persona, tutelare le minoranze, garantire le libertà e creare le condizioni perché ciascuno possa partecipare alla vita della comunità. In questo senso è importante anche il principio di sussidiarietà: le istituzioni non devono sostituirsi alle persone e alle comunità quando queste possono fare la loro parte, come purtroppo è stato con i totalitarismi del secolo scorso. Devono sostenerle, accompagnarle, creare le condizioni perché possano esprimere le proprie energie e la propria responsabilità. Essere costruttori di pace significa allora scegliere, ogni giorno, il dialogo, il rispetto e la capacità di incontrare l’altro. E ricordiamoci che costruire richiede molto più tempo che demolire. La pace, come una comunità, richiede tempo, pazienza e responsabilità''.

E poi l'invito ad aprire la mente e a conoscere, ad ascoltare prima di giudicare, nella consapevolezza che ''identità diverse possono convivere senza che una debba cancellare l’altra''.
''Portatela a Casatenovo. Portatela nelle vostre famiglie, nelle vostre amicizie, nella nostra comunità. Perché la pace non è qualcosa che ci viene consegnato una volta per tutte. È un cammino. E quel cammino, oggi, passa anche da voi'' ha aggiunto Citterio.

Al termine degli interventi, dopo lo scambio degli omaggi tra le due amministrazioni, non poteva mancare una foto di gruppo a sancire l'importanza del momento e l'incontro tra le due comunità.
Il pomeriggio e la serata sono proseguiti in città, con la partecipazione alla messa, la cena ed il pernottamento. Questa mattina alle 5 è già partita la seconda tappa: i ragazzi da Ponte della Priula arriveranno ad Asiago: anche qui è previsto l'incontro con gli Alpini al Sacrario Militare. Domani invece, si raggiungerà Affi dopo aver macinato ben 115 km e in serata ci si sposterà a Bussolengo.

L'ultima tappa, quella di venerdì, porterà i casatesi a Sotto il Monte, paese di cui è originario Papa Giovanni XXIII. Sabato infine, il rientro a Casatenovo, a Galgiana per la precisione, dove sarà celebrata la messa delle 19.30, poi cena insieme in oratorio.
Fotoservizio a cura di Guglielmo Pennati

Alcune immagini del momento vissuto ieri a Gorizia
Per l'occasione la comitiva casatese è stata raggiunta dal ''suo'' vicesindaco Lorenzo Citterio, che ha voluto portare il saluto dell'Amministrazione, a conferma del sostegno ad un'iniziativa che non punta soltanto a riunire famiglie e ragazzi. Quest'anno infatti, si è voluto accendere i riflettori su una pagina di storia spesso dimenticata: quella delle Foibe. Proprio ieri i casatesi hanno visitato quella di Basovizza: qui è stata accesa la fiaccola. Poi di corsa fino a Gorizia, percorrendo oltre 50 chilometri, prima di incontrare le rappresentanze della città.

''Gorizia è un luogo particolare. È una terra di confine che ha conosciuto le ferite profonde del Novecento: guerre, divisioni, violenze e persecuzioni. Venire qui significa anche confrontarsi con queste ferite e comprendere quanto sia fragile la pace. Per questo credo che la pace si costruisca anche attraverso il ricordo. Non per rimanere prigionieri del passato, ma per conoscerlo, comprenderlo e impedire che le sue tragedie possano ripetersi'' le parole pronunciate da Citterio.

A sinistra don Lorenzo Motta
E poi l'invito ad aprire la mente e a conoscere, ad ascoltare prima di giudicare, nella consapevolezza che ''identità diverse possono convivere senza che una debba cancellare l’altra''.
''Portatela a Casatenovo. Portatela nelle vostre famiglie, nelle vostre amicizie, nella nostra comunità. Perché la pace non è qualcosa che ci viene consegnato una volta per tutte. È un cammino. E quel cammino, oggi, passa anche da voi'' ha aggiunto Citterio.

Gli assessori Lorenzo Citterio (Casatenovo) e Chiara Gatta (Gorizia) dopo lo scambio degli omaggi
Al termine degli interventi, dopo lo scambio degli omaggi tra le due amministrazioni, non poteva mancare una foto di gruppo a sancire l'importanza del momento e l'incontro tra le due comunità.
Il pomeriggio e la serata sono proseguiti in città, con la partecipazione alla messa, la cena ed il pernottamento. Questa mattina alle 5 è già partita la seconda tappa: i ragazzi da Ponte della Priula arriveranno ad Asiago: anche qui è previsto l'incontro con gli Alpini al Sacrario Militare. Domani invece, si raggiungerà Affi dopo aver macinato ben 115 km e in serata ci si sposterà a Bussolengo.

L'ultima tappa, quella di venerdì, porterà i casatesi a Sotto il Monte, paese di cui è originario Papa Giovanni XXIII. Sabato infine, il rientro a Casatenovo, a Galgiana per la precisione, dove sarà celebrata la messa delle 19.30, poi cena insieme in oratorio.
Fotoservizio a cura di Guglielmo Pennati
G.C.


















