Oggiono: pranzo conviviale per 31 anziani della città
Un tavolo apparecchiato, qualche chiacchiera, il profumo del gyros e una cucina diversa dal solito. È così che oggi, giovedì 27 agosto, il pranzo d’estate ha fatto tappa alla Grekkeria di Oggiono, riunendo 31 anziani della città per una giornata all’insegna della convivialità e della scoperta.


L’iniziativa, promossa dal Comune attraverso l’Ufficio Servizi Sociali, è ormai diventata un appuntamento molto apprezzato. La formula è semplice: scegliere ogni volta un ristorante diverso di Oggiono e trascorrere qualche ora insieme, dando ai partecipanti l’occasione di uscire dalla routine e, allo stesso tempo, sostenere le attività del territorio.
Per l’appuntamento di giovedì la scelta è caduta sulla Grekkeria di via per Lecco, dove i partecipanti hanno potuto assaggiare un menu dedicato: aperitivo e antipasti, gyros misto di pollo e maiale accompagnato da insalata greca e patatine, dolce, caffè, bibita e acqua. Un pranzo pensato anche per far conoscere ai partecipanti una cucina diversa, senza però perdere quello che resta il vero ingrediente dell’iniziativa: la compagnia.


E la novità è stata accolta con entusiasmo. «Non avevo mai assaggiato la cucina greca», ha raccontato una delle partecipanti, felice di aver avuto l’occasione di provarla. Una piccola scoperta che, come per molti degli altri presenti, ha superato le aspettative: in tanti hanno raccontato di essere arrivati con qualche dubbio, chiedendosi se quei sapori nuovi sarebbero piaciuti, per poi ricredersi davanti a un pranzo che ha conquistato praticamente tutti. Per un’altra partecipante, invece, la scelta della Grekkeria ha avuto anche un significato affettivo: «Mia nipote è in vacanza in Grecia», ha raccontato, quasi come se quel pranzo le permettesse di sentirsi un po’ più vicina a lei.


«Da quando abbiamo iniziato abbiamo sempre pensato di fare queste iniziative nei locali di Oggiono, anche per sostenere l’economia della città», racconta la responsabile Rosani Gallina. La scelta dei ristoranti non è però sempre scontata: alcuni locali, ad esempio, durante la settimana propongono il tradizionale menu di lavoro e hanno difficoltà ad accogliere a pranzo gruppi numerosi. Per questo il Comune cerca di volta in volta soluzioni diverse, mantenendo comunque l’obiettivo di coinvolgere le attività locali.
E il gruppo, in effetti, è tutt’altro che piccolo. Questa volta erano 31, ma normalmente le presenze arrivano anche a circa 55 persone. Ad agosto, naturalmente, molti sono in vacanza. Proprio per questo, però, mantenere un appuntamento anche nel mese estivo assume un significato particolare: quando le famiglie partono e alcune attività si fermano, avere un’occasione per incontrarsi può fare la differenza.
Il Pranzo d’Estate, infatti, è solo una delle occasioni attraverso cui il Comune cerca di favorire la socialità della terza età. Negli anni il gruppo ha imparato a ritrovarsi anche in contesti diversi: dai tornei alle attività motorie, fino alle visite nelle aziende del territorio. Quest’anno sono già state tre le realtà locali visitate, iniziative che permettono agli anziani di conoscere più da vicino ciò che viene prodotto e realizzato nella propria città.


Ma soprattutto, in queste occasioni, si è costruita una rete. Ci sono persone che fanno attività diverse, gruppetti che si sono formati attorno a interessi comuni, ma alla fine «si conoscono tutti». E quando qualcuno ha difficoltà a spostarsi, sono gli stessi partecipanti a organizzarsi per accompagnarsi e permettere a tutti di esserci.
È forse proprio questo l’aspetto più importante dell’iniziativa: non soltanto organizzare un pranzo, ma creare occasioni perché le persone continuino a incontrarsi. Perché con il tempo quel gruppo è diventato anche un pezzo della storia di ciascuno. Ci sono volti che negli anni sono diventati familiari, e ricorrenze che diventano piccoli appuntamenti della comunità. Come le feste di compleanno organizzate ogni mese per chi compie gli anni. Un momento semplice, ma costruito intorno alle persone: auguri, disegni, poesie e piccoli pensieri preparati proprio per loro. Sono dettagli che raccontano meglio di molte parole il senso di un progetto che, partendo da un pranzo, prova a tenere insieme una comunità.


L’iniziativa, promossa dal Comune attraverso l’Ufficio Servizi Sociali, è ormai diventata un appuntamento molto apprezzato. La formula è semplice: scegliere ogni volta un ristorante diverso di Oggiono e trascorrere qualche ora insieme, dando ai partecipanti l’occasione di uscire dalla routine e, allo stesso tempo, sostenere le attività del territorio.
Per l’appuntamento di giovedì la scelta è caduta sulla Grekkeria di via per Lecco, dove i partecipanti hanno potuto assaggiare un menu dedicato: aperitivo e antipasti, gyros misto di pollo e maiale accompagnato da insalata greca e patatine, dolce, caffè, bibita e acqua. Un pranzo pensato anche per far conoscere ai partecipanti una cucina diversa, senza però perdere quello che resta il vero ingrediente dell’iniziativa: la compagnia.


E la novità è stata accolta con entusiasmo. «Non avevo mai assaggiato la cucina greca», ha raccontato una delle partecipanti, felice di aver avuto l’occasione di provarla. Una piccola scoperta che, come per molti degli altri presenti, ha superato le aspettative: in tanti hanno raccontato di essere arrivati con qualche dubbio, chiedendosi se quei sapori nuovi sarebbero piaciuti, per poi ricredersi davanti a un pranzo che ha conquistato praticamente tutti. Per un’altra partecipante, invece, la scelta della Grekkeria ha avuto anche un significato affettivo: «Mia nipote è in vacanza in Grecia», ha raccontato, quasi come se quel pranzo le permettesse di sentirsi un po’ più vicina a lei.


«Da quando abbiamo iniziato abbiamo sempre pensato di fare queste iniziative nei locali di Oggiono, anche per sostenere l’economia della città», racconta la responsabile Rosani Gallina. La scelta dei ristoranti non è però sempre scontata: alcuni locali, ad esempio, durante la settimana propongono il tradizionale menu di lavoro e hanno difficoltà ad accogliere a pranzo gruppi numerosi. Per questo il Comune cerca di volta in volta soluzioni diverse, mantenendo comunque l’obiettivo di coinvolgere le attività locali.
E il gruppo, in effetti, è tutt’altro che piccolo. Questa volta erano 31, ma normalmente le presenze arrivano anche a circa 55 persone. Ad agosto, naturalmente, molti sono in vacanza. Proprio per questo, però, mantenere un appuntamento anche nel mese estivo assume un significato particolare: quando le famiglie partono e alcune attività si fermano, avere un’occasione per incontrarsi può fare la differenza.
Il Pranzo d’Estate, infatti, è solo una delle occasioni attraverso cui il Comune cerca di favorire la socialità della terza età. Negli anni il gruppo ha imparato a ritrovarsi anche in contesti diversi: dai tornei alle attività motorie, fino alle visite nelle aziende del territorio. Quest’anno sono già state tre le realtà locali visitate, iniziative che permettono agli anziani di conoscere più da vicino ciò che viene prodotto e realizzato nella propria città.


Ma soprattutto, in queste occasioni, si è costruita una rete. Ci sono persone che fanno attività diverse, gruppetti che si sono formati attorno a interessi comuni, ma alla fine «si conoscono tutti». E quando qualcuno ha difficoltà a spostarsi, sono gli stessi partecipanti a organizzarsi per accompagnarsi e permettere a tutti di esserci.
È forse proprio questo l’aspetto più importante dell’iniziativa: non soltanto organizzare un pranzo, ma creare occasioni perché le persone continuino a incontrarsi. Perché con il tempo quel gruppo è diventato anche un pezzo della storia di ciascuno. Ci sono volti che negli anni sono diventati familiari, e ricorrenze che diventano piccoli appuntamenti della comunità. Come le feste di compleanno organizzate ogni mese per chi compie gli anni. Un momento semplice, ma costruito intorno alle persone: auguri, disegni, poesie e piccoli pensieri preparati proprio per loro. Sono dettagli che raccontano meglio di molte parole il senso di un progetto che, partendo da un pranzo, prova a tenere insieme una comunità.
G.D.


















