Molteno: “Eri”, nuovo brano scritto da Alessandro Villa
Un viaggio in autostrada, un pensiero improvviso e una storia emotiva difficile da lasciare andare. Nasce così “Eri”, il nuovo brano di Alessandro Villa, che torna sulla scena musicale con una canzone intensa e personale, capace di mescolare la profondità della scrittura d’autore con una produzione elettronica sorprendente.
Il testo, scritto interamente da Villa, affronta il tema di un legame asimmetrico e impossibile, raccontando quel particolare conflitto interiore nel quale la ragione sembra avere già compreso tutto, mentre il cuore continua a rimanere ancorato a ciò che è stato.
“Eri” nasce infatti da una condizione emotiva fatta di contrasti: da una parte la consapevolezza adulta di riconoscere quando una situazione non può più avere un futuro, dall’altra il rimpianto e la difficoltà di accettare fino in fondo quella consapevolezza. Un cortocircuito sentimentale che Villa sceglie di raccontare senza filtri, affidandosi a una scrittura introspettiva.
A rendere particolare il brano è però soprattutto la scelta musicale. Lontano dalle tradizionali atmosfere della ballata malinconica, “Eri” si sviluppa infatti su un groove techno serrato e martellante, realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale.
Una scelta apparentemente distante dalla natura del testo, ma che diventa invece parte integrante del racconto emotivo. La cassa dritta e il ritmo incalzante sembrano trasformarsi nel battito accelerato di una persona che cerca di fare i conti con il proprio dolore. La musica spinge in avanti la sofferenza, trasformandola progressivamente in energia, movimento e, infine, in una sorta di liberazione.
È proprio questo contrasto tra il peso delle parole e l’energia della produzione a caratterizzare “Eri”, creando un equilibrio originale tra introspezione e dimensione elettronica.
Il progetto è accompagnato anche da un video ufficiale, nel quale il testo della canzone incontra una ricerca visiva intensa. Gli scatti fotografici realizzati dallo stesso Alessandro Villa si intrecciano con lo sguardo e la sensibilità della direzione artistica visiva, dando vita a un lavoro che prova a restituire per immagini le emozioni contenute nel brano.
Ne nasce un’opera corale e speculare, nella quale musica, fotografia e immagini dialogano tra loro, ampliando il significato della canzone e offrendo al pubblico una seconda chiave di lettura.
Con “Eri”, Alessandro Villa sceglie dunque di raccontare una delle esperienze emotive più universali: quella di sapere che qualcosa è finito e, nonostante questo, continuare a sentirne il peso. Un tema affrontato attraverso una formula musicale originale, dove il dolore non rimane immobile, ma si trasforma in ritmo e movimento.
Il nuovo brano è disponibile online e può essere ascoltato e visto attraverso il video ufficiale su YouTube al link: https://youtu.be/RYz1Qc-DEjA.
“Eri” diventa così il tentativo di trasformare il rimpianto in qualcosa di nuovo: una canzone, un’immagine, un ritmo che corre veloce e che, passo dopo passo, prova a lasciare andare ciò che il cuore ancora trattiene.

“Eri” nasce infatti da una condizione emotiva fatta di contrasti: da una parte la consapevolezza adulta di riconoscere quando una situazione non può più avere un futuro, dall’altra il rimpianto e la difficoltà di accettare fino in fondo quella consapevolezza. Un cortocircuito sentimentale che Villa sceglie di raccontare senza filtri, affidandosi a una scrittura introspettiva.
Alessandro Villa
A rendere particolare il brano è però soprattutto la scelta musicale. Lontano dalle tradizionali atmosfere della ballata malinconica, “Eri” si sviluppa infatti su un groove techno serrato e martellante, realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale.
Una scelta apparentemente distante dalla natura del testo, ma che diventa invece parte integrante del racconto emotivo. La cassa dritta e il ritmo incalzante sembrano trasformarsi nel battito accelerato di una persona che cerca di fare i conti con il proprio dolore. La musica spinge in avanti la sofferenza, trasformandola progressivamente in energia, movimento e, infine, in una sorta di liberazione.
È proprio questo contrasto tra il peso delle parole e l’energia della produzione a caratterizzare “Eri”, creando un equilibrio originale tra introspezione e dimensione elettronica.
Ne nasce un’opera corale e speculare, nella quale musica, fotografia e immagini dialogano tra loro, ampliando il significato della canzone e offrendo al pubblico una seconda chiave di lettura.
Con “Eri”, Alessandro Villa sceglie dunque di raccontare una delle esperienze emotive più universali: quella di sapere che qualcosa è finito e, nonostante questo, continuare a sentirne il peso. Un tema affrontato attraverso una formula musicale originale, dove il dolore non rimane immobile, ma si trasforma in ritmo e movimento.
“Eri” diventa così il tentativo di trasformare il rimpianto in qualcosa di nuovo: una canzone, un’immagine, un ritmo che corre veloce e che, passo dopo passo, prova a lasciare andare ciò che il cuore ancora trattiene.


















