Cibrone festeggia don Mario, sacerdote da ben 60 anni

Nell’ambito della quarantesima Sagra di Cibrone, ieri a Nibionno è stato ricordato il sessantesimo anniversario di sacerdozio di don Mario Carzaniga, che per tutta la sua vita ha dedicato tempo e passione alla Parrocchia e ai suoi fedeli.
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Per l'occasione, i festeggiamenti sono iniziati sin dalla mattina, con la Santa Messa, a cui don Mario ha invitato a partecipare tutti i chierichetti che hanno portato servizio alla Chiesa dal 1983 fino ad oggi. Hanno risposto in diversi, con la chiesa che si è così riempita di fedeli seduti accanto ai rappresentanti dell'amministrazione locale, tra cui in prima fila la sindaca Laura di Terlizzi.
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L’omelia del celebrante è ruotata attorno al Vangelo secondo Luca: "In quel tempo. Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «E apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure".
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Da queste parole, don Mario ha rivolto ai propri fedeli una riflessione sulla vita: "Lungo il cammino si presentano degli scogli da superare, degli ostacoli da affrontare, e in questi casi occorre chiedere al Signore di essere attenti, per poterci indirizzare nella giusta direzione. È indispensabile infatti essere in grado di individuare i nostri cammini e, allo stesso tempo, rispondere alle esigenze di giustizia e di pace necessarie. Questo passo del Vangelo si concentra sulle parole "sentire" e "parlare" e su quanto le persone spesso adoperino un ascoltare che non sente e un guardare che non vede, perché il loro cuore non è più disponibile ad accogliere la parola di Dio, ed è preoccupato solo di attaccare l'altro e di difendersi".

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Così il sacerdote ha voluto spingere la propria comunità a riflettere su quanto, nella vita, sia necessario a volte fare un passo indietro per poter vedere e ascoltare ciò che ci circonda senza pregiudizi o convinzioni a priori.
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"Il valore di una persona non sta nella sua forza fisica, ma nella capacità di esserci ancora per qualcuno, anche con passo lento o appoggiato a un bastone" l’ultimo messaggio di don Mario. L'applauso che ne è scaturito ha riempito lo spazio della Chiesa e i cuori dei presenti e la sua estensione ha provato quanto la comunità sia riconoscente per il suo servizio.
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La festa a Cibrone è poi proseguita con il pranzo conviviale e i fuochi in serata.

G.I.
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