Da Clooney a Boyle passando per Friend. Primo giorno ricco di emozioni e di incontri

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Il primo giorno della Mostra del cinema di Venezia è andato e devo dire che siamo già tutte stanchissime. A pensarci fa un po’ ridere, ma l’apertura richiede una quantità di energie che a quanto pare non erano sufficienti e così dobbiamo ricaricarci al più presto. Però ammettiamolo, gestire George Clooney, il premio Oscar Danny Boyle e un paio di ospiti a sorpresa non è una cosa facile, ma tempo al tempo che arrivo a raccontare tutto, fidatevi che qui c’è davvero molto da dire. 
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Il cast di Ink

La mia giornata è iniziata con la visione del primo film del festival che non poteva essere altro che “Ink”, la pellicola di apertura della Mostra. Danny Boyle, regista famoso per The Millionaire, ma soprattutto del leggendario “Trainspotting” ha deciso di raccontare la rivoluzione del quotidiano Sun avvenuta a partire dal 1969 grazie all’acquisizione da parte di Rupert Murdoch e la trasformazione in tabloid. La regia è come sempre impeccabile e la fotografia riporta direttamente ai giornali patinati degli anni Settanta tra scandali e notizie in esclusiva, ma ciò che maggiormente mi ha colpito è stata quella di non raccontare solo l’attività dei giornalisti come spesso accade nei film di questo genere. Boyle parla dell’intero processo dall’ideazione del numero fino alla stampa senza tralasciare le innumerevoli difficoltà affrontate nel corso di tutta la produzione. L’immagine che esce a fine visione è quella di un quotidiano che ha fatto letteralmente la storia, ma apre una finestra su una profonda sul ruolo del giornalismo e della capacità di capire quando fermarsi. Il giudizio complessivo è positivo, ma terminata la visione c’è stato davvero poco tempo per fare i nostri bilanci, era già il momento di incontrare le prime star. 
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Jo Squillo

Non poteva esserci miglior modo di inaugurare i nostri appostamenti in zona conferenze stampa se non con George Clooney, attore divo e soprattutto vincitore del Leone d’oro alla carriera. Come al suo solito non si è risparmiato con nessuno, foto e autografi con tutti, abbiamo avuto anche il tempo di una breve chiacchierata sul lago di Como e sulla bellezza della sponda di Lecco. Poi ecco il turno del cast di Ink con Guy Pearce, Claire Foy e Jack O’Connel, ma i miei occhi erano tutti per il regista Danny Boyle degnamente omaggiato dalla sottoscritta con la maglia di Trainspotting.
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L'incontro don Danny Boyle
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Con Matilde Gioili

Nonostante sia nata poco dopo la sua uscita, questo film mi ha sempre accompagnata tra frasi e racconti fino alla visione al secondo anno di liceo. Ora posso dire non solo di aver incontrato l’artefice di quel capolavoro ma anche di avere un poster con tanto di dedica. Gli incontri della giornata sono stati poi molteplici, ma vale la pena di citare quello con Rupert Friend, un attore bravissimo e non male anche come aspetto. 
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Con Rupert Friend
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Con Barbara Ronchi

Prima di parlare del red carpet di apertura è necessario fare una specifica: noi da anni abbiamo smesso di farli, basta accampamenti e ore sotto il sole, ci siamo solo per l’apertura e la chiusura giusto per mantenere la tradizione. Nei giorni scorsi tg e giornali hanno parlato di un ragazzo di Padova che era al carpet dal 29 agosto, un eroe o forse un pazzo, giudicate voi ma vi consegno un colpo di scena clamoroso: alcuni dei posti che ha tenuto erano per me e le mie amiche. Grazie all’impresa valorosa di Matteo abbiamo potuto assistere al carpet in prima linea ed ammirare Greta Scarano e Nicolas Maupas, rispettivamente madrina e padrino di questa edizione. Poi ecco le varie giurie con la presidente Maggie Gyllenhall, la “divina” Barbara Ronchi, il compositore Daniel Blumberg, ma anche qualche istituzione come il ministro alla cultura Alessandro Giuli e il governatore del Veneto Alberto Stefani.
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La giuria del concorso
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Il ministro Giuli

Finalmente ho potuto scambiare due parole con Guy Pearce, l’indimenticabile protagonista di “The Time Machine”, uno dei miei film preferiti (e traumatizzanti) della mia infanzia e anche scattare la tanto sperata foto. Riecco poi George Clooney con l’attrice Laura Dern pronta a consegnargli il Leone d’oro e tantissime sorprese. Quella più telefonata è stata quella di Jonathan Bailey, il visconte della serie “Bridgerton” e uomo più sexy dell’anno 2025, mentre la vera carrambata è stata quella di Carlos Sainz Jr., il pilota della Williams. 
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Jonathan Bailey

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Carlo Sainz

 Dopo le emozioni del carpet ci siamo fiondate in sala per chiudere alla grande per “too much sugar”, un film che attendevo a tal punto da convincere la mia amica alessia a venire con me alla proiezione. Descrivere esattamente cosa abbiamo visto è difficile, ma credo di aver vissuto un’esperienza quasi surreale che purtroppo difficilmente si ripeterà nei cinema italiani. Di base è la storia documentaria di un uomo dalla vita molto particolare, ma presto il suo ritratto si trasforma in una serie di film ideati da lui e poi dalla sua famiglia. Nel caso abbiate la possibilità vi consiglio assolutamente di recuperarvelo. 
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Claire Foy
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Guy Pearce

Mentre scrivo è già calata la notte sul Lido e siamo già tutte concentrate su giovedì che si prospetta essere la giornata (almeno per me) più importante dell’intero festival. Alla mostra è atteso il cast di Bucking Fastard guidato da Olando Bloom e Domnhall Gleeson, ma soprattutto il “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh. Vedrò entrambi film in sala con gli attori e se ne prospettano delle belle. Restate connessi. 
Giorgia Monguzzi
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