Il cinema a Venezia/3-4: la mostra prosegue con Bloom, Gleeson e Malkovich. Attesi gli Oasis e Robert Pattinson
Sembra quasi strano dirlo, ma nonostante la Mostra del Cinema di Venezia sia praticamente appena iniziata è già entrata dal vivo. Tanti film, tante star e un caldo che sta uccidendo tutti quanti, ma per fortuna abbiamo imparato a resistere. Ieri sono stata un po’ latitante, ma ho le mie motivazioni: quella di giovedì era la giornata che attendevo di più di tutto il festival ed è stata letteralmente come andare sulle montagne russe. Fino all’ora di pranzo non c’era nulla di buono all’orizzonte, tanta delusione per l’organizzazione e per i film visti, ma poi in modo totalmente folle la situazione si è ribaltata. Partiamo però con ordine perché qui sono tante le cose da raccontare.




“Wild Horse Nine” è un film pazzesco, un piccolo capolavoro che racconta il viaggio di due agenti della Cia sull’Isola di Pasqua poco prima del golpe di Pinochet in Cile, ma non è soltanto questo. E’ la storia di un’amicizia, di lealtà, di segreti e di tanto cuore, dialoghi pazzeschi e interpretazione da pelle d’oca, a fine proiezione eravamo tutti in lacrime, oltre 15 minuti di applausi. Quello che è successo dopo è stata un’allucinazione pazzesca che quasi faccio fatica a raccontare: mi sono trovata faccia a faccia con Leslie Bibb, e nel modo più surreale possibile abbiamo parlato del film che avevamo appena visto, delle emozioni e dell’interpretazione del compagno a cui, quando è arrivato accanto a lei, mi ha indicato dicendo “anche lei dice che sei stato bravissimo”. Follia su follia poco dopo ho visto Irene e Carlotta sotto shock e lì ho capito che era apparsa Phoebe. Nuovo incontro allucinante in cui è successo di tutto, vi dico solo che quando ha visto il nostro certificato di adozione è scoppiata a ridere e ora possiamo dire di essere state ufficialmente adottate. In tutto questo Martin che aveva appena presentato il suo film pazzesco e nonostante fosse richiesto da tutti, appena ci ha visto è venuto verso di noi per salutarci. Che dire, ora iniziamo a sperare per il Leone d’oro!
Credo di non aver smaltito l’emozione di quei momenti e sono sicura che mi resterà addosso a lungo. Intanto in questa terza giornata di festival ho già visto il film di Cedric Kahn al titolo “15/18”. La pellicola racconta le vicende nel reparto di psichiatria adolescenziale in un ospedale francese, premesse super interessanti, peccato che ad un certo punto si sia perso totalmente il filo. Il cast di giovani attori ha fatto una grandissima interpretazione soprattutto il ragazzo che interpreta il personaggio di Ulyses, glielo abbiamo detto e lui si è emozionato tantissimo. In mattinata nella zona conferenze abbiamo fatto una manciata di incontri come quello con il cast di Basics of Philosophy. Abbiamo salutato il regista Paul Schrader, gli attori Jack Huston, Sofia Boutella, Dana Delany (una delle interpreti dell’iconica serie “disperate housewife”) e il leggendario Bill Pullman che si è messo a scattarci delle foto per inviarle a suo figlio che era lì l’anno precedente.

Ora vi saluto, mi attende proprio la premiere di “the basics of Philosophy”, il nuovo film di Paul Schrader e sono curiosissima. La mente è già però anche a domani, al Lido sbarcheranno Robert Pattinson e gli Oasis e si prospetta una giornata caldissima in tutti i sensi.

Werner Herzog
Il mio secondo giorno di Venezia si è aperto con la visione di “Zoom in Zoom Out”, un film cinese che racconta la scomparsa di un game designer e i tentativi del suo coinquilino di rintracciarlo. Avevo tante aspettative per questa pellicola che concorreva per il premio della critica, ma sono tutte crollate perché dopo un inizio promettente, la storia ha perso ogni filo logico e presto anche la mia attenzione. La restante parte della mattinata non è andata molto meglio, il nostro appostamento tattico alle conferenze è stato un grande buco nell’acqua: Orlando Bloom, Domnhall Gleeson, John Malkovich, Sam Rockwell li abbiamo visti tutti da molto lontano e ci siamo dovuti accontentare solo di un saluto. Eravamo abbattute, ma presto la fortuna sarebbe girata dalla nostra parte. 
Orlando Bloom
Giusto il tempo di andare a casa e cambiarsi ed era già il tempo di andare alla premiere di “Bucking Fastard”, la nuova creazione di Werner Herzog. Arrivo subito al dunque perché qui c’è veramente poco da dire, il film è un disastro, per non dire un incubo. Kate e Rooney Mara interpretano due sorelle totalmente in simbiosi l’una con l’altra, parlano e si muovono all’unisono e a quanto pare hanno anche delle visioni. Uso il “a quanto pare” perché della pellicola si capisce poco o nulla e una vera storia non esiste nemmeno. E’ stato però emozionante poter vedere la proiezione con tutto il cast in sala e soprattutto poter finalmente incontrare Orlando Bloom, l’indimenticabile Will Turner del film pirati dei Caraibi. La me bambina ne è stata felicissima. 
Jack Huston
A film terminato sono uscita di corsa della sala, la mia mente era altrove ed era già indirizzata su Wild Horse Nine, il film che spettavo più in assoluto dell’intero festival. Oltre alla pellicola in sé io ero interessata a tutto quello che c’era intorno e non ero la sola, al mio fianco ci sarebbe stata anche la mia amica Irene che era già posizionata per prendere i posti migliori alla transenna. Prima però bisogna fare una premessa e anche bella lunga: il regista Martin McDonagh è il mio sceneggiatore preferito, molti lo conosceranno per il celebre “i tre manifesti ad ebbing Missouri”, io l’avevo incontrato per la prima volta nel 2022 per la premiere de “gli spiriti dell’isola”. In quell’occasione Irene ed io avevamo un cartello molto particolare dedicato a lui e alla compagna Phoebe Waller Bridge che gli era rimasto impresso a tal punto da riconoscerci a Cannes nel maggio successivo. Con lui abbiamo avuto modo di parlare tantissimo non solo dei suoi lavori, ma del cinema in generale ed è stato creato un finto certificato di adozione per me e la mia amica Irene pronto per essere firmato sia da lui che dalla sua compagna, la creatrice di Fleabag di cui siamo entrambe ossessionate. Film diretto da Martin significava per noi non solo la sua presenza, ma anche quella di Phoebe, in più io avevo un ulteriore carico da novanta: la compagna di Sam Rockwell, il protagonista del film, è Leslie Bibb, una delle mie attrici preferite. Ve la faccio semplice, speravamo in un’apparizione di entrambe e alla fine è successo sul serio!
“Wild Horse Nine” è un film pazzesco, un piccolo capolavoro che racconta il viaggio di due agenti della Cia sull’Isola di Pasqua poco prima del golpe di Pinochet in Cile, ma non è soltanto questo. E’ la storia di un’amicizia, di lealtà, di segreti e di tanto cuore, dialoghi pazzeschi e interpretazione da pelle d’oca, a fine proiezione eravamo tutti in lacrime, oltre 15 minuti di applausi. Quello che è successo dopo è stata un’allucinazione pazzesca che quasi faccio fatica a raccontare: mi sono trovata faccia a faccia con Leslie Bibb, e nel modo più surreale possibile abbiamo parlato del film che avevamo appena visto, delle emozioni e dell’interpretazione del compagno a cui, quando è arrivato accanto a lei, mi ha indicato dicendo “anche lei dice che sei stato bravissimo”. Follia su follia poco dopo ho visto Irene e Carlotta sotto shock e lì ho capito che era apparsa Phoebe. Nuovo incontro allucinante in cui è successo di tutto, vi dico solo che quando ha visto il nostro certificato di adozione è scoppiata a ridere e ora possiamo dire di essere state ufficialmente adottate. In tutto questo Martin che aveva appena presentato il suo film pazzesco e nonostante fosse richiesto da tutti, appena ci ha visto è venuto verso di noi per salutarci. Che dire, ora iniziamo a sperare per il Leone d’oro!

Ora vi saluto, mi attende proprio la premiere di “the basics of Philosophy”, il nuovo film di Paul Schrader e sono curiosissima. La mente è già però anche a domani, al Lido sbarcheranno Robert Pattinson e gli Oasis e si prospetta una giornata caldissima in tutti i sensi.
Giorgia Monguzzi



















