L'associazione 5Rzerosprechi si racconta: storia ed obiettivi

L’associazione 5Rzerosprechi porta in Brianza il format ''Ecoeventi Si può''. Marco Migliorati ed Emanuele Ballini ne hanno parlato con un’associazione dolzaghese, immaginando feste più sostenibili, inclusive e capaci di lasciare sul territorio qualcosa in più dei rifiuti.
La scena non è quella di una sala conferenze, ma di un paese che vuole continuare a stare insieme. Dolzago, poco più di 2.500 abitanti, le sue associazioni, le feste, le iniziative per bambini, le giornate all’aperto e quella voglia — sempre più difficile da custodire — di tenere viva una comunità.

È da qui che è partita la conversazione tra la rappresentante di una delle numerose associazioni dolzaghesi e due esponenti dell’associazione 5R, Marco Migliorati, co-fondatore e coordinatori progetti; ed Emanuele Ballini, vicepresidente. Al centro della chiacchierata, il format ''Ecoeventi Si può'': un progetto nato per cambiare il modo in cui si organizzano sagre, manifestazioni sportive e appuntamenti pubblici.
Non soltanto raccogliendo meglio i rifiuti, ma imparando a produrne meno.
''L’obiettivo non è fermarsi alla raccolta differenziata - ha spiegato Emanuele Ballini, residente a Barzago - dopo anni di lavoro vogliamo concentrarci sulla prevenzione: il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto''.
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Emanuele Ballini col figlio
La storia di 5R zerosprechi comincia dalla volontà di contrastare lo spreco e trasformare la sostenibilità in qualcosa di concreto, replicabile e alla portata di tutti. Marco Migliorati ha raccontato la nascita dell’associazione con lui ed altri collaboratori;  e il ruolo avuto da Ballini fin dalle prime fasi.
Emanuele, professionista nel settore dei rifiuti, si è avvicinato al progetto nel 2019, inizialmente per curiosità e poi con la convinzione che fosse necessario fare qualcosa di più. ''La nascita di mio figlio è stata ed è ancora, il motivo che mi dà la forza e la convinzione necessarie'' esordisce. Non solo parlare di ambiente, ma costruire occasioni in cui le persone potessero sperimentare un modo diverso di vivere gli eventi.

''L’associazione nasce a Brescia, mia terra d’origine, ma in seguito al mio trasferimento in Brianza per motivi personali, ho sentito la volontà di farla conoscere anche qui, in questi piccoli paesi dove vedo sempre molte feste ed iniziative'' ci racconta Ballini.

E così, semplicemente girando per sagre, feste o parlando con le persone al parco, Emanuele racconta con entusiasmo tutto ciò che la sua associazione organizza, in modo completamente gratuito e senza chiedere nulla in cambio se non la promessa del mantenimento delle buone abitudine imparate nel corso degli eventi.
''Lo zero sprechi non riguarda soltanto i materiali - ha ricordato Migliorati - si possono sprecare anche il tempo, le energie e la vita delle persone''.

Da questa visione è nato anche ''Integra Ambiente'': un progetto che unisce le questioni ambientali al sostegno delle persone con fragilità o disabilità. Un legame fondamentale per l’associazione: la sostenibilità, secondo 5R, non può essere separata dall’inclusione sociale.

A rendere ancora più significativo il progetto è la gestione degli Ecopoint, punti di smistamento dei rifiuti all’interno di eventi, affidata anche a persone con fragilità opportunamente formate, grazie alla collaborazione con associazioni che si occupano di disabilità. Non semplici addetti alla raccolta, ma veri educatori capaci di spiegare al pubblico dove conferire i materiali e perché.

Il format ''Ecoeventi Si può'' non propone ricette astratte. Il gruppo affianca direttamente chi organizza la manifestazione, studiando soluzioni adatte alle dimensioni e alle caratteristiche dell’evento.
Per una festa da cento o duecento persone, ad esempio, possono essere utilizzate stoviglie lavabili personali. Per appuntamenti più grandi si può ricorrere a servizi di noleggio, raccolta e lavaggio. Il sistema è già stato sperimentato con enorme successo.
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Marco Migliorati
Anche il bicchiere può diventare parte della storia: riutilizzabile, con una cauzione di due euro, da restituire oppure conservare come ricordo. Una soluzione già apprezzata durante eventi sportivi come il Cross Country Camp e utilizzata al Nina Festival di Brescia.
''La sostenibilità funziona quando è semplice e quando le persone capiscono il perché delle scelte'' ha sottolineato Ballini.

Il risultato va oltre il corretto smaltimento. Chi partecipa alla festa si trova a riflettere sulle proprie abitudini, magari scoprendo che differenziare correttamente non è sempre così scontato.
Durante l’incontro si è parlato anche del ''Riciclo Quiz'', un gioco utilizzato nelle scuole e nei parchi per insegnare a riconoscere i materiali e a ridurre gli sprechi. Ma la parte più interessante è forse quella che arriva dopo la risposta giusta: la proposta di alternative concrete.Una spugna vegetale di luffa al posto di una sintetica. I semi da portare a casa e coltivare. Le pastiglie di dentifricio. Le stoviglie riutilizzabili. I contenitori personali per acquistare gli alimenti. Le macchine da caffè con i grani per evitare le cialde.
Piccoli gesti, apparentemente modesti, che possono cambiare il modo in cui una comunità consuma.
''Non possiamo chiedere agli altri di cambiare se non siamo disposti a cambiare anche noi'' ha osservato Migliorati, richiamando il valore della coerenza personale.

In Brianza esistono già molte esperienze di volontariato che hanno tra i loro obiettivi anche il benessere dell’ambiente come la Protezione Civile ANA del gruppo Alpini, impegnata in giornate di pulizia del verde e dei corsi d’acqua, anche con il coinvolgimento delle scuole elementari e quelle dell’infanzia, ma ''raccogliere i rifiuti 2 o 3 volte all’anno, anche se onorevole, non è sufficiente - ribadisce Ballini - una giornata di pulizia non deve limitarsi al decoro urbano. Bisogna capire da dove arrivano quei rifiuti e quali alternative possiamo costruire''.

La pulizia diventa così un punto di partenza, non il traguardo.
Tra i progetti guida di questo concetto raccontati da Migliorati c’è ''Bosco Futuro'' una ex discarica trasformata in bosco didattico. Le piante vengono irrigate con l’acqua piovana raccolta nelle cisterne, senza ricorrere alla rete idrica.

Ma il bosco non è soltanto un progetto ambientale. È anche un luogo di incontro: le persone si ritrovano per occuparsi delle piante, portare l’acqua, lavorare insieme e condividere tempo.
Una storia approdata anche in televisione, con un servizio di circa cinque minuti nella trasmissione ''E Planet'' di Italia 1, la scorsa domenica 30 agosto.

Un’altra iniziativa, “Terre Rare”, raccoglie invece cellulari e tablet non più riparabili. Dal 2022 sono stati recuperati circa 400 chilogrammi di dispositivi, dai quali si stima di poter estrarre 12-13 chilogrammi di terre rare. Il progetto, realizzato con il Jane Goodall Institute, sostiene un orfanotrofio in Tanzania.
Ballini e Migliorati, pur essendo in costante ricerca di sostenitori e collaboratori, sono però molto chiari su un punto: darsi un codice etico rigoroso. “Non tutti i finanziatori sono compatibili con i valori dell’associazione e alcune offerte economiche sono state rifiutate proprio per evitare contraddizioni” affermano i due volti dell’associazione. 

L’associazione preferisce collaborare con realtà considerate coerenti con il proprio percorso, valutando con attenzione anche il comportamento delle banche e delle aziende sostenitrici.
Una posizione scomoda, ma necessaria per chi vuole parlare di ambiente senza trasformarlo in una parola di moda.

Emanuele Ballini resta comunque aperto all’ascolto di ogni associazione, persona o istituzione che abbia la concreta voglia di migliorarsi e rendersi ''sostenibile'' per il benessere del proprio paese e del pianeta, soprattutto considerando che “stiamo lasciando ai nostri figli un mondo pieno di rifiuti, dove esistono alternative sostenibili ed efficaci, ma che non sono ancora conosciute” conclude. 
Il confronto si è chiuso con una decisione concreta: un’associazione di Dolzago raccoglierà alcune date disponibili per permettere ad Emanuele Ballini di presentare e proporre il funzionamento del format, mentre Marco Migliorati invierà la documentazione sui principali progetti di 5R.
L’idea è organizzare durante l’inverno un incontro di circa trenta minuti, seguito da un confronto con il pubblico. Non una lezione, ma l’inizio di un percorso condivisibile, poi, con altre realtà associative del paese e di tutto il circondario.

Perché una festa sostenibile non si misura soltanto dai sacchi pieni a fine serata. Si misura dalle stoviglie che non diventano usa e getta, dai bicchieri che tornano sul tavolo, dai bambini che imparano giocando, dalle persone fragili che diventano protagoniste e da una comunità che si domanda, prima di acquistare o buttare: “possiamo farne a meno?”.
A Dolzago, la risposta potrebbe cominciare proprio da una bella storia da raccontare insieme…

Chi volesse saperne di più, può consultare il sito www.5rzerosprechi.it 
V.T.
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