Cremella, rogo di Via Sessa: davanti al giudice il presunto responsabile e le parti civili

A quasi un anno di distanza dal devastante rogo che il 22 settembre dello scorso anno aveva coinvolto una palazzina residenziale di Cremella, della vicenda si è discusso stamani in Tribunale a Lecco. Al cospetto del giudice Gianluca Piantadosi si è svolta infatti l'udienza preliminare a carico dell'unico imputato, un 63enne domiciliato a Lecco (seppur residente fuori provincia) ritenuto responsabile del rogo, di natura dolosa.
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Le indagini affidate ai Carabinieri del comando provinciale di Lecco, coordinate dalla Procura della Repubblica, avevano consentito negli scorsi mesi, di stringere il cerchio (anche grazie al sistema di videosorveglianza comunale) intorno a colui che in piena notte – stando alle contestazioni a suo carico - avrebbe raggiunto Via Sessa, nel cuore del paese, scagliando una sorta di molotov all'indirizzo della palazzina.
In poco tempo le fiamme avevano avvolto non soltanto la copertura, ma intere parti dell'edificio residenziale confinante con gli alloggi comunali di Via Sessa e la sede della biblioteca: decine le chiamate al 112, con l'immediata attivazione della macchina dei soccorsi.
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In posto si erano portate diverse squadre di pompieri da Lecco e dai distaccamenti limitrofi; mentre gli occupanti della struttura scenario dell'incendio -e di alcune residenze limitrofe - venivano sfollati, i pompieri erano entrati subito in azione, cercando di domare le fiamme. 
Operazioni non semplici a livello logistico tenendo conto delle strade strette e degli spazi angusti di cui si compone il centro cremellese; i Vigili del Fuoco – seppur a fatica - erano riusciti comunque ad avere la meglio sul rogo e a mettere in sicurezza alcune parti dell'edificio.
Una dozzina le persone affidate alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto: due residenti erano stati ospedalizzati in codice rosso al Manzoni di Lecco e al San Gerardo di Monza, mentre un pompiere, colpito da una tegola durante le operazioni di contenimento del rogo. In osservazione anche una mamma con il proprio bambino di 4 anni, per le conseguenze del fumo inalato. 
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Anche l'Amministrazione comunale – con il sindaco Cristina Brusadelli e il vice Marco Testori – aveva allestito un presidio in aula civica per fornire provvisoriamente un riparo ai coinvolti, italiani e stranieri, molti dei quali risiedevano in quel contesto da diversi anni.
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Ancora oggi, a quasi un anno dall'accaduto, non tutte le famiglie hanno potuto rientrare nelle proprie abitazioni; gran parte dell'edificio aveva riportato conseguenze strutturali pesanti, fra tetto collassato e solette danneggiate. Per altri invece i danni erano risultati di minore entità, ma comunque significativi. I proprietari di un paio di alloggi coinvolti nel rogo in maniera più pesante, sono ancora in attesa di riappropriarsi dei propri spazi.
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In quelle ore intrise di paura e tensione, oltre ai Carabinieri del comando provinciale di Lecco, era stato attivato anche il Nucleo Investigativo Antincendi della Direzione Regionale Vigili del Fuoco della Lombardia per svolgere le indagini necessarie. Stabilita la causa, si è proceduto nelle attività finalizzate ad individuare il presunto autore. 
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Tornando all'udienza odierna, l'imputato - tramite il proprio difensore - ha chiesto di avvalersi del rito abbreviato e di rendere spontanee dichiarazioni. Lo farà la prossima udienza, in programma il 18 novembre prossimo, quando fornirà la propria versione sull'accaduto e sulle contestazioni mosse a suo carico dalle autorità: incendio, strage, lesioni personali, con l'aggravante di aver commesso il fatto mediante l'uso di un'arma e di aver cagionato lesioni con prognosi di guarigione superiore a 40 giorni. Poi, se ce ne sarà il tempo, si procederà con la discussione e dunque con le richieste da parte della Procura (rappresentata quest'oggi dal PM Chiara Stoppioni).
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Formalizzata stamani anche la costituzione, quali parti civili del procedimento, di una decina di persone, vale a dire i residenti della palazzina, rappresentati dai rispettivi legali.
G.C.
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