Israele e i media

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Questo scrivevo venerdì 4 settembre:

Che in passato spesso la gran parte dei media avesse tenuto nei confronti di Israele di Netanyahu, come degli Usa di Trump, un comportamento di quasi riverenza se non di servilismo variamente ammantato è cosa evidente ormai a tutti.

Poche e coraggiose voci avevano saputo adeguatamente rappresentare la vergogna genocidaria non solo della banda del criminale premier, con tanto di mandato d'arresto sul capo, ma purtroppo della gran parte del suo popolo. Oggi, che le cose si sono sempre più disvelate per quello che sono, guarda caso si stanno moltiplicando le denunce mediatiche.

Diciamo pure che se ci sono state un po' interessate “conversioni” alcune voci libere sono state invece strumentalmente zittite, almeno viste le quasi azzerate presenze in tv (come quelle ad esempio della coraggiosa relatrice speciale dell'Onu Francesca Albanese), ma per fortuna permangono squarci di documentata e assai scomoda verità.

Uno di questi mi sembra quanto trasmesso recentemente durante la trasmissione di La7 “In Onda” e che qui sottopongo all'attenzione di tutti (dal minutaggio 1h 05' a 1h 37'). Poco più di mezzora di crude ed appassionate testimonianze e considerazioni di un gruppo di giornaliste che ben conoscono quella inumana realtà israelo-palestinese. In particolare spicca la sofferta e coraggiosa denuncia della giornalista di Haaretz, noto quotidiano israeliano, che senza infingimenti o ipocriti giri di parole illustra l'impietosa situazione del proprio Paese rivelando le responsabilità soprattutto della sua classe dirigente ma anche i reali aspetti che determinano l'attualità ma soprattutto l'immediato futuro. Come pure denuncia l'inoperosa ipocrisia costituita dalle dichiarazioni di pura facciata dell'establishment Usa, i veri sostenitori della banda Netanyahu, come di quella Europea.

Un documento imperdibile per chi ha realmente a cuore le sorti non solo di quelle insanguinate terre e non si rassegna al suo perpetrarsi. Anche perché tutto ciò costituisce un micidiale banco di prova della tenuta di qualsiasi regola di giusta convivenza planetaria.

Un monito che ci riguarda tutti.

https://www.la7.it/in-onda/rivedila7/in-onda-25-08-2026-655352


Ripeto, era questo che scrivevo venerdì 4 settembre.

Sono passati pochi giorni e si ha una volta in più la dimostrazione plastica di come i media siano determinanti nella formazione delle convinzioni dell'opinione pubblica e di quello che poi costituisce ciò che viene definito dagli esperti l' “immaginario collettivo”.

Sempre nel campo delle valutazioni storiche del sempre più irriconoscibile Israele d'oggi e soprattutto della sua leadership ecco che Hareetz ha anticipato i contenuti di un libro inchiesta di due giornalisti israeliani che documenta in modo dettagliato la conoscenza preventiva da parte di Netanyahu del rischio dell'azione terroristica di Hamas svoltasi poi l'8 ottobre https://www.corriere.it/esteri/26_settembre_08/netanyahu-hamas-7-ottobre-emirati-2554f132-3180-496e-9023-613ec4730xlk.shtml.


Netanyahu cerca al solito di negare liquidando il tutto con un semplice quanto patetico, se non fosse orribile, “menzogne” ma si conferma sempre più quello che da tempo trapelava. e cioè che lui, pur essendo stato più volte informato sulla preparazione da parte di Hamas di una grande offensiva terroristica nella striscia di Gaza non avesse fatto nulla. Addirittura non avrebbe riferito agli organismi preposti una telefonata di 45 minuti ricevuta sullo stesso tema da un preoccupato emiro degli Emirati Uniti una settimana prima del 7 Ottobre.

Oltre ad ogni altra tragica connessa considerazione si può certamente dire che ben al di là di identità e appartenenze nazionalistiche esistono uomini, in questo caso giornalisti, che fanno della ricerca del Giusto e del Vero la loro stella polare.

Ma la Collettività, spesso mal rappresentata dai propri esponenti politici e istituzionali, saprà mettere a doveroso frutto queste ineludibili conoscenze?
Germano Bosisio
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