Missaglia: ''chiediamo solo un luogo dove riunirci''. Appello di alcuni giovani al Comune

La convivenza con i residenti non è mai stata semplice e anche in questa estate che sta per volgere al termine, non sono mancati attimi di tensione, tanto da spingere alcuni missagliesi a ''unire le forze'', promuovendo una raccolta firme, protocollata poi in municipio e trasmessa per conoscenza anche alle forze dell'ordine. 
Schiamazzi tali da impedire il sonno ed episodi di inciviltà nei confronti anche della cosa pubblica, hanno reso invivibili molte serate (e nottate) in Piazza Libertà, dove un gruppo di giovani è solito riunirsi, sfruttando le gradinate della Basilica di San Vittore o le aree limitrofe, a poca distanza in effetti, da una serie di palazzine residenziali. 
Lo stesso sindaco Paolo Redaelli è intervenuto più volte, invitando i ragazzi al rispetto nei confronti del vicinato e qualche passaggio lo hanno fatto pure ai Carabinieri. Ad oggi tuttavia il problema resta, tanto che proprio in questi giorni in Comune si sono presentati alcuni firmatari della petizione (che ha raccolto una ventina di firme ndr), rappresentando di nuovo all'Amministrazione la propria esasperazione, ormai alle stelle. Il problema tra l'altro non riguarda soltanto il centro storico, dunque la Piazza, ma anche altre aree del paese: dall'area sportiva di Via Cantù a Contra, alla zona di Palazzina Teodolinda. Anche qui il sindaco si è trovato a dover intervenire personalmente per placare urla e chiedere ai giovani di non utilizzare più la strada per ospitare partite di calcio in notturna. 
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Piazza Libertà in un'immagine d'archivio

In questo quadro difficile, a prendere la parola sono i ragazzi. Attraverso una lettera indirizzata al nostro giornale nella quale effettivamente si evince una presa di coscienza rispetto alla problematica, gli autori evidenziano la mancanza di spazi di aggregazione in paese destinati proprio alle giovani generazioni. Un'assenza che li porterebbe dunque a riunirsi nelle piazze, condividendo qualche momento di socialità, che tuttavia spesso mal si concilia con il diritto al riposo dei residenti.
'' Vorremmo che il Comune aprisse un confronto con i giovani del territorio per individuare uno spazio adatto dove poterci incontrare in modo responsabile, senza disturbare i residenti e senza sentirci costantemente indesiderati. Potrebbe trattarsi di un’area attrezzata, di uno spazio pubblico dedicato, di un centro giovanile o di qualsiasi altra soluzione che permetta ai ragazzi di avere un punto di riferimento'' spiegano i ragazzi nella lettera che pubblichiamo di seguito nella versione integrale. Lo spazio, come al solito, resta a disposizione per eventuali contributi sul tema:
Gentile Redazione, 

scrivo a nome di un gruppo di ragazzi di Missaglia per raccontare una situazione che viviamo da tempo e che, secondo noi, merita attenzione.
Come molti giovani del paese, cerchiamo semplicemente un luogo dove incontrarci, parlare, stare insieme e trascorrere qualche ora fuori casa. Non tutti hanno la possibilità di frequentare bar o locali ogni sera, e spesso gli spazi pubblici rappresentano l’unica alternativa accessibile.
Negli ultimi giorni, mentre eravamo riuniti in gruppo nei pressi della chiesa, sono intervenute le forze dell’ordine a seguito di alcune segnalazioni. Ci sono stati chiesti i nostri dati personali e i contatti dei nostri genitori.
Comprendiamo che i residenti abbiano diritto alla tranquillità e che le forze dell’ordine debbano verificare eventuali segnalazioni. Non contestiamo il loro lavoro.
Quello che ci chiediamo, però, è dove dovrebbero andare i ragazzi quando desiderano semplicemente stare insieme.
A Missaglia gli spazi di aggregazione per i giovani sono pochi e spesso non esistono luoghi pensati appositamente per chi vuole incontrarsi senza arrecare disturbo a nessuno. Molti adulti lamentano la presenza dei ragazzi nelle piazze, nei parcheggi o davanti alla chiesa. Tuttavia, se non vengono offerte alternative concrete, è inevitabile che i giovani si ritrovino negli unici spazi disponibili. Il problema non dovrebbe essere visto soltanto come una questione di ordine pubblico, ma anche come una questione sociale e comunitaria.
Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente di essere ascoltati. Vorremmo che il Comune aprisse un confronto con i giovani del territorio per individuare uno spazio adatto dove poterci incontrare in modo responsabile, senza disturbare i residenti e senza sentirci costantemente indesiderati. Potrebbe trattarsi di un’area attrezzata, di uno spazio pubblico dedicato, di un centro giovanile o di qualsiasi altra soluzione che permetta ai ragazzi di avere un punto di riferimento. Crediamo che investire nei luoghi di aggregazione significhi investire nel benessere dei giovani e nella qualità della vita dell’intera comunità.
Siamo cittadini di Missaglia quanto chiunque altro. Amiamo il nostro paese e vogliamo viverlo nel rispetto delle regole e delle persone.
Per questo speriamo che questa lettera possa aprire una riflessione costruttiva e portare a un dialogo tra istituzioni, residenti e giovani.
Ringraziamo la redazione per l’attenzione e auspichiamo che il Comune possa prendere in considerazione questa richiesta. 

Cordiali saluti, 

Un gruppo di ragazzi di Missaglia 
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