Tariffe Trenord in aumento, GD: penalizzati i pendolari
Da oggi in Lombardia aumentano nuovamente i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti ferroviari perché la Giunta regionale di centrodestra ha approvato un incremento delle tariffe di Trenord del 3,889%, che va a sommarsi agli aumenti già introdotti negli ultimi anni. Tra gli abbonamenti interessati, ''Io Viaggio Ovunque in Lombardia'' che passa da €116 a €118 al mese.
Per i Giovani Democratici della Lombardia si tratta di una scelta sbagliata, che scarica ancora una volta sui pendolari il costo dell’inflazione senza che, a fronte dell’aumento dei prezzi, corrisponda un adeguato miglioramento del servizio.
''Per gli studenti e i giovani della nostra provincia, questo aumento è l'ennesimo schiaffo al diritto allo studio e all'autonomia – sottolinea Elena Lo Monte, segretaria provinciale dei Giovani Democratici di Lecco –. Mentre a parole si parla di transizione ecologica e supporto alle nuove generazioni, nei fatti la Regione trasforma il trasporto pubblico in un bene di lusso. Studiare o fare i primi passi nel mondo del lavoro non può significare subire un salasso mensile per viaggiare su treni perennemente in ritardo o di facile e sovente cancellazione. La Giunta regionale sta ipotecando il futuro dei giovani: non siamo disposti a pagare il conto della loro totale incapacità di gestire il servizio ferroviario''.
''È l’ennesimo costo lievitato che viene fatto pagare direttamente a chi ogni giorno prende un treno per andare a scuola, all’università o al lavoro'' – dichiara Pietro Radaelli, segretario regionale dei Giovani Democratici della Lombardia –''La Regione aumenta le tariffe, ma i pendolari continuano a fare i conti con ritardi, cancellazioni e disservizi. Si chiede ai cittadini di pagare di più, ma prima o poi dovrebbero pensare a garantire loro un servizio decente. Non può essere sempre chi utilizza il trasporto pubblico a pagare il conto delle inefficienze del sistema''.
A preoccupare i Giovani Democratici è anche l’assenza di una vera politica regionale di agevolazioni per studenti e giovani e di forme di sostegno legate alla condizione economica. L’abbonamento “Io Viaggio Ovunque in Lombardia” raggiunge da oggi i 118 euro al mese, una cifra significativa soprattutto per chi studia o si affaccia al mondo del lavoro, specie in relazione al costo che analoghi abbonamenti hanno in altre regioni d’Italia.
''Il trasporto pubblico dovrebbe essere uno strumento di uguaglianza e di mobilità sociale, non una spesa sempre più pesante per chi lo utilizza'' – aggiunge Mattia Provani, responsabile Trasporti dei Giovani Democratici della Lombardia – ''In Lombardia manca una politica seria per rendere il trasporto pubblico più accessibile a studenti, giovani e famiglie con redditi più bassi. E mentre altre Regioni sperimentano forme di sostegno sempre più incisive, qui continuiamo ad aumentare il costo degli abbonamenti''.
La decisione della Giunta presenta inoltre un ulteriore elemento di contraddizione politica. Nel gennaio scorso il Consiglio regionale aveva infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico che impegnava la Giunta e l’assessore ai Trasporti Franco Lucente a mantenere le tariffe dei titoli di viaggio invariate fino alla fine del 2027. L’impegno era stato approvato in maniera trasversale.
''È particolarmente grave che la Giunta consenta oggi di aumentare le tariffe dopo che il Consiglio regionale, con un voto unanime che comprendeva anche le forze di maggioranza, aveva chiesto di mantenerle invariate fino al 2027 – prosegue Radaelli –. Ci chiediamo che valore abbiano gli impegni votati dal Consiglio regionale se la Giunta può decidere di ignorarli pochi mesi dopo. La maggioranza lombarda deve spiegare ai pendolari perché ha votato una cosa in Aula e ne sta facendo un’altra nei fatti''.
I Giovani Democratici contestano inoltre il richiamo, contenuto nella delibera regionale, ai risultati di un’indagine sulla soddisfazione degli utenti come elemento a sostegno della decisione. Una scelta che appare difficilmente conciliabile con l’esperienza quotidiana di tanti cittadini alle prese con ritardi, cancellazioni e problemi di comunicazione.
''Non si può chiedere ai pendolari di pagare di più e contemporaneamente raccontare loro che il problema non esiste – sottolinea Provani –. La Regione dovrebbe partire dall’esperienza quotidiana di chi prende il treno, non da una narrazione del servizio che troppo spesso non corrisponde alla realtà vissuta sulle banchine''.
Per i Giovani Democratici della Lombardia, dunque, quella sui trasporti non è una battaglia destinata a esaurirsi con l’entrata in vigore dei nuovi prezzi.
''Da oggi i prezzi aumentano, ma la nostra battaglia non finisce qui – conclude Radaelli –. Continueremo a chiedere alla Regione di investire sul trasporto pubblico, di rendere gli abbonamenti più accessibili per giovani e famiglie e soprattutto di pretendere da Trenord un servizio all’altezza di chi ogni giorno lo paga e lo utilizza. Vogliamo una Lombardia nella quale prendere il treno per studiare o lavorare non sia una scelta di serie B e non diventi ogni anno più costoso''.
I Giovani Democratici della Lombardia continueranno quindi a monitorare la situazione del trasporto ferroviario regionale e a promuovere iniziative politiche per chiedere alla Regione maggiore rispetto verso pendolari, studenti e lavoratori.
Per i Giovani Democratici della Lombardia si tratta di una scelta sbagliata, che scarica ancora una volta sui pendolari il costo dell’inflazione senza che, a fronte dell’aumento dei prezzi, corrisponda un adeguato miglioramento del servizio.
''Per gli studenti e i giovani della nostra provincia, questo aumento è l'ennesimo schiaffo al diritto allo studio e all'autonomia – sottolinea Elena Lo Monte, segretaria provinciale dei Giovani Democratici di Lecco –. Mentre a parole si parla di transizione ecologica e supporto alle nuove generazioni, nei fatti la Regione trasforma il trasporto pubblico in un bene di lusso. Studiare o fare i primi passi nel mondo del lavoro non può significare subire un salasso mensile per viaggiare su treni perennemente in ritardo o di facile e sovente cancellazione. La Giunta regionale sta ipotecando il futuro dei giovani: non siamo disposti a pagare il conto della loro totale incapacità di gestire il servizio ferroviario''.
''È l’ennesimo costo lievitato che viene fatto pagare direttamente a chi ogni giorno prende un treno per andare a scuola, all’università o al lavoro'' – dichiara Pietro Radaelli, segretario regionale dei Giovani Democratici della Lombardia –''La Regione aumenta le tariffe, ma i pendolari continuano a fare i conti con ritardi, cancellazioni e disservizi. Si chiede ai cittadini di pagare di più, ma prima o poi dovrebbero pensare a garantire loro un servizio decente. Non può essere sempre chi utilizza il trasporto pubblico a pagare il conto delle inefficienze del sistema''.
A preoccupare i Giovani Democratici è anche l’assenza di una vera politica regionale di agevolazioni per studenti e giovani e di forme di sostegno legate alla condizione economica. L’abbonamento “Io Viaggio Ovunque in Lombardia” raggiunge da oggi i 118 euro al mese, una cifra significativa soprattutto per chi studia o si affaccia al mondo del lavoro, specie in relazione al costo che analoghi abbonamenti hanno in altre regioni d’Italia.
''Il trasporto pubblico dovrebbe essere uno strumento di uguaglianza e di mobilità sociale, non una spesa sempre più pesante per chi lo utilizza'' – aggiunge Mattia Provani, responsabile Trasporti dei Giovani Democratici della Lombardia – ''In Lombardia manca una politica seria per rendere il trasporto pubblico più accessibile a studenti, giovani e famiglie con redditi più bassi. E mentre altre Regioni sperimentano forme di sostegno sempre più incisive, qui continuiamo ad aumentare il costo degli abbonamenti''.
La decisione della Giunta presenta inoltre un ulteriore elemento di contraddizione politica. Nel gennaio scorso il Consiglio regionale aveva infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico che impegnava la Giunta e l’assessore ai Trasporti Franco Lucente a mantenere le tariffe dei titoli di viaggio invariate fino alla fine del 2027. L’impegno era stato approvato in maniera trasversale.
''È particolarmente grave che la Giunta consenta oggi di aumentare le tariffe dopo che il Consiglio regionale, con un voto unanime che comprendeva anche le forze di maggioranza, aveva chiesto di mantenerle invariate fino al 2027 – prosegue Radaelli –. Ci chiediamo che valore abbiano gli impegni votati dal Consiglio regionale se la Giunta può decidere di ignorarli pochi mesi dopo. La maggioranza lombarda deve spiegare ai pendolari perché ha votato una cosa in Aula e ne sta facendo un’altra nei fatti''.
I Giovani Democratici contestano inoltre il richiamo, contenuto nella delibera regionale, ai risultati di un’indagine sulla soddisfazione degli utenti come elemento a sostegno della decisione. Una scelta che appare difficilmente conciliabile con l’esperienza quotidiana di tanti cittadini alle prese con ritardi, cancellazioni e problemi di comunicazione.
''Non si può chiedere ai pendolari di pagare di più e contemporaneamente raccontare loro che il problema non esiste – sottolinea Provani –. La Regione dovrebbe partire dall’esperienza quotidiana di chi prende il treno, non da una narrazione del servizio che troppo spesso non corrisponde alla realtà vissuta sulle banchine''.
Per i Giovani Democratici della Lombardia, dunque, quella sui trasporti non è una battaglia destinata a esaurirsi con l’entrata in vigore dei nuovi prezzi.
''Da oggi i prezzi aumentano, ma la nostra battaglia non finisce qui – conclude Radaelli –. Continueremo a chiedere alla Regione di investire sul trasporto pubblico, di rendere gli abbonamenti più accessibili per giovani e famiglie e soprattutto di pretendere da Trenord un servizio all’altezza di chi ogni giorno lo paga e lo utilizza. Vogliamo una Lombardia nella quale prendere il treno per studiare o lavorare non sia una scelta di serie B e non diventi ogni anno più costoso''.
I Giovani Democratici della Lombardia continueranno quindi a monitorare la situazione del trasporto ferroviario regionale e a promuovere iniziative politiche per chiedere alla Regione maggiore rispetto verso pendolari, studenti e lavoratori.



















