Perchè non affidare ai ragazzi gli spazi dell'oratorio?

Articolo: I luoghi sono importanti, ma anche il rispetto e l'educazione

Messaggio: D'accordissimo con lei Sig Ettore, sul ruolo insostituibile della famiglia nell'educazione dei figli. Però ad un certo punto questo ruolo va affiancato anche dalle istituzioni scolastiche e civili per completare la formazione. A giudicare dai contenuti del loro scritto, questi ragazzi hanno ormai l'età in cui hanno il diritto e il dovere di mettere il naso fuori dal focolare domestico per sperimentare nuove opportunità di socializzazione e diventare parte di una comunità.
Da ex allievo salesiano, ricordo che Don Bosco andò nella Torino dell'800 a raccogliere i ragazzi di strada per creare gli oratori, con l'obiettivo di formare "buoni cristiani e onesti cittadini".
Non essendo di Missaglia non conosco a fondo il vissuto di questa comunità, ma un plauso va a don Andrea per aver incarnato con il suo scritto il messaggio più genuino di Don Bosco. Si dice che manchino i volontari per tenere aperto l'oratorio.
Lancio allora una proposta volutamente provocatoria, pur sapendo che per ovvie ragioni organizzative non sarebbe facilmente realizzabile: perché non dare fiducia a questi stessi ragazzi, affidando loro in autogestione gli spazi messi a disposizione?
Sarebbe un bell'esercizio per far crescere la loro autostima, per metterli davanti alle proprie responsabilità e per rafforzare in loro quello spirito di servizio per il prossimo che è alla base dell'essere cittadini.
In fondo, Don Bosco ci ha insegnato che i ragazzi non hanno bisogno di un parcheggio sorvegliato, ma di un cortile di cui sentirsi padroni e responsabili.
Cordialità
Ale
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.