Maresso: fedeli a messa per la festa del Santo Crocifisso
Anche quest’anno la comunità di Maresso si è riunita in chiesa per celebrare il Santo Crocifisso Miracoloso, conservato presso una cappella laterale a destra dell’altare.
Il crocifisso - che risale al XVI secolo - era stato donato alla parrocchia da monsignor Francesco Rossi, prevosto della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano dove il manufatto ligneo era posto originariamente.
A causa di lavori presso la basilica milanese nel 1869 il crocifisso trovò nuova collocazione presso la chiesa dei Santi Faustino e Giovita nella frazione missagliese, accolto dal parroco di allora don Alessandro Bollati, amico stretto di monsignor Rossi.

Da allora la festa del Santo Crocifisso è particolarmente sentita da tutti i fedeli di Maresso che organizzano giornate di raccoglimento e preghiera, affiggendo ai balconi l’immagine del Crocifisso con a fianco Maria e San Giovanni. Quest’anno in particolare il 5 settembre è stata aperta la teca dentro cui è custodito il croficisso; durante la settimana i fedeli hanno partecipato a un momento di meditazione guidato dal parroco di Casatenovo, don Massimo Santambrogio, e alla messa di venerdì 11 dedicata ai malati, con l’unzione degli infermi. Inoltre, vi era la possibilità della confessione personale.

Quest'oggi la comunità si è raccolta in preghieradurante la messa solenne presieduta dal vicario don Andrea Scaltritti (alla presenza di padre Danilo Caraballo della Consolata) che ha subito rivolto ai fedeli la domanda che Gesù fa ai discepoli nel Vangelo domenicale: “Voi chi dite che io sia?”, sottolineando come Pietro riconosca che Gesù è il Messia ma da una posizione che non è quella di Gesù perché Pietro ha in mente il Messia vittorioso, invece Gesù ci guarda dalla croce, che il Messia è tale proprio perché passa attraverso la croce.
“Tante volte siamo come Pietro, tentiamo di togliere le nostre croci dalla vita, ma Gesù ci dice che anche con la croce che ciascuno deve portare tutti siamo accompagnati, Dio non ci abbandona” ha ricordato don Andrea, affermando che ogni famiglia di Maresso ha un rapporto stretto con il Santo Crocifisso a cui rivolgono preghiere, domande, lacrime. Il miracolo del Santo Crocifisso, oltre alle grazie concesse a chi lo ha pregato, è soprattutto quello di ricordarci che Dio non ci lascia mai soli dentro le prove che ciascuno deve affrontare.

Don Andrea ha poi citato San Paolo che si è lasciato guardare da Dio, ha accolto su di sé il suo sguardo misericordioso e questo lo ha trasformato. “Dobbiamo ricordarci di questo sguardo che Dio ha su di noi sempre, che siamo amati, allora guardiamo al crocifisso e lasciamoci guardare, così potremo rispondere alla domanda di Gesù su chi diciamo che Egli sia” ha continuato il sacerdote che in conclusione ha ricordato che la festa del Santo Crocifisso, per queste ragioni, è una festa d’amore perché ci rimette davanti al fatto che siamo guardati con amore.

Presente alla liturgia anche l'Amministrazione comunale, a sottolineare la rilevanza che la ricorrenza riveste per l'intera comunità.
Questa sera è prevista la consueta processione lungo le vie del centro storico con la reliquia della Santa Croce, mentre le celebrazioni della settimana si chiuderanno domani alle 20.30 con la messa al cimitero in suffragio dei defunti.


Da allora la festa del Santo Crocifisso è particolarmente sentita da tutti i fedeli di Maresso che organizzano giornate di raccoglimento e preghiera, affiggendo ai balconi l’immagine del Crocifisso con a fianco Maria e San Giovanni. Quest’anno in particolare il 5 settembre è stata aperta la teca dentro cui è custodito il croficisso; durante la settimana i fedeli hanno partecipato a un momento di meditazione guidato dal parroco di Casatenovo, don Massimo Santambrogio, e alla messa di venerdì 11 dedicata ai malati, con l’unzione degli infermi. Inoltre, vi era la possibilità della confessione personale.
Quest'oggi la comunità si è raccolta in preghieradurante la messa solenne presieduta dal vicario don Andrea Scaltritti (alla presenza di padre Danilo Caraballo della Consolata) che ha subito rivolto ai fedeli la domanda che Gesù fa ai discepoli nel Vangelo domenicale: “Voi chi dite che io sia?”, sottolineando come Pietro riconosca che Gesù è il Messia ma da una posizione che non è quella di Gesù perché Pietro ha in mente il Messia vittorioso, invece Gesù ci guarda dalla croce, che il Messia è tale proprio perché passa attraverso la croce.

Don Andrea ha poi citato San Paolo che si è lasciato guardare da Dio, ha accolto su di sé il suo sguardo misericordioso e questo lo ha trasformato. “Dobbiamo ricordarci di questo sguardo che Dio ha su di noi sempre, che siamo amati, allora guardiamo al crocifisso e lasciamoci guardare, così potremo rispondere alla domanda di Gesù su chi diciamo che Egli sia” ha continuato il sacerdote che in conclusione ha ricordato che la festa del Santo Crocifisso, per queste ragioni, è una festa d’amore perché ci rimette davanti al fatto che siamo guardati con amore.
Presente alla liturgia anche l'Amministrazione comunale, a sottolineare la rilevanza che la ricorrenza riveste per l'intera comunità.

C.F.


















