Oggiono: chiesa gremita per il saluto, carico di riconoscenza, a don Maurizio

Diciotto anni di cammino, di incontri, di celebrazioni, di difficoltà affrontate insieme e di una comunità pastorale cresciuta passo dopo passo. Per don Maurizio Mottadelli è arrivato il momento di salutare le Parrocchie di Oggiono, Imberido, Annone ed Ello, che domenica 13 settembre si sono strette attorno a lui per ringraziarlo degli anni trascorsi alla guida della Comunità Pastorale San Giovanni Battista.
Il momento centrale della giornata è stato la santa messa comunitaria celebrata nella chiesa parrocchiale di Oggiono, alla presenza dei sacerdoti che nel corso degli anni hanno accompagnato don Maurizio nel suo ministero e di numerosi fedeli delle quattro comunità. Un ingresso solenne ha aperto la celebrazione, prima di un momento particolarmente significativo vissuto nel cuore della navata, davanti al coro, che ha voluto dedicare a don Maurizio alcuni canti in suo onore.
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Don Maurizio Mottadelli

A raccontare il significato di quei diciotto anni è stata poi la lettera letta a nome dell’intera Comunità Pastorale. Un grazie ''sentito e profondo'', nel quale sono stati ripercorsi il lavoro e la dedizione con cui don Maurizio ha contribuito alla nascita e alla crescita di questa esperienza. ''Non è semplice salutarti, perché la nostra mente si riempie e si affolla di ricordi che non è facile scrivere in poche parole'' hanno scritto i fedeli, riconoscendo al sacerdote di aver dedicato se stesso ''alla costituzione di questa straordinaria esperienza della Comunità Pastorale San Giovanni Battista''.
La comunità ha ricordato la capacità di costruire un percorso condiviso, mantenendo però l’identità e la ricchezza delle singole parrocchie, così come l’attenzione a una pastorale sempre più ispirata a quella ''Chiesa in uscita'' indicata da Papa Francesco. Un cammino nel quale, si legge nella lettera, don Maurizio ha saputo ''rispettare e valorizzare l’identità di ciascuna parrocchia'', arricchendo negli anni la comunità con nuove iniziative.
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Ma il grazie è stato soprattutto personale. ''Grazie per la tua dedizione, grazie per la tua generosità, per la cura e l’attenzione a favorire la crescita di una fede matura'' hanno scritto i fedeli, ricordando anche la sua vicinanza nei momenti di bisogno e quel messaggio che negli anni ha continuato a ripetere alla comunità: ''Grazie per averci ricordato sempre più spesso nelle tue omelie che Dio ci ama, che Dio è misericordioso, che Dio non ci abbandona mai, non ci lascia mai soli''. Parole che restituiscono il segno lasciato dal sacerdote in questi diciotto anni e che diventano anche una promessa per il futuro: ''Il nostro impegno è far germogliare quello che è stato seminato e far sì che ciò che è seminato continui a portare frutto''.
A don Maurizio è stato affidato infine un augurio per il nuovo incarico: ''Che il Signore ti sostenga, ti custodisca e renda fecondo il tuo futuro servizio nella Chiesa Ambrosiana''.
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Il parroco insieme ai sacerdoti che hanno concelebrato la messa solenne

Nel corso della celebrazione è stato letto anche il messaggio dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini, che non ha potuto essere presente personalmente. Nel suo saluto, datato 10 agosto, l’arcivescovo ha ricordato le numerose occasioni nelle quali ha avuto modo di incontrare la comunità di Oggiono e ha sottolineato il contributo dato da don Maurizio alla sua crescita. In particolare, ha evidenziato la sua ''disponibilità ad accogliere con prontezza proposte e indicazioni'', la capacità di organizzare con precisione e soprattutto l’attenzione a promuovere la collaborazione, distribuire compiti e valorizzare capacità e iniziative presenti sul territorio.
Un riconoscimento che si accompagna all’augurio per il nuovo incarico, augurando a don Maurizio un ministero ''lieto e fecondo di bene'' per gli anni a venire.
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È stato quindi lo stesso don Maurizio a ripercorrere, quasi tornando al punto di partenza, la strada compiuta dal 2008 a oggi. Ha scelto infatti di riprendere le parole pronunciate il 1° settembre di quell’anno, durante la Messa che aveva dato ufficialmente inizio al cammino della Comunità Pastorale San Giovanni Battista. Allora aveva individuato tre attenzioni sulle quali costruire il proprio ministero. Oggi, a diciotto anni di distanza, ha voluto verificare insieme alla comunità quanto di quel progetto sia diventato realtà.

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La prima attenzione riguardava i sacerdoti e i collaboratori. Don Maurizio ha ricordato tutti coloro che lo hanno affiancato negli anni, sottolineando come il lavoro compiuto non sarebbe stato possibile senza di loro. Un ringraziamento che ha attraversato i diciotto anni della Comunità Pastorale, dai sacerdoti della prima fase a quelli che si sono succeduti nel tempo. ''Da solo non avrei potuto fare nulla'' ha sottolineato don Maurizio, riconoscendo proprio nella collaborazione tra persone diverse uno dei motivi della crescita della comunità.
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Don Maurizio con i sacerdoti, le autorità civili e militari

La seconda attenzione era invece rivolta alla costruzione di un progetto di Chiesa condiviso, capace di partire dalla Parola di Dio e dalle indicazioni del vescovo per rispondere alle sfide del tempo. Una Chiesa missionaria, aveva detto allora, capace di generare credenti ''per convinzione e non solo per tradizione''. E oggi, nel rileggere quel proposito, don Maurizio ha guardato anche ai momenti più difficili attraversati dalla comunità, compreso il periodo della pandemia, osservando come la partecipazione alle celebrazioni e alle iniziative sia stata per lui un segnale di un cammino compiuto.
Non è stato semplice, ha ammesso, passare dalle quattro parrocchie a una vera Comunità Pastorale. Ma, con tutti i limiti e le difficoltà, ''penso che ci siamo riusciti''. Una comunità che, nelle sue parole, ha imparato progressivamente a camminare insieme senza perdere le proprie peculiarità.
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La terza attenzione riguardava invece ogni singola persona presente sul territorio: chi frequenta la parrocchia e chi se ne è allontanato, chi crede e chi è ancora alla ricerca, chi attraversa una situazione di sofferenza e chi vive un momento di gioia. Bambini, ragazzi, giovani, adulti, famiglie e anziani. L’obiettivo era fare in modo che ciascuno potesse riscoprire la bellezza della fede, della condivisione e dello ''stare insieme come fratelli''.
A quelle tre attenzioni iniziali, nel corso degli anni se n’è aggiunta una quarta, che nel 2008 don Maurizio non aveva previsto: la gestione amministrativa e la cura degli edifici delle parrocchie. Anche in questo caso ha ricordato il lavoro delle commissioni amministrative e la collaborazione di tante persone, associazioni e realtà del territorio, sottolineando l’importanza della trasparenza nella gestione delle risorse e degli interventi realizzati.
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Poi i ringraziamenti. A Dio, innanzitutto, alla famiglia, alla comunità nella quale è cresciuto e a tutte le persone incontrate lungo il percorso che lo ha portato al sacerdozio. E ancora ai sacerdoti, ai religiosi, ai consigli pastorali, alla popolazione, alle autorità civili e militari e a tutti coloro che, in modi diversi, hanno contribuito alla vita della Comunità Pastorale.
''Io ho sentito da parte di tutti stima, affetto e collaborazione'' ha detto don Maurizio, riconoscendo quanto questo abbia reso più facile affrontare il proprio incarico. E tornando alle parole pronunciate nel 2008, quando quel nuovo cammino poteva sembrare quasi un sogno o un’utopia, ha ricordato di essere arrivato a Oggiono ''credendoci e sentendo questa passione''. Quella stessa passione, ha sottolineato, non è però mai rimasta soltanto sua: tante persone hanno creduto nel progetto e lo hanno fatto crescere insieme a lui.
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È proprio qui che il saluto ha assunto il significato più profondo. Dopo diciotto anni, don Maurizio non ha parlato soltanto della fine di un incarico, ma di un’esperienza che considera un dono. Ascoltando i racconti di altri sacerdoti e le difficoltà incontrate in alcune comunità pastorali, ha detto di sentire ''quasi come un privilegio'' aver potuto essere il responsabile della Comunità Pastorale San Giovanni Battista. Non per l’impegno che vi ha messo, ma per la risposta ricevuta dalle persone: ''È stata infinitamente superiore''.
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Parole che hanno trovato una risposta concreta subito dopo la celebrazione, alla quale hanno preso parte anche i sindaci e gli amministratori di Oggiono, Annone, Ello, oltre ai rappresentanti delle associazioni e alle autorità militari. All’uscita dalla chiesa, infatti, il saluto ufficiale si è trasformato in una lunga serie di incontri personali. Molti fedeli hanno voluto stringere la mano a don Maurizio, mentre lui stesso è tornato verso le persone rimaste accanto alla navata per salutarle una ad una. Tra i più affezionati, e soprattutto tra i bambini, non sono mancate le lacrime.
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Poi le fotografie e i saluti, prima del trasferimento in oratorio per la consegna dei doni, il momento conviviale e la visione del video-diario dedicato ai diciotto anni trascorsi insieme. Un altro modo per raccogliere ricordi e immagini di un lungo tratto di strada condiviso.
La giornata di congedo si è infine conclusa in Piazza della Chiesa con il concerto del Corpo Musicale di Oggiono. Dopo la Messa, le foto e gli ultimi saluti, anche la musica ha accompagnato così il passaggio verso il nuovo capitolo della vita pastorale della comunità.
Gloria Draghi
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