Bosisio in festa con Delpini per il 450^ della Parrocchia
''Una storia che continua, una comunità che cresce, una fede che ci unisce''. È stato questo il filo conduttore della solenne celebrazione con cui la parrocchia di Sant'Anna di Bosisio Parini ha festeggiato i suoi 450 anni di storia. Un anniversario importante, che nel tardo pomeriggio di domenica 13 settembre ha riunito in chiesa la comunità, i fedeli e le autorità, alla presenza dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che ha presieduto la Santa Messa.
Una celebrazione carica di significato, nel corso della quale la comunità ha ripercorso idealmente quattro secoli e mezzo di storia, fatta di fede, tradizioni, famiglie e generazioni che hanno trovato - proprio nella parrocchia bosisiese - un punto di riferimento e un luogo di incontro.

Accanto a monsignor Delpini erano presenti il parroco don Emilio Colombo, don Peppino Farioli, don Mario Mistry e don Luigi Colombo. Alla celebrazione hanno preso parte anche i due diaconi Pier Giorgio Panzeri e Vincenzo Petrucci.
Non sono mancate le autorità civili, con la presenza dei sindaci di Bosisio Parini, Paolo Gilardi (con alcuni assessori), e di Rogeno, Matteo Redaelli, a testimoniare la vicinanza delle istituzioni alla comunità in occasione di un anniversario così significativo.

Nel salutare monsignor Delpini, dandogli il benvenuto, sono state richiamate anche le radici storiche della parrocchia, soffermandosi sull’atto costitutivo della parrocchia di Sant’Anna da parte di San Carlo Borromeo. Il documento che sancisce questo inizio, particolarmente significativo per la ricostruzione della storia religiosa di Bosisio, era esposto ai piedi dell’altare durante la celebrazione, offrendo ai presenti la possibilità di osservare concretamente una testimonianza di quella storia che ha preso il via ben 450 anni fa.

Una continuità spirituale alla quale l'arcivescovo ha fatto riferimento nella sua omelia, durante la quale ha invitato i fedeli a percorrere la via della fiducia, senza lasciarsi ingannare da risposte superficiali o sbagliate che spesso giungono quando ci si pongono interrogativi sinceri. Anche la definizione di Gesù, da parte di chi sa già chi è e cosa ci si può aspettare da lui, ''è un fraintendimento'' ha precisato Delpini. ''Quelli che abitano nel paese delle risposte sbagliate abitano nella delusione. Ma posso anche io essere felice? No, se si pensa solo a se stessi: quelli che prendono per buono il contrario, abitano nel quartiere chiamato infelicità. A che cosa serve pregare? Non serve a niente direbbero, non perdere tempo: lascia che preghino solo i nonni e i bambini'' ha aggiunto. ''Quelli che prendono per buona questa risposta abitano in un quartiere chiamato banalità. E chi vi dice di non avere a che fare con gli altri, perchè sono un fastidio, abitano in un quartiere chiamato solitudine''.

L'arcivescovo ha poi richiamato la figura di Sant'Anna, la patrona, ricordando la sua immagine spesso proposta con dei libri in mano. Eppure non è nelle letture che si trova l'essenza più autentica del messaggio che ci ha lasciato, piuttosto nella sua semplicità: ''le risposte giuste non sono delle frasi che si possono proclamare facilmente. Sono una vita da vivere, un'amicizia con Gesù, il mettersi in cammino con lui. Non ci sono risposte pronte come un questionario. Il vero principio di una vita nuova è una Pasqua di Gesù. Anche noi vorremmo imitare la testimonianze a la fede di questa donna che ha insegnato a Maria, con una vita semplice, a diventare grande, capace di trasmettere la fede del Signore''.

Nel corso della funzione c'è stato spazio anche per un momento particolarmente sentito, dedicato a Luigi Riboldi, originario di Abbadia Lariana ma residente a Monza. A lui è stato consegnato un omaggio per il legame con la storia della comunità: proprio Riboldi, all’inizio degli anni Sessanta, scolpì la statua di Sant’Anna, patrona di Bosisio, contribuendo con la sua opera a lasciare una testimonianza destinata a rimanere nel tempo.
La giornata ha rappresentato inoltre un momento di festa per le famiglie e per le coppie che hanno celebrato gli anniversari di matrimonio, condividendo con l’intera comunità un traguardo importante della propria vita. Erano presenti alla liturgia anche i cresimandi e i comunicandi, a sottolineare il passaggio ideale tra le generazioni: la storia della parrocchia, iniziata quattro secoli e mezzo fa, continua infatti attraverso i bambini, i ragazzi, le famiglie e tutti coloro che ancora oggi ne vivono la quotidianità.

Per monsignor Delpini si è trattato, inoltre, di un ritorno a Bosisio Parini a poco più di un anno dalla sua precedente visita. Nel 2025 l’arcivescovo aveva infatti raggiunto il paese per la suggestiva celebrazione della Messa al Precampel, sul lago di Pusiano, in occasione della Giornata del Creato. Un legame con il territorio che si è rinnovato ora in un'altra occasione di grande valore per la comunità, questa volta per i 450 anni della parrocchia di Sant’Anna.

Al termine della Santa Messa, dopo le foto di rito, la festa è proseguita con un rinfresco, occasione informale per ritrovarsi e condividere la gioia di un anniversario che appartiene all’intera comunità.
Fotoservizio di Stefano Cardini
Una celebrazione carica di significato, nel corso della quale la comunità ha ripercorso idealmente quattro secoli e mezzo di storia, fatta di fede, tradizioni, famiglie e generazioni che hanno trovato - proprio nella parrocchia bosisiese - un punto di riferimento e un luogo di incontro.

Monsignor Mario Delpini durante la solenne celebrazione
Accanto a monsignor Delpini erano presenti il parroco don Emilio Colombo, don Peppino Farioli, don Mario Mistry e don Luigi Colombo. Alla celebrazione hanno preso parte anche i due diaconi Pier Giorgio Panzeri e Vincenzo Petrucci.
Non sono mancate le autorità civili, con la presenza dei sindaci di Bosisio Parini, Paolo Gilardi (con alcuni assessori), e di Rogeno, Matteo Redaelli, a testimoniare la vicinanza delle istituzioni alla comunità in occasione di un anniversario così significativo.

Nel salutare monsignor Delpini, dandogli il benvenuto, sono state richiamate anche le radici storiche della parrocchia, soffermandosi sull’atto costitutivo della parrocchia di Sant’Anna da parte di San Carlo Borromeo. Il documento che sancisce questo inizio, particolarmente significativo per la ricostruzione della storia religiosa di Bosisio, era esposto ai piedi dell’altare durante la celebrazione, offrendo ai presenti la possibilità di osservare concretamente una testimonianza di quella storia che ha preso il via ben 450 anni fa.

Una continuità spirituale alla quale l'arcivescovo ha fatto riferimento nella sua omelia, durante la quale ha invitato i fedeli a percorrere la via della fiducia, senza lasciarsi ingannare da risposte superficiali o sbagliate che spesso giungono quando ci si pongono interrogativi sinceri. Anche la definizione di Gesù, da parte di chi sa già chi è e cosa ci si può aspettare da lui, ''è un fraintendimento'' ha precisato Delpini. ''Quelli che abitano nel paese delle risposte sbagliate abitano nella delusione. Ma posso anche io essere felice? No, se si pensa solo a se stessi: quelli che prendono per buono il contrario, abitano nel quartiere chiamato infelicità. A che cosa serve pregare? Non serve a niente direbbero, non perdere tempo: lascia che preghino solo i nonni e i bambini'' ha aggiunto. ''Quelli che prendono per buona questa risposta abitano in un quartiere chiamato banalità. E chi vi dice di non avere a che fare con gli altri, perchè sono un fastidio, abitano in un quartiere chiamato solitudine''.

L'arcivescovo ha poi richiamato la figura di Sant'Anna, la patrona, ricordando la sua immagine spesso proposta con dei libri in mano. Eppure non è nelle letture che si trova l'essenza più autentica del messaggio che ci ha lasciato, piuttosto nella sua semplicità: ''le risposte giuste non sono delle frasi che si possono proclamare facilmente. Sono una vita da vivere, un'amicizia con Gesù, il mettersi in cammino con lui. Non ci sono risposte pronte come un questionario. Il vero principio di una vita nuova è una Pasqua di Gesù. Anche noi vorremmo imitare la testimonianze a la fede di questa donna che ha insegnato a Maria, con una vita semplice, a diventare grande, capace di trasmettere la fede del Signore''.

Da sinistra don Mario Mistry, don Emilio Colombo, don Luigi Colombo e don Peppino Farioli
Nel corso della funzione c'è stato spazio anche per un momento particolarmente sentito, dedicato a Luigi Riboldi, originario di Abbadia Lariana ma residente a Monza. A lui è stato consegnato un omaggio per il legame con la storia della comunità: proprio Riboldi, all’inizio degli anni Sessanta, scolpì la statua di Sant’Anna, patrona di Bosisio, contribuendo con la sua opera a lasciare una testimonianza destinata a rimanere nel tempo.

Per monsignor Delpini si è trattato, inoltre, di un ritorno a Bosisio Parini a poco più di un anno dalla sua precedente visita. Nel 2025 l’arcivescovo aveva infatti raggiunto il paese per la suggestiva celebrazione della Messa al Precampel, sul lago di Pusiano, in occasione della Giornata del Creato. Un legame con il territorio che si è rinnovato ora in un'altra occasione di grande valore per la comunità, questa volta per i 450 anni della parrocchia di Sant’Anna.

Al termine della Santa Messa, dopo le foto di rito, la festa è proseguita con un rinfresco, occasione informale per ritrovarsi e condividere la gioia di un anniversario che appartiene all’intera comunità.
Fotoservizio di Stefano Cardini


















