SS36, accelerare sulle opere in programma e progettare il collegamento con la Valtellina

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L’audizione di oggi con ANAS Lombardia ha restituito un quadro fatto di opere che procedono, cantieri che hanno accumulato ritardi e interventi sui quali adesso è necessario accelerare. La SS36 rappresenta un’infrastruttura vitale per Lecco, per la Valtellina e per l’intera Lombardia: non possiamo fermarci qui; occorre tornare a pensare in grande con visione e strategia, senza rincorrere le emergenze. Dobbiamo garantire a famiglie e imprese collegamenti sicuri, affidabili e performanti.
Un primo nodo riguarda la messa in sicurezza della tratta Giussano-Civate, intervento da 74,39 milioni di euro i cui lavori risultano oggi al 13%, con ultimazione prevista entro il 2027. ANAS ha indicato tra le cause dei ritardi la bonifica di terreni inquinati, le interferenze con numerosi sottoservizi e le difficoltà finanziarie dell’impresa esecutrice.
Proprio questa notte la SS36 è finita nuovamente sott’acqua nella zona tra Annone, Suello e Civate, con pesantissime ripercussioni sulla circolazione. In quell’area ANAS sta progettando una vasca di laminazione ma l’avvio dei lavori è previsto solo nei primi mesi del 2027. Non possiamo sapere con certezza se un’opera già realizzata avrebbe potuto evitare quanto accaduto questa notte, ma è evidente che si debba fare tutto il possibile per accelerarne la realizzazione.
Zamperini si sofferma poi sulla galleria Monte Piazzo, uno dei punti più delicati e strategici dell’intero collegamento verso la Valtellina. Gli interventi attualmente in corso valgono complessivamente 77 milioni di euro.
ANAS oggi ha chiarito correttamente che il riferimento ai 15 anni di vita utile dell’opera non siano perentori e l’opera continuerà a essere monitorata e manutenuta. Ma proprio perché conosciamo dagli anni Ottanta le problematiche della galleria e la complessità geologica di quel versante dobbiamo guardare più lontano. Non possiamo limitarci, generazione dopo generazione, ad aggiungere interventi tappabuchi di manutenzione: dobbiamo cominciare a chiederci sin d'ora quale dovrà essere il collegamento tra Lecco e la Valtellina nei prossimi decenni. La frana non si fermerà.
ANAS ha infatti confermato che è già in corso uno studio di fattibilità per due alternative di tracciato nell’area della Monte Piazzo.
Ho chiesto che questo approfondimento venga portato avanti nel minor tempo possibile. Quando avremo sul tavolo le alternative, dovremo confrontarci con Regione e con tutti gli amministratori del territorio per capire quale strada intraprendere. La vera domanda è: quanti interventi strutturali alternativi avremmo potuto immaginare e sostenere dagli anni Ottanta a oggi? Quante risorse ‘sprecate’ per tamponare il problema?.
L’audizione ha fatto il punto anche sulle altre opere della SS36 legate a Milano-Cortina, dal Ponte Manzoni agli svincoli di Piona e Dervio, fino al percorso ciclopedonale di Abbadia Lariana.
Le Olimpiadi sono state un acceleratore fondamentale per gli investimenti, ma adesso il tempo dei sopralluoghi, delle fotografie e delle dichiarazioni festanti deve lasciare spazio alla conclusione dei cantieri e alla restituzione delle opere ai cittadini. Ho chiesto un incontro all’ingegner Castiglioni (ANAS), che ringrazio, per affrontare anche gli interventi che vanno oltre il dossier olimpico: penso al ponte in uscita da Lecco che completi la corsia in entrata e agli svincoli della SS36 sul lago, come quello di Perledo, che potrebbero migliorare e fluidificare il traffico, soprattutto nel periodo turistico. Grazie a questo confronto costruiremo una visione complessiva della mobilità lecchese e dobbiamo farlo adesso, senza aspettare che sia troppo tardi.
Giacomo Zamperini, consigliere regionale Fratelli d’Italia
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