Casatenovo: fino al 25 settembre orario ridotto al comprensivo. Le famiglie lamentano disagi
Orario ridotto anche la prossima settimana all'Istituto Comprensivo di Casatenovo. Attraverso una circolare a firma della dirigente scolastica e diffusa nella giornata di ieri, è stata resa nota la decisione di posticipare a lunedì 28 settembre, l'avvio dell'attività ''piena'' per i bambini e le bambine frequentanti i tre plessi della scuola primaria, dunque Capoluogo, Grassi e Bracchi.
Una scelta – come si legge nella nota ufficiale dell'IC - dettata da esigenze legate al completamento dell'organico del personale scolastico.
Se il trasporto è regolarmente garantito, anche dal 21 al 25 settembre – come in questa prima settimana di lezioni che si è appena conclusa - i bambini non usufruiranno del servizio mensa (che prenderà il via lunedì 28 con un nuovo gestore, dopo la gara d'appalto espletata in estate ndr) e rientreranno a casa al momento del pranzo.

Stesso scenario alla scuola media, dove l'orario sarà 8-14 per l'intera settimana: in questo caso però, il cambio sembra incidere in maniera minore sull'organizzazione delle famiglie: le conseguenze infatti, riguardano solo le classi di alunni che frequentano il tempo prolungato. Il disagio per alcuni nuclei, resta comunque significativo.
La decisione della Scuola ha generato parecchio malumore tra i genitori che – attraverso lettere e segnalazioni verbali pervenute in queste ore alla nostra testata - lamentano difficoltà nella gestione dei figli (soprattutto per chi lavora) e chiedono di conoscere in maniera più approfondita le ragioni alla base di questa scelta, chiamando in causa anche l'Amministrazione comunale.
''Se il motivo risiede in una carenza di organico, cosa è cambiato rispetto al passato?'' si domanda una mamma. Ogni anno infatti, nei primi giorni di attività, le scuole sono alle prese con problemi legati alla definizione di alcune cattedre, causa trasferimenti, pensionamenti o altre situazioni che impediscono al personale di espletare la propria attività.
Il problema – evidentemente - pare essere più netto a Casatenovo che in altre realtà, se la scelta è stata quella di confermare per la seconda settimana consecutiva, l'orario ridotto.

Di seguito pubblichiamo la lettera di una mamma che inquadra la situazione e le criticità registrate (elencando anche altri disagi subiti in tempi recenti, in primis la chiusura della scuola primaria di Crotta), precisando che lo spazio resta aperto per eventuali repliche, precisazioni o contributi sul tema da parte della Dirigenza dell'IC e del Comune:
Una scelta – come si legge nella nota ufficiale dell'IC - dettata da esigenze legate al completamento dell'organico del personale scolastico.
Se il trasporto è regolarmente garantito, anche dal 21 al 25 settembre – come in questa prima settimana di lezioni che si è appena conclusa - i bambini non usufruiranno del servizio mensa (che prenderà il via lunedì 28 con un nuovo gestore, dopo la gara d'appalto espletata in estate ndr) e rientreranno a casa al momento del pranzo.

Stesso scenario alla scuola media, dove l'orario sarà 8-14 per l'intera settimana: in questo caso però, il cambio sembra incidere in maniera minore sull'organizzazione delle famiglie: le conseguenze infatti, riguardano solo le classi di alunni che frequentano il tempo prolungato. Il disagio per alcuni nuclei, resta comunque significativo.
La decisione della Scuola ha generato parecchio malumore tra i genitori che – attraverso lettere e segnalazioni verbali pervenute in queste ore alla nostra testata - lamentano difficoltà nella gestione dei figli (soprattutto per chi lavora) e chiedono di conoscere in maniera più approfondita le ragioni alla base di questa scelta, chiamando in causa anche l'Amministrazione comunale.
''Se il motivo risiede in una carenza di organico, cosa è cambiato rispetto al passato?'' si domanda una mamma. Ogni anno infatti, nei primi giorni di attività, le scuole sono alle prese con problemi legati alla definizione di alcune cattedre, causa trasferimenti, pensionamenti o altre situazioni che impediscono al personale di espletare la propria attività.
Il problema – evidentemente - pare essere più netto a Casatenovo che in altre realtà, se la scelta è stata quella di confermare per la seconda settimana consecutiva, l'orario ridotto.

Di seguito pubblichiamo la lettera di una mamma che inquadra la situazione e le criticità registrate (elencando anche altri disagi subiti in tempi recenti, in primis la chiusura della scuola primaria di Crotta), precisando che lo spazio resta aperto per eventuali repliche, precisazioni o contributi sul tema da parte della Dirigenza dell'IC e del Comune:
Ieri è arrivata alle famiglie una comunicazione che, sinceramente, è difficile da accettare: anche la prossima settimana le scuole elementari non potranno garantire il servizio pomeridiano per mancanza di personale. I bambini, quindi, continueranno a fare l'orario antimeridiano.
E noi genitori cosa dovremmo fare? Perché mentre i bambini tornano a casa a metà giornata, noi continuiamo a lavorare.
Io sono una mamma e lavoro dalle 8 alle 18, spesso fino alle 19. E come me ci sono tantissime famiglie che non possono semplicemente mollare il lavoro per andare a prendere i propri figli.
Dovremmo pagare una tata, chiamare i nonni, chiedere permessi al lavoro e riorganizzare ogni giorno la nostra vita perché non si è riusciti a garantire il personale necessario per tenere aperta la scuola al pomeriggio?
Se il Comune è abituato a lavorare e finire presto nel pomeriggio, non è un problema mio. Io lavoro fino alle sette di sera. E come me lavorano moltissimi genitori.
Non è possibile che a pagare le conseguenze di questa mancanza di organizzazione siano sempre le famiglie. E la domanda è semplice: quando ci si è accorti che mancava il personale?
Perché non si è trovata una soluzione prima dell'inizio dell'anno scolastico? E soprattutto, perché oggi ci viene comunicato che anche la prossima settimana i bambini dovranno fare ancora l'orario antimeridiano?
Il tutto in un anno già complicato. La scuola elementare di Crotta è stata chiusa nonostante i genitori abbiano cercato in tutti i modi di evitarlo e gli alunni sono stati trasferiti al capoluogo.
I lavori al capoluogo, per quanto ho potuto vedere, stavano lavorando l'ultima settimana di agosto e non sembra ancora essere tutto pronto.
E poi c'è la nuova scuola media, quella che dovrebbe accogliere i nostri ragazzi ma che è ancora incompleta. Quando finiranno i lavori? Quando riprenderanno? Quando sarà finalmente pronta? Alle famiglie non arrivano risposte chiare.
Mia figlia è in quarta elementare e pensa già alla nuova scuola media. Io temo che, quando sarà il momento, quella scuola non sarà ancora pronta. E questa è una cosa che trovo francamente inaccettabile.
Due anni fa il crollo del tetto della scuola media aveva già costretto gli alunni a iniziare il loro percorso in varie scuole elementari del plesso. Oggi siamo nuovamente a parlare di trasferimenti, lavori, personale mancante e bambini che fanno l'orario antimeridiano.
Ma possibile che a Casatenovo ogni settembre debba diventare un'emergenza?
Non chiedo privilegi. Chiedo organizzazione. Chiedo che prima di chiudere una scuola, trasferire gli alunni e iniziare un nuovo anno scolastico ci si assicuri che tutto sia pronto. E soprattutto chiedo una cosa molto semplice: garantite il servizio pomeridiano.
Io, come tanti altri genitori, devo andare al lavoro. E non posso essere io, ogni volta, a dover risolvere un problema che non ho creato.
Basta. È ora che qualcuno dia delle risposte concrete alle famiglie di Casatenovo.Emanuela


















